Le nuove misure fiscali, quasi ultimate
La prossima settimana, il governo romeno porrà la fiducia su un nuovo pacchetto di misure riguardanti la spesa pubblica.
Ştefan Stoica, 29.08.2025, 11:51
Il governo di larga coalizione di Bucarest ha preparato sei disegni di legge che faranno parte del secondo pacchetto di misure fiscali, destinato alla riduzione delle spese di bilancio, per il quale porrà la fiducia in Parlamento la prossima settimana. Queste misure riguardano settori come la fiscalità, la riforma dell’amministrazione locale, nella sanità, nelle aziende statali e nelle grandi agenzie di regolamentazione, così come la riforma delle pensioni speciali dei magistrati.
L’esecutivo spera che si passi da un disavanzo superiore al 9%, il più alto dell’Unione Europea, a circa il 7%. Gli effetti combinati dei due pacchetti significherebbero risparmi di 40 miliardi di lei, circa 8 miliardi di euro.
Tuttavia, il governo lavora sotto una forte pressione sociale, che mette in forse l’applicazione di tutte le riforme mirate alla riduzione dei costi dei sistemi pubblici — riforme senza le quali la Romania rischia di andar male.
Così, le misure del primo pacchetto di risanamento del bilancio hanno generato le proteste degli insegnanti, ai quali è stato aumentato il carico didattico e che potrebbero trovarsi a insegnare a classi più numerose. Da tre settimane, essi protestano davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione, chiedono le dimissioni del ministro Daniel David e minacciano di boicottare l’inizio dell’anno scolastico l’8 settembre.
Dal canto loro, i magistrati hanno deciso di sospendere l’attività, insoddisfatti della riforma inclusa nel secondo pacchetto, che aumenterebbe gradualmente l’età pensionabile fino a 65 anni e ridurrebbe l’importo delle loro pensioni. Le pensioni dei magistrati ammontano a migliaia di euro, superando talvolta i 10.000 euro.
Infine, il Sindacato Nazionale dei Comuni e delle Città della Romania ha annunciato uno sciopero a tempo indeterminato, dopo che il governo ha deciso di ridurre del 25% il numero dei dipendenti delle autorità locali.
Il primo ministro liberale Ilie Bolojan, il cui modello amministrativo implementato nella provincia di Bihor, nella Romania occidentale, lo ha consacrato come un autentico ed efficiente riformatore, e lo ha spinto ai vertici della politica, si mostra deciso a proseguire. Il secondo pacchetto verrà assunto per segmenti, in modo che eventuali contestazioni accolte dalla Corte Costituzionale non compromettano l’intero insieme di misure.
Al Parlamento, l’opposizione populista e ultranazionalista minaccia di inoltrare una mozione di sfiducia, come già fatto — senza successo — dopo la fiducia posta sul primo pacchetto di riduzione della spesa pubblica.
Su questo sfondo politico e sociale teso, il Ministero delle Finanze ha pubblicato i più recenti dati relativi al deficit del bilancio consolidato. Questo è salito al 4,04% del PIL dopo i primi sette mesi dell’anno, dal 3,68% a fine giugno, raggiungendo i 76,44 miliardi di lei, cioè oltre 15 miliardi di euro. Espresse in percentuale del Prodotto Interno Lordo, le spese per il 2025 hanno registrato un aumento di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024. Il bilancio per l’anno in corso è stato costruito su una crescita economica del 2,5% e un deficit di bilancio pari al 7% del PIL.