24.04.2026
Crisi politica: ministri ad interim nel governo di Bucarest per evitare blocco nell'amministrazione, dopo le dimissioni dei ministri socialdemocratici/UE: il presidente Nicușor Dan al vertice informale di Nicosia
Newsroom, 24.04.2026, 16:40
Politica – Il PSD è uscito ieri ufficialmente dal governo guidato dal liberale Ilie Bolojan. Per evitare una situazione di blocco nell’amministrazione in seguito allele dimissioni dei ministri socialdemocratici, il premier ha nominato ministri ad interim, una soluzione che non richiede un voto di convalida da parte del Parlamento per i prossimi 45 giorni, periodo in cui l’esecutivo avrà pieni poteri. Il dicastero dell’Energia è stato assunto ad interim dal primo ministro stesso, mentre gli altri – Lavoro, Giustizia, Sanità, Agricoltura e Trasporti – sono stati affidati a ministri nominati da PNL, USR e UDMR. Da Cipro, dove partecipa al vertice informale dell’UE, il presidente Nicuşor Dan ha dichiarato che spiegherà ai leader comunitari che la Romania mantiene il suo orientamento pro europeo. Dan ha spiegato che le istituzioni pubbliche sono operative e che il paese proseguirà sul percorso assunto.
UE – Il presidente Nicuşor Dan ritiene che la prosperità e la sicurezza della Romania dipendono da un’Unione Europea forte, mentre uno dei temi essenziali sul tavolo dell’incontro a Cipro è il futuro bilancio europeo, nel tentativo di correlare le ambizioni di Bruxelles a un livello di finanziamento adeguato. Il capo dello stato auspica che parte del fondo per la competitività sia stanziato anche alle imprese dei paesi meno sviluppati, di modo che il divario non aumenti. Riuniti a Nicosia, i capi di stato e di governo dell’Unione Europea hanno approvato il pacchetto di aiuti finanziari da 90 miliardi di euro all’Ucraina, dopo che l’Ungheria ha rinunciato al suo veto. Via libera anche al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, nonchè all’avvio del processo per il ventunesimo. Il nuovo pacchetto potrebbe prevedere divieti per alcuni oligarchi russi e rappresentanti della Chiesa ortodossa russa che sostengono la guerra contro l’Ucraina. Le misure prevedono, tra l’altro, il divieto di transazioni con 20 banche russe, nonché il divieto di accesso nei porti dell’Unione Europea ad una nuova serie di navi della cosiddetta “flotta ombra” adoperata da Mosca per eludere le sanzioni occidentali.
Retribuzione – La futura legge sulla retribuzione unitaria in Romania non comporterà una riduzione dei redditi. Lo ha dichiarato il primo ministro Ilie Bolojan in un’intervista radiofonica, precisando che la legge porterà aumenti per alcune categorie, come misura di equità. La logica è che coloro che attualmente ricevono stipendi superiori a quanto dovrebbero, a causa della classificazione delle professioni, nonchè delle posizioni nel settore pubblico, dovrebbero rimanere al livello attuale fino a quando non saranno raggiunti da coloro i cui guadagni aumenteranno di anno in anno, ha spiegato il premier. Bolojan ha affrontato l’argomento ieri con il ministro del Lavoro uscente, Florin Manole, e con il suo successore, Dragoş Pâslaru. Il premier ha sottolineato che auspica il raggiunngumento di un accordo tra tutti i partiti parlamentari a sostegno della nuova legge, la cui bozza sarà discussa la prossima settimana.
Spionaggio – Condizioni di massima sicurezza oggi sul percorso tra Bucarest e il valico di frontiera di Albița con la Repubblica di Moldova, per la consegna alle autorità moldave dell’ex vicedirettore dei servizi segreti di Chișinău, Alexandru Bălan, accusato di gravi reati di spionaggio. Gli inquirenti della Direzione per l’Investigazione dei Reati di Criminalità Organizzata e Terrorismo (DIICOT) hanno accertato che tra il 2024 e il 2025 Alexandru Bălan avrebbe incontrato a Budapest ufficiali del KGB bielorussi, ai quali avrebbe venduto segreti di stato, azioni che hanno messo in pericolo anche la sicurezza nazionale della Romania. L’operazione che ha portato al suo arresto lo scorso autunno ha coinvolto i servizi segreti di Romania, Ungheria e Repubblica Ceca.
Incidente – Nell’incidente ferroviario avvenuto ieri mattina in Danimarca sono stati coinvolti anche due cittadini romeni. I connazionali si trovano in buone condizioni e sono fuori in pericolo, ha annunciato la ministra degli Affari Esteri, Oana Ţoiu. Due treni locali si sono scontrati frontalmente, ferendo almeno 17 persone, secondo quanto riferito dai servizi di emergenza danesi.