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Legge sulle centrali idroelettriche nelle aree protette

In Romania, è stata promulgata la legge che consente di proseguire la costruzione delle centrali idroelettriche avviate prima che le rispettive zone fossero incluse nel regime delle aree protette.

Nicuşor Dan (foto: presidency.ro)
Nicuşor Dan (foto: presidency.ro)

, 10.09.2026, 12:09

Il presidente della Romania, Nicușor Dan, ha promulgato la legge che consente, in condizioni eccezionali, la modifica dei confini di alcune aree naturali protette per permettere la prosecuzione dei lavori di determinati impianti idroelettrici iniziati prima del 29 giugno 2007. L’atto normativo completa l’Ordinanza d’urgenza relativa al regime delle aree naturali protette e modifica la legge concernente la valutazione dell’impatto di determinati progetti pubblici e privati sull’ambiente. L’eccezione si applica esclusivamente alle superfici per le quali, alla data del 29 giugno 2007, erano stati approvati, tramite decisioni del governo o decreti statali, investimenti nel settore idroelettrico già in fase di realizzazione o avviati prima di tale data.

Secondo l’atto normativo, l’autorità centrale responsabile della tutela dell’ambiente, delle acque e delle foreste deve modificare i confini delle aree naturali protette entro un massimo di 60 giorni dalla richiesta presentata dal beneficiario. I nuovi confini devono inoltre essere tracciati in modo tale che l’impianto idroelettrico, le strade di accesso, le stazioni e le reti di trasmissione e distribuzione afferenti rimangano al di fuori dell’area protetta. Le disposizioni non si applicano ai progetti aventi come obiettivo esclusivo la difesa, la sicurezza nazionale o l’intervento in situazioni di emergenza, né a quelli designati dal Consiglio Supremo di Difesa come aventi un legame con tali obiettivi.

 

A novembre 2025, il capo dello stato aveva impugnato questa legge alla Corte Costituzionale. La sua segnalazione di incostituzionalità sottolineava allora che la legge viola il diritto fondamentale a un ambiente sano, contrasta con le direttive europee sulla protezione degli habitat ed elimina le valutazioni ambientali e le misure compensative richieste dall’Unione Europea. “L’indipendenza energetica del nostro paese è un obiettivo particolarmente importante, ma deve essere attuato in maniera sostenibile, e la Romania ha l’obbligo costituzionale ed europeo di proteggere il patrimonio naturale e di garantire a ogni cittadino il diritto a un ambiente sano”, affermava allora Nicușor Dan.

La Corte Costituzionale ha tuttavia respinto la segnalazione presentata dal presidente. Anche la richiesta di riesame della legge è stata respinta dal Parlamento. Le organizzazioni per la tutela dell’ambiente avevano protestato, sostenendo che decine di parchi nazionali e naturali sarebbero stati “mutilati” per portare a termine alcuni progetti il cui contributo energetico sarebbe pressoché inesistente a livello nazionale, inferiore all’uno per cento.

Dall’altra parte, la compagnia statale Hidroelectrica, il maggiore produttore di energia elettrica della Romania, e il suo azionista di maggioranza, il Ministero dell’Energia, lamentano da tempo che numerosi progetti storici di centrali idroelettriche, molti dei quali in fasi molto avanzate di realizzazione, non possono essere completati a causa della legislazione ambientale, anche in ragione delle cause avviate dalle ong del settore. Dopo la promulgazione, il promotore della legge, il senatore del PSD Daniel Zamfir, ha dichiarato che questa consentirà di proseguire la costruzione delle centrali idroelettriche avviate prima che le rispettive zone fossero incluse nel regime delle aree protette. Il loro completamento, ha detto, è importante per l’indipendenza energetica della Romania.

 

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