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Europee: cittadini alle urne

Quattro giorni di votazione per designare i 751 eurodeputati che rappresenteranno gli europei nel futuro Legislativo di Bruxelles. Al via, oggi, le elezioni per il Parlamento europeo, cui sono attesi circa 375 milioni di aventi diritto. I primi a votare sono i britannici e gli olandesi. Il 23 andranno, invece, al voto i cechi e gli irlandesi, e il 24, i lettoni, i maltesi e gli slovacchi. La Repubblica Ceca è l’unico Paese membro in cui la votazione si terrà per 2 giorni, il 23 e il 24 maggio. Domenica, 25 maggio, le europee si terranno nella maggioranza dei 28 stati Ue, la Romania compresa, dove oltre 18,3 milioni di elettori saranno chiamati alle urne tra le 7 e le 21 ore locali. I romeni dovranno scegliere tra 15 partiti e alleaze e 8 candidati indipendenti che si contenderanno i 32 seggi cui il nostro Paese ha diritto.

Europee: cittadini alle urne
Europee: cittadini alle urne

, 22.05.2014, 12:42

Quattro giorni di votazione per designare i 751 eurodeputati che rappresenteranno gli europei nel futuro Legislativo di Bruxelles. Al via, oggi, le elezioni per il Parlamento europeo, cui sono attesi circa 375 milioni di aventi diritto. I primi a votare sono i britannici e gli olandesi. Il 23 andranno, invece, al voto i cechi e gli irlandesi, e il 24, i lettoni, i maltesi e gli slovacchi. La Repubblica Ceca è l’unico Paese membro in cui la votazione si terrà per 2 giorni, il 23 e il 24 maggio. Domenica, 25 maggio, le europee si terranno nella maggioranza dei 28 stati Ue, la Romania compresa, dove oltre 18,3 milioni di elettori saranno chiamati alle urne tra le 7 e le 21 ore locali. I romeni dovranno scegliere tra 15 partiti e alleaze e 8 candidati indipendenti che si contenderanno i 32 seggi cui il nostro Paese ha diritto.



Sono 18.532 i seggi allestiti sul territorio nazionale, e all’estero i cittadini romeni possono votare in altri 190, allestiti presso le missioni diplomatiche e consolari della Romania, presso le sedi degli istituti culturali e nei teatri operativi in Afghanistan. A livello europeo, nessun risultato sarà diffuso ufficialmente prima della chiusura dell’ultimo seggio elettorale sul continente.



Stando ai più recenti sondaggi demoscopici, sebbene in calo, i Popolari europei resterebbero il più importante gruppo nel Parlamento Europeo, seguiti dai Socialdemocratici. Preoccupante l’avanzo registrato dagli euroscettici che, estremamente eterogenei, potrebbero ottenere un numero molto maggiore di seggi che al precedente scutinio e diventare la terza forza politica. La sinistra radicale potrebbe registrare anch’essa dei progressi categorici, collocandosi dopo i Liberali, ma prima dei Verdi. Comunque sia, il semplice fatto di sapere, domenica sera, il nome dei futuri eurodeputati non aiuterà nessuno a farsi unidea precisa sulla componenza del nuovo Legislativo. Una volta chiuse le urne, inizierà il gioco sottile della formazione di alleanze e il difficile esercizio della formazione dei gruppi politici.



Per quanto riguarda la designazione del presidente della Commissione Europea, essa è attesa per fine giugno. Teoricamente, il nuovo capo dell’Esecutivo comunitario dovrebbe provenire dal gruppo parlamentare maggioritario. Una volta conclusi i negoziati e costituiti i gruppi, la prima sessione del nuovo Parlamento Europeo si terrà il 1 luglio. È difficile anticipare quali saranno i dossier sul tavolo di lavoro dei futuri eurodeputati. Attualmente però diversi temi importanti sembrano inevitabili: il partenariato transatlantico e il trattato di libero scambio americano-europeo, l’ultimazione dell’Unione Bancaria Europea, la politica comunitaria sull’immigrazione e l’indipendenza energetica dell’Europa, dossier riportato alla ribalta dalla crisi in Ucraina.


(traduzione di Adina Vasile)

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