Incidente con un drone nel porto di Costanza
L'incidente di venerdì, quando un drone marittimo è esploso nel porto di Costanza (Mar Nero), si è verificato in un contesto di carenza di equipaggiamento militare per una nuova tecnologia, carenza emersa con la guerra in Ucraina, afferma il presidente Nicușor Dan.
Mihai Pelin, 08.06.2026, 15:30
Alla fine della scorsa settimana, un drone marittimo è esploso nel porto di Costanza, nel sud-est della Romania, autodistruggendosi senza causare vittime. Il Dipartimento per le Situazioni di Emergenza ha attivato il Piano di Intervento Rosso per gestire efficacemente la situazione e diverse migliaia di persone sono state evacuate dalla zona. Kiev ha confermato che si è trattato di un drone ucraino di cui aveva perso il controllo durante una missione, a seguito di un’interferenza da parte dei sistemi di guerra elettronica russi. Il drone ha quindi deviato dalla sua traiettoria e si è diretto verso la costa romena. L’incidente è avvenuto sullo sfondo di una carenza di equipaggiamento militare, ha dichiarato il presidente romeno Nicușor Dan, al termine di una riunione svoltasi a Costanza, durante la quale ha analizzato le cause dell’incidente con i vertici dell’esercito e dei servizi di intervento. Il presidente ha confermato che il drone marittimo era ucraino, ma ha sottolineato che la responsabilità dell’accaduto è da attribuire alla Russia.
Il capo dello Stato ha valutato che le autorità romene hanno agito in modo tempestivo e corretto in questo caso, rispettando le procedure previste in tali situazioni, senza che ci siano vittime. Egli ha assicurato che i Ministeri della Difesa e dell’Interno intensificheranno, durante l’estate, le missioni di ricerca e individuazione di possibili pericoli, in modo da garantire la sicurezza del litorale romeno. Il presidente ha inoltre affermato che discuterà direttamente dell’incidente con il suo omologo Volodymyr Zelensky e che è necessario un protocollo tra i due Stati per regolamentare tali situazioni. La conclusione è che le istituzioni statali hanno agito in modo appropriato con le attrezzature attualmente a loro disposizione. Il presidente ha spiegato che i normali radar, utilizzati efficacemente per i droni aerei, non sono in grado di rilevare un drone marittimo di questo tipo. Da qui la conclusione che la Romania deve adattarsi a queste tecnologie, emerse con la guerra in Ucraina. Nicuşor Dan: “Si tratta di una nuova tecnologia sviluppata nel contesto di questa guerra, poiché ci troviamo in una situazione simile con i droni aerei; ci stiamo tutti adattando alla tecnologia che questo conflitto ha generato. Siamo in una fase di adattamento, che prevede, secondo i tempi previsti, l’arrivo di alcune attrezzature navali in Romania il mese prossimo. Alcune settimane fa, le Forze Navali romene hanno partecipato a un’esercitazione NATO dedicata proprio a questo tipo di minaccia. Quindi siamo in una fase di adattamento a una nuova tecnologia.”
Il capo dello Stato ha assicurato che i Ministeri della Difesa e dell’Interno intensificheranno, durante l’estate, le missioni di ricerca e individuazione di possibili pericoli, al fine di garantire la sicurezza del litorale romeno. A sua volta, il Ministro della Difesa, Radu Miruţă, ha dichiarato che le forze ucraine non hanno comunicato la rotta del drone. Egli ha discusso la questione con il suo omologo ucraino e ha espresso la ferma aspettativa della Romania di essere informata al più presto in caso di perdita di controllo di un drone o di altri incidenti di sicurezza simili.