Sistema anti-drone nel porto di Costanza
Sistemi autonomi di rilevamento dei droni sono stati installati presso il porto di Costanza, nella Romania sud-orientale.
Mihai Pelin, 28.07.2026, 13:41
Due sistemi di tipo Triton sono entrati in funzione in Romania, presso il porto di Costanza, sul Mar Nero. Le apparecchiature, progettate per il rilevamento e il monitoraggio di droni marittimi, sono state installate in prossimità dei moli frangiflutti settentrionale e meridionale. La gestione operativa sarà affidata a specialisti dell’azienda statunitense Ocean Aero, produttrice dei sistemi. Le autorità precisano che il funzionamento dei sistemi Triton non compromette la sicurezza della navigazione ed è conforme a tutte le misure di sicurezza previste per le acque portuali. L’installazione di questi due sistemi all’avanguardia mira a individuare le soluzioni più efficaci per la protezione delle infrastrutture portuali e a potenziare le capacità di risposta di fronte a potenziali rischi per la sicurezza.
La misura mira inoltre a rafforzare il livello di sicurezza per le compagnie che operano all’interno del porto. Triton è in grado di navigare autonomamente in superficie per oltre 30 giorni utilizzando esclusivamente energia solare ed eolica, raggiungendo velocità fino a 5 nodi (circa 9 chilometri orari). In modalità immersa, può operare per 10 giorni a una velocità di 2 nodi (circa 3,7 chilometri orari). Il sistema raccoglie dati dall’ambiente marino, sia in superficie che in immersione, per monitorare e mettere in sicurezza l’area portuale. Tali dati vengono trasmessi in tempo reale al centro di comando, consentendo interventi rapidi in situazioni ad alto rischio. L’installazione di questi sistemi fa seguito a un incidente avvenuto il 5 giugno, quando un drone navale ucraino, di cui si era perso il controllo a causa di interferenze russe, è esploso spontaneamente all’interno del porto di Costanza. Allora, le forze dell’ordine e le strutture di sicurezza sono intervenute tempestivamente, evacuando preventivamente l’area prima dell’esplosione, che non ha causato feriti.
A causa della guerra nel Paese confinante, stanno emergendo problemi legati ai droni non solo in mare, ma anche nell’aria. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, i droni russi hanno violato lo spazio aereo romeno più di 30 volte. Solo quest’anno sono state registrate diciotto incursioni non autorizzate nello spazio aereo romeno; l’episodio più grave è avvenuto il 29 maggio, quando un velivolo di questo tipo ha colpito un condominio a Galați (nell’est del Paese), ferendo due persone. Nel corso del fine settimana, tre droni sono stati abbattuti in tre giorni consecutivi da caccia F-16 dell’Aeronautica militare romena. Ieri, l’ambasciatore russo a Bucarest è stato convocato presso il Ministero degli Affari Esteri dove gli sono stati mostrati i frammenti di uno dei droni distrutti in territorio romeno ed è stato informato che un diplomatico della missione avrebbe dovuto lasciare la Romania. La parte romena ha inoltre espresso una ferma protesta contro quelle che ha definito “azioni illegali e irresponsabili”. Mosca ha respinto categoricamente le accuse, definendole una “manovra di propaganda”, e ha avvertito che la Romania rischia così di essere coinvolta nella guerra.