Come si delinea il futuro governo?
Dopo la caduta del governo Ilie Bolojan a seguito di una mozione di sfiducia il 5 maggio, a Bucarest è in preparazione un nuovo esecutivo.
Sorin Iordan, 22.06.2026, 11:37
Incaricato una settimana fa dal presidente della Romania, Nicușor Dan, di formare un nuovo governo dopo la caduta dell’esecutivo guidato da Ilie Bolojan e dopo negoziati che hanno evidenziato posizioni inconciliabili tra i partiti filo-occidentali, il liberale Adrian Veștea ha presentato domenica sera al Parlamento il programma di governo e la lista dei ministri proposti per la futura squadra.
La presentazione è avvenuta dopo che il Partito Social Democratico (PSD), la principale forza politica in Parlamento, ha deciso di partecipare al governo e di sostenere il voto di fiducia all’esecutivo. Nello stesso giorno, la nuova leadership del Partito Nazionale Liberale (PNL) ha riconfermato la decisione di non sostenere il futuro governo e ha raccomandato ai propri parlamentari di lasciare l’aula al momento della votazione.
Adrian Veștea ha comunque deciso di proseguire, sperando di raccogliere i 233 voti necessari grazie al sostegno di piccoli partiti e gruppi parlamentari con i quali ha svolto negoziati negli ultimi giorni. L’USR e l’UDMR hanno annunciato che non voteranno a favore, così come l’AUR, partito ultranazionalista escluso dalle trattative. La formula governativa proposta da Adrian Veștea – esponente della corrente liberale favorevole alla continuazione della collaborazione con i socialdemocratici che hanno contestato Ilie Bolojan – prevede tre vicepremier, nove ministri del PSD, quattro ministri liberali appartenenti alla stessa corrente e quattro indipendenti.
I vicepremier proposti sono Marian Neacșu (PSD), che dovrebbe ricoprire anche l’incarico di ministro dell’Interno, Alina Gorghiu (PNL), Diana Morar (indipendente). I socialdemocratici assumono la guida di settori-chiave e hanno proposto ministri che, secondo il comunicato del partito, hanno già dimostrato le proprie competenze professionali. Alcuni di loro hanno già guidato gli stessi dicasteri nel precedente governo filo-occidentale formato da PSD, PNL, USR e UDMR. Si tratta di Radu Marinescu al Ministero della Giustizia, Florin Barbu al Ministero dell’Agricoltura, Bogdan Ivan al Ministero dell’Energia, Florin Manole al Ministero del Lavoro, Alexandru Rogobete al Ministero della Salute. I nuovi nomi proposti dal PSD sono Mihai Ghigiu al Ministero dell’Ambiente, Romeo Lungu al Ministero dello Sviluppo e Ionuț Vulpescu al Ministero della Cultura.
Dal PNL provengono invece Monica Anisie al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, Sorin Cîmpeanu al Ministero della Difesa, Cristian Pistol al Ministero dei Trasporti, Eduard Mititelu al Ministero della Digitalizzazione. I quattro ministri indipendenti designati sono Alexandru Nazare al Ministero delle Finanze, Luca Niculescu al Ministero degli Affari Esteri, Florin Zaharia al Ministero degli Investimenti e dei Progetti Europei, Marian Bârgău al Ministero dell’Economia.
Il programma di governo presentato al Parlamento dal premier incaricato Adrian Veștea si articola attorno a cinque priorità: il ritorno alla normalità istituzionale, l’accelerazione dell’assorbimento dei fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il mantenimento della fiducia dei partner internazionali e del rating del Paese, lo sblocco dei progetti già in fase avanzata di realizzazione e l’accelerazione di quelli strategici.