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Romania – 100 anni dall’entrata nella Prima Guerra Mondiale

A 100 anni dall’entrata della Romania nella Prima Guerra Mondiale, a Bucarest e in altre località, sono stati commemorati gli oltre 330.000 eroi caduti al dovere in questa guerra. E’ il maggiore tributo di sangue pagato dalle nazioni coinvolte, rapportato alla popolazione totale. Già da sabato, in modo simbolico, i militari dell’Esercito Romeno della Brigata n.2 di Fanteria, hanno attraversato nuovamente i Carpazi, ricostituendo le operazioni del 1916 di presa di controllo sulle vie di accesso strategico verso la Transilvania, per recuperare la provincia storica.

Romania – 100 anni dall’entrata nella Prima Guerra Mondiale
Romania – 100 anni dall’entrata nella Prima Guerra Mondiale

, 29.08.2016, 14:54

A 100 anni dall’entrata della Romania nella Prima Guerra Mondiale, a Bucarest e in altre località, sono stati commemorati gli oltre 330.000 eroi caduti al dovere in questa guerra. E’ il maggiore tributo di sangue pagato dalle nazioni coinvolte, rapportato alla popolazione totale. Già da sabato, in modo simbolico, i militari dell’Esercito Romeno della Brigata n.2 di Fanteria, hanno attraversato nuovamente i Carpazi, ricostituendo le operazioni del 1916 di presa di controllo sulle vie di accesso strategico verso la Transilvania, per recuperare la provincia storica.



Un anno dopo, nel 1917, duri combattimenti si sono svolti a Mărăşti, Mărăşeşti e Oituz. Le parole “Di qua non si passa” sono entrate nella storia tramite il sacrificio di oltre 27.000 soldati romeni che hanno respinto gli attacchi dell’esercito tedesco. “Abbiamo avuto — affermava sabato il ministro della Difesa romeno, Mihnea Motoc — politici visionari, diplomatici abili durante la Prima Guerra Mondiale, che non avrebbero avuto alcun fondamento per poter portare il loro contributo alla storia del Paese senza il contributo decisivo dell’esercito. La fine della Prima Guerra Mondiale e la firma del Trattato di Versailles hanno portato al ricongiungimento di tutte le province storiche in uno stato unitario dei romeni.”



Domenica, in tutto il Paese sono state deposte corone ai monumenti degli eroi, sono stati letti per la prima volta, in una cerimonia solenne, i nomi di tutti i caduti, mentre nelle chiese i preti hanno tenuto messe di commemorazione. Anche alla Tomba del Milite Ignoto del Parco Carlo I di Bucarest si è svolta una cerimonia nazionale.



La Commemorazione della Prima Guerra Mondiale — dichiarava nel contesto il presidente Klaus Iohannis — offre l’argomento più forte a favore del progetto europeo. L’Unione Europea ci ha portato più di 70 anni di pace, ha affermato il capo dello stato, sottolineando che questo è il più ampio progetto politico e culturale di intesa e dialogo fra gli europei.



“Ora è più adatto che mai impegnarci nel rafforzamento della costruzione europea, tramite un progetto-Paese moderno e consistente. E’ uno sforzo che, come cent’anni fa, abbiamo il dovere di assumerci tutti, politici, scienziati e letterati, milioni di romeni. E’ nostra responsabilità far sì che questo progetto aggiunga forza, sostanza e unità all’Europa e getti le basi di uno sviluppo a lungo termine della Romania”, ha affermato Klaus Iohannis.



Il centenario dell’entrata della Romania nella prima guerra mondiale è stato celebrato anche a Parigi, con una mostra fotografica. E’ stata celebrata così anche la fratellanza tra i due eserciti, consolidata tramite la missione in Romania del generale francese Henri Berthelot. D’altronde, martedì, il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian farà una visita a Bucarest, durante la quale deporrà dei fiori al Monumento dei Soldati Francesi caduti nella Prima Guerra Mondiale. (tr. G.P.)


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