23.01.2026 (aggiornamento)
Governo: premier Ilie Bolojan, fiducia in Parlamento per riforma pubblica amministrazione locale e centrale e misure di ripresa economica entro il 1° febbraio/ Storia: 24 gennaio, 167 anni dall’Unione dei Principati Romeni della Valacchia e della Moldova
Newsroom, 23.01.2026, 19:04
Governo – Il governo vuole porre la fiducia in Parlamento per la riforma della pubblica amministrazione locale e centrale e per misure di ripresa economica entro il 1° febbraio. Lo ha dichiarato il primo ministro Ilie Bolojan in un’intervista rilasciata a Radio Romania, precisando che, indipendentemente da ciò che accadrà nel prossimo periodo, il bilancio dovrebbe essere adottato il più rapidamente possibile. Bolojan ha spiegato che, nel 2026, il PIL della Romania potrebbe superare i 2.000 miliardi di lei (circa 4 miliardi di euro), il deficit si avvicinerà al 6% del PIL, mentre l’inflazione dovrebbe essere leggermente superiore al 4%.
Unione Principati Romeni – Il Ministero della Difesa di Bucarest, in collaborazione con le autorità locali, organizza domani una serie di cerimonie militari e religiose dedicate al 167° anniversario dell’Unione dei Principati Romeni. L’atto di volontà politica dei Principati della Valacchia e della Moldavia di unirsi sotto la guida del principe Alexandru Ioan Cuza rappresentò la prima tappa nella creazione del moderno Stato unitario romeno. Il riconoscimento internazionale dell’Unione e le misure adottate negli anni successivi portarono all’ottenimento e al riconoscimento dell’indipendenza della Romania nel 1877, nonchè alla realizzazione dell’ideale nazionale dell’unione di tutti i romeni nel 1918.
Groenlandia – Le relazioni dell’Unione Europea con gli Stati Uniti sono troppo importanti e di conseguenza gli stati comunitari supereranno le recenti tensioni. Lo hanno affermato i leader europei al termine del Consiglio straordinario di Bruxelles convocato ieri, dopo i tentativi del presidente Donald Trump di prendere il controllo della Groenlandia. L’UE riconosce la necessità di una maggiore attenzione alla sicurezza della regione artica e, in questo senso, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato il raddoppio degli investimenti in Groenlandia, una possibile flotta europea di rompighiaccio finanziata dai fondi per la difesa, nonché il coordinamento con la NATO per proteggere meglio la regione. Presente a Bruxelles, il presidente Nicușor Dan non esclude che in futuro la Romania possa partecipare, come membro della NATO, alle missioni dell’Alleanza nella regione artica.
Board of Peace – La Romania non ha preso ancora una decisione in merito all’invito degli Stati Uniti a partecipare al Board of Peace, lanciato ieri a Davos dal presidente Donald Trump. Finora, 35 Paesi, tra cui Israele, Turchia, Arabia Saudita o Egitto, hanno accettato di aderire al Consiglio. Non vi è alcun membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ad eccezione degli Stati Uniti, ma la Russia ha affermato che prenderà in considerazione l’invito americano a partecipare al Consiglio di Pace. Secondo i critici dell’iniziativa, il Consiglio include troppi Paesi con regimi autoritari, proponendosi come alternativa all’ONU. Le agenzie stampa sottolineano inoltre che molte democrazie occidentali non sono d’accordo con la possibile inclusione nel Consiglio di uno stato aggressore, come il caso della Russia. Il presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, ha dichiarato che l’Unione ha “seri dubbi” nei confronti del Board of Peace, mentre il capo della diplomazia europea, Kaja Kallas, vede possibile una collaborazione sul dossier Gaza.
Forum Davos – Il capo della diplomazia di Bucarest, Oana Ţoiu, ha partecipato a Davos, a margine della riunione annuale del Forum Economico Mondiale, a un incontro incentrato sul futuro del commercio globale. Sul tavolo delle discussioni, che hanno riunito responsabili al vertice, l’adattamento dei flussi commerciali globali alle nuove realtà geopolitiche. Secondo un comunicato del Ministero degli Esteri, nel suo intervento, la ministra Ţoiu ha proposto alla comunità imprenditoriale una nuova prospettiva sul rapporto tra geopolitica ed economia. “Il mantenimento del dialogo economico e commerciale genera conseguenze positive anche sulla riduzione dei rischi per la sicurezza, mentre il commercio rimane un pilastro di stabilità in un mondo frammentato”, ha sottolineato la ministra degli Affari Esteri romena.
Sondaggio – Secondo un barometro pubblicato da Informat.ro – INSCOP, sette romeni su dieci ritengono che il Paese stia andando nella direzione sbagliata. Oltre il 22% degli intervistati considera che la Romania sta andando nella giusta direzione, mentre il 7% non lo sa o non risponde. L’indagine rileva inoltre che soprattutto i giovani sotto i 30 anni, le persone con un’istruzione superiore, i residenti di Bucarest o delle grandi aree urbane restano ottimisti per quello che riguarda la direzione assunta dal Paese. D’altra parte, gli ultra sessantenni, le persone con istruzione primaria o i residenti nelle zone rurali sono più pessimisti. I dati sono stati raccolti tra il 12 e il 15 gennaio.