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25.04.2026

Governo: il presidente romeno Nicuşor Dan ha firmato i decreti di revoca dalla carica dei ministri socialdemocratici e di nomina dei ministri ad interim / Droni: la ministra degli Esteri romena Oana Ţoiu ha convocato l'ambasciatore russo a Bucarest dopo che frammenti di droni sono caduti nella notte tra venerdì e sabato nella città di Galaţi, al confine tra Romania e Ucraina / SAFE: la Romania ha ricevuto dalla Commissione Europea il contratto quadro per il finanziamento tramite il programma SAFE, che prevede la dotazione dell'esercito e lo sviluppo dell'industria della difesa nazionale / Chernobyl: il 26 aprile ricorrono 40 anni dal più grave incidente nucleare della storia

25.04.2026
25.04.2026

, 25.04.2026, 16:30

Governo – Il presidente romeno Nicuşor Dan ha firmato i decreti di revoca dalla carica dei ministri del Partito Socialdemocratico (PSD) e di nomina dei ministri ad interim. In un post sulla sua pagina social, ha annunciato che continuerà a svolgere il suo ruolo di mediatore e che ha invitato i leader dei quattro partiti politici filoeuropei (PSD, PNL, USR, UDMR) e il leader del Gruppo delle Minoranze Nazionali presso la sede dell’Amministrazione Presidenziale lunedì per una discussione tecnica sui programmi importanti per la Romania, come SAFE e il PNRR. Dan ha inoltre affermato che se, durante le consultazioni, il PNL o il PSD presentassero una proposta per un governo di minoranza sostenuto dal partito nazionalista Alleanza per l’Unione dei Romeni, non la accetterebbe. Ricordiamo che giovedì il premier liberale Ilie Bolojan ha preso atto delle dimissioni dei 7 ministri socialdemocratici dal governo e ha inviato alla presidenza le proposte di sostituzione. I sette ministri del PSD hanno presentato le loro dimissioni dopo che il partito ha deciso di ritirare il sostegno politico al primo ministro.

Droni russi – La ministra degli Esteri romena Oana Ţoiu ha convocato l’ambasciatore russo a Bucarest dopo che frammenti di droni sono caduti nella notte tra venerdì e sabato nella città di Galaţi, al confine tra Romania e Ucraina, a seguito di un nuovo attacco da parte delle forze russe. La diplomazia romena ha definito l’azione irresponsabile e provocatoria, in quanto viola la sovranità dello spazio aereo romeno e potrebbe mettere in pericolo la sicurezza della popolazione. Le squadre di intervento hanno recuperato i frammenti con cariche esplosive, li hanno rimossi dall’area abitata e li hanno fatti detonare in modo controllato. Non ci sono state vittime, solo danni lievi, ma oltre 200 persone sono state evacuate a scopo precauzionale e decine di abitazioni sono sotto sorveglianza da parte delle forze dell’ordine in seguito all’incidente, considerato dalle autorità il più grave del suo genere avvenuto nel paese dall’inizio della guerra in Ucraina. Sempre ieri sera, due aerei della NATO sono decollati per missioni di sorveglianza dopo che i radar dell’esercito romeno hanno rilevato droni russi in prossimità dello spazio aereo nazionale. La popolazione di diverse località della provincia di Tulcea ha ricevuto messaggi RO-ALERT, mentre diverse esplosioni sono state segnalate nella zona della città ucraina di Reni. Il Ministero della Difesa di Bucarest ha condannato, in una dichiarazione, le azioni della Russia, definendole una sfida alla sicurezza della NATO e alle norme internazionali.

Droni russi, reazione del presidente romeno – Il presidente romeno, Nicuşor Dan, condanna fermamente il comportamento irresponsabile della Russia, responsabile di incidenti come quello del drone precipitato la notte scorsa a Galaţi, che – a suo dire – dimostra la mancanza di rispetto per le norme del diritto internazionale e mette in pericolo la sicurezza dei cittadini della Romania, Stato membro della NATO. Il Presidente osserva che si tratta del primo incidente in cui sono stati danneggiati beni romeni, una soglia che Bucarest prende molto seriamente. Dan precisa che le istituzioni competenti hanno agito correttamente e in modo coordinato, riuscendo a minimizzare i rischi grazie alla detonazione controllata dei frammenti provenienti dal drone russo entrato in territorio romeno dall’Ucraina. La Romania non è parte in causa nel conflitto e, ciononostante, le sue conseguenze si fanno sentire, generando sfide e vulnerabilità che devono essere affrontate con la massima serietà, ha aggiunto il presidente romeno. In un comunicato inviato alla stampa, Dan ha sottolineato che il sostegno concesso all’Ucraina fin dal primo giorno della guerra provocata dalla Russia è stata e rimane una decisione corretta, in linea con i valori e gli interessi della Romania. In quanto Stato membro della NATO e dell’Unione Europea, la Romania partecipa attivamente agli sforzi per rafforzare la sicurezza comune, e l’incidente di Galaţi sottolinea la necessità di accelerare i programmi di equipaggiamento e modernizzazione dell’esercito, ha aggiunto il presidente.

