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Il tesoro rubato torna a casa

L’elmo dacico di Coțofenești e due bracciali d’oro rubati nel gennaio dello scorso anno dal Museo Drents nei Paesi Bassi sono stati recuperati e consegnati alla Romania.

L'elmo di Coțofenesti (foto: fb.com / Ministerul Afacerilor Interne)
L'elmo di Coțofenesti (foto: fb.com / Ministerul Afacerilor Interne)

, 03.04.2026, 11:25

Dopo un anno e due mesi di ricerche e indagini, il celebre elmo di Coțofenești e due dei tre bracciali dacici rubati mentre erano esposti in una mostra presso il Museo Drents nei Paesi Bassi sono stati recuperati e restituiti giovedì alla Romania. I reperti sono stati presi in consegna dai rappresentanti della Procura romena da quelli della Procura olandese nella Vecchia Sala del Consiglio, parte del museo di Assen, in condizioni di sicurezza rafforzate: agenti di sicurezza erano presenti non solo all’ingresso, ma anche nei pressi del piedistallo dove gli oggetti erano esposti.

“Siamo estremamente lieti della restituzione di questi straordinari tesori artistici. È stata una vera avventura piena di peripezie”, ha dichiarato la procuratrice Corien Fahner durante l’evento. Presente alla conferenza stampa, il direttore del museo, Robert van Langh, si è detto soddisfatto che i reperti recuperati tornino nel luogo a cui appartengono e ha ringraziato le polizie olandese e romena. Ha inoltre precisato che l’elmo presenta danni minori e potrà essere completamente restaurato, mentre i bracciali sono in condizioni perfette.

 

Vecchi di quasi 2500 anni, i pezzi di inestimabile valore erano stati prestati dal Museo Nazionale di Storia della Romania per una mostra temporanea intitolata “Dacia – Terra dell’Oro e dell’Argento”. Pochi giorni prima della chiusura della mostra, tre uomini hanno fatto esplodere un ingresso sul retro del Museo Drents e, in pochi minuti, sono fuggiti con i quattro reperti romeni.

Nei mesi successivi al furto, diverse persone sono state arrestate, ma le indagini sembravano non portare a risultati. Così, a settembre, la Romania ha ricevuto l’ultima tranche del risarcimento di 5,7 milioni di euro versato dalla parte olandese nel contesto del furto. Attualmente, tre uomini olandesi, di età compresa tra i 21 e i 36 anni, si trovano in custodia cautelare per furto, e il loro processo dovrebbe iniziare tra meno di due settimane, il 14 aprile.

 

Non sono stati forniti molti dettagli, ma si sa che la Procura olandese ha condotto diverse discussioni con gli avvocati dei sospettati, che hanno portato alla conclusione di accordi tra procura e difesa. Una delle condizioni per tali accordi è stata la restituzione degli oggetti rubati. Tuttavia, la Procura olandese ha rifiutato di fornire informazioni sul recupero o su eventuali concessioni fatte agli imputati in cambio della restituzione dei reperti.

Da Bucarest, la ministra degli Esteri, Oana Țoiu, ha annunciato che, per la risoluzione del caso del Museo Drents, la Romania e i Paesi Bassi hanno collaborato sotto l’egida di EUROJUST, attraverso la creazione di una Squadra Investigativa Comune, composta da procuratori, giudici e poliziotti di entrambi i paesi.

Il ministro della Cultura, Andras Demeter, ha espresso la propria soddisfazione dopo il recupero dei reperti, sottolineando che l’importo da restituire alla parte olandese sarà stabilito solo dopo il completamento dei lavoridi restauro.

A sua volta, il presidente Nicușor Dan ha avvertito che le autorità di Bucarest hanno la responsabilità di assumersi una gestione molto più attenta degli oggetti di eccezionale importanza storica e culturale per il patrimonio romeno, attraverso regole più rigorose e correttamente applicate.

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