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Le relazioni romeno-turche nel XX secolo

Nessun'altra influenza è stata maggiore sullo spazio romeno nell'ultimo millennio di quella turca. Dal 1877, anno in cui la Romania ottenne l'indipendenza statale, le relazioni si sono evolute in una nuