22.01.2026
Groenlandia: il presidente romeno, Nicușor Dan, alla riunione straordinaria del Consiglio Europeo a Bruxelles/ Governo: discusso in prima lettura il disegno di legge relativo al cumulo della pensione speciale con lo stipendio nel settore pubblico
Newsroom, 22.01.2026, 16:52
Ue-Groenlandia – Il presidente romeno, Nicușor Dan, partecipa a Bruxelles alla riunione straordinaria del Consiglio Europeo, incentrata sulla risposta dei Paesi membri dell’UE nei confronti dei tentativi degli Stati Uniti di prendere il controllo della Groenlandia. Ieri, al Forum economico mondiale di Davos, il presidente Donald Trump ha chiesto l’avvio immediato dei negoziati per l’acquisizione della Groenlandia da parte di Washington, affermando che gli Stati Uniti sono l’unica potenza in grado di garantire la sicurezza dell’isola. I leader europei, tuttavia, chiedono il rispetto dei principi del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità nazionale, ma anche il pieno sostegno e la solidarietà con la Danimarca e la Groenlandia. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’Unione sta preparando misure per sostenere la Groenlandia attraverso una massiccia ondata di investimenti a favore dell’economia e delle infrastrutture locali.
Pensioni speciali – Il governo romeno ha discusso oggi, in prima lettura, il disegno di legge sul cumulo della pensione speciale con lo stipendio nel settore pubblico. Secondo la normativa, i beneficiari di pensioni speciali o coloro che percepiscono pensioni contributive possono lavorare fino all’età di 70 anni con l’accordo annuale del datore di lavoro. Il documento contiene anche un provvedimento speciale per i beneficiari di una pensione di servizio o di una pensione militare, che possono continuare a lavorare per lo Stato solo a condizione che la loro pensione venga ridotta dell’85%. La portavoce dell’Esecutivo di Bucarest, Ioana Dogioiu, ha affermato che ci sono anche eccezioni che riceveranno la pensione speciale e lo stipendio statale completi. Si tratta di eletti locali o persone per le quali la durata del mandato è espressamente stabilita dalla Costituzione, nonché di ufficiali militari e di polizia che insegnano presso università con profilo militare e giuridico. Dogioiu ha inoltre affermato che la misura di riduzione dell’85% della pensione speciale si applicherà fino al 31 dicembre 2027.
Gas – La filiale moldava della società di stato romena Romgaz ha ottenuto una licenza di dieci anni per il commercio con gas nella Repubblica di Moldova. Romgaz è il maggiore produttore e operatore di gas naturale in Romania e il suo ingresso sul mercato della confinante Moldova coincide con un periodo di aumento delle importazioni dalla Romania, a causa delle temperature estremamente basse. L’azienda mira a ricoprire tra il 20% e il 30% delle importazioni di gas della Moldova, una quota importante su un mercato quasi completamente dipendente dalle importazioni, con un consumo annuo stimato a circa un miliardo di metri cubi.
Cittadinanza – I cittadini ucraini possono ottenere la cittadinanza di altri stati in base a una legge entrata in vigore il 16 gennaio, mentre l’elenco di questi paesi è approvato dal governo di Kiev. Lo informa l’Ambasciata d’Ucraina a Bucarest in risposta alla presentazione sui media di alcuni articoli in cui – afferma la missione diplomatica – si tenta di interpretare il contenuto della normativa. L’Ambasciata precisa che l’elenco include Canada, Germania, Polonia, Stati Uniti e Repubblica Ceca, dove si trovano le più numerose comunità ucraine all’estero e che sarà esteso nel futuro. In precedenza, il PSD, che fa parte della coalizione governativa a Bucarest, aveva sollecitato alle istituzioni con responsabilità di politica estera di chiarire urgentemente con Kiev i motivi per cui la Romania è stata omessa dall’elenco degli stati per i quali l’Ucraina ha regolamentato la possibilità di avere un accordo di doppia cittadinanza, ritenendo l’omissione come profondamente ingiusta. I romeni rappresentano la seconda minoranza etnica più numerosa nello stato confinante.
Libri – Il Governo di Bucarest sta esaminando un progetto, considerato di grande importanza, riguardante la partecipazione della Romania come Paese ospite d’onore nel 2028 alla Fiera del Libro di Francoforte. Si tratta del più importante evento del genere al mondo, costituendo per la letteratura romena non solo una porta d’accesso strategica al mercato di lingua tedesca, bensì all’intero panorama editoriale mondiale. Secondo l’Esecutivo di Bucarest, lo status di Paese ospite d’onore offre a una nazione il privilegio di essere al centro dell’attenzione, attraverso la gestione di un padiglione di circa 1500-2000 m², nonchè di un ampio programma culturale. Di conseguenza, secondo il Governo, risulta giustificata l’istituzione di un comitato incaricato a coordinare questo importante progetto.
Moldova – La presidente della Repubblica di Moldova, Maia Sandu, ha dichiarato che nel suo Paese non esiste un sostegno significativo per l’unione con la Romania. “Almeno secondo i sondaggi, non esiste un sostegno importante. Siamo un Paese democratico e seguiamo rigorosamente le decisioni dei cittadini”, ha risposto Sandu a una domanda sul possibile scenario di un referendum sulla riunificazione. Maia Sandu ha inoltre affermato che per la Moldova, prima di tutto, si augura la pace. Una pace che può essere garantita aderendo all’Unione Europea e ottenendo la protezione della Romania. La questione è stata riaperta dopo che Maia Sandu ha recentemente dichiarato che, nel caso di un referendum, voterebbe a favore della riunificazione con la Romania.
Sondaggio – Secondo un sondaggio pubblicato da Inscop Research, l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), all’opposizione, guida nelle preferenze dei romeni, con oltre il 40% delle opzioni di voto. Il partito nazionalista è seguito dal PSD, al governo, con poco più del 18%. Entrambi al governo, il PNL ha il 13,5% e l’USR quasi il 12%. I rappresentanti dell’UDMR, anch’essi al governo, sarebbero votati da quasi il 5% degli elettori. Secondo Inscop Research, un’analisi delle intenzioni di voto dei romeni negli ultimi 9 mesi (maggio 2025-gennaio 2026) evidenzia stabilità per tutti i partiti, il che denota che non guadagnano, ma nemmeno perdono significativamente, nonostante un periodo caratterizzato da tensioni causate da sviluppi in settori chiave come economia, politiche fiscali, politica estera, giustizia o sicurezza.