SAFE – La Romania ha ricevuto dalla Commissione Europea il contratto quadro per il finanziamento tramite il programma SAFE, che prevede la dotazione dell’esercito e lo sviluppo dell’industria della difesa nazionale, confermando così la sua approvazione a livello europeo. L’annuncio è stato fatto dal coordinatore di SAFE Romania, Mihai Jurca, secondo il quale i prossimi passi prevedono la firma dell’accordo di prestito, l’approvazione dei programmi da parte del Parlamento di Bucarest, la firma dei contratti per la Romania entro la fine del prossimo mese e la firma dei contratti di appalto congiunti entro la fine di giugno. Jurca ha precisato che l’obiettivo è avviare la produzione in tutti i programmi in autunno, in modo da completarli entro il 2030. Dei 16,6 miliardi di euro stanziati complessivamente per la Romania, si stima che oltre la metà rimarrà nel Paese.

Incidente Chernobyl –  Il rischio di un incidente nucleare simile a quello di Chernobyl è pari a zero, ha dichiarato Petre Min, responsabile dei servizi di emergenza presso la Commissione Nazionale per il Controllo delle Attività Nucleari in Romania. Egli ha aggiunto che, dal disastro del 1986, sono stati compiuti progressi significativi non solo in termini di tecnologia, ma anche di comunicazione e cooperazione internazionale. La dichiarazione giunge in occasione del 40° anniversario del disastro alla centrale nucleare di Chernobyl, che ricorre il 26 aprile. In quell’occasione, un’esplosione in uno dei reattori provocò la diffusione di una nube radioattiva in tutta Europa. Gli effetti furono devastanti e l’impatto si fece sentire in tutto il mondo. Secondo le Nazioni Unite, l’evento colpì oltre 3,5 milioni di persone e contaminò quasi 50.000 chilometri quadrati di territorio. Ad oggi, l’esplosione di Chernobyl rimane il peggior incidente nucleare della storia.

NATO – L’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) ha dichiarato che nessuno Stato membro può essere espulso o sospeso dall’alleanza, in seguito alle informazioni apparse secondo cui il Pentagono starebbe valutando tale opzione dopo il rifiuto della Spagna di sostenere gli Stati Uniti nella guerra contro l’Iran. Un portavoce della NATO ha sottolineato che il documento di fondazione include solo un protocollo per l’adesione di nuovi membri o per il caso in cui un Paese membro desideri ritirarsi dall’alleanza. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha affermato di non essere affatto preoccupato dalle notizie secondo cui l’amministrazione Trump tenterebbe di sospendere il suo Paese dalla NATO e ha ribadito che l’impegno di Madrid per la difesa collettiva rimane incontestabile. Reuters scrive che Washington vorrebbe punire anche il Regno Unito, questa volta ritirando il proprio sostegno alla sovranità sulle Isole Falkland, nell’Oceano Atlantico meridionale. L’ufficio del primo ministro britannico Keir Starmer ha tuttavia replicato che la sovranità britannica su queste isole, rivendicate dall’Argentina, non è in discussione.

Consiglio Europeo a Nicosia – Si è concluso il Consiglio Europeo informale di Nicosia, dove la Romania è stata rappresentata dal presidente Nicușor Dan. Dan ha dichiarato che i leader europei continueranno a sostenere l’Ucraina, soprattutto nell’ottica del suo collegamento con la Repubblica di Moldova nel processo di adesione all’Unione Europea. A Cipro, i capi di Stato e di governo dell’Unione Europea hanno approvato definitivamente il pacchetto di aiuti finanziari di 90 miliardi di euro offerto all’Ucraina, dopo che l’Ungheria ha rinunciato al suo veto. L’UE ha adottato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia e ha avviato le procedure per il ventunesimo. Il nuovo pacchetto potrebbe includere sanzioni per alcuni oligarchi russi e rappresentanti della Chiesa ortodossa russa che sostengono la guerra contro l’Ucraina. Le misure prevedono, tra l’altro, il divieto di transazioni con 20 banche russe e con la criptovaluta RUBx, nonché il diniego di accesso ai porti dell’UE alle nuove navi della cosiddetta “flotta ombra” utilizzata da Mosca per eludere le sanzioni occidentali. Per la Romania, il tema più importante all’ordine del giorno del vertice è stato il futuro quadro finanziario pluriennale. A questo proposito, il presidente Nicuşor Dan ha affermato che la Romania desidera un bilancio europeo più ampio e ambizioso, in modo da poter realizzare tutti i progetti relativi alla sicurezza, alla competitività, all’agricoltura e alla coesione.

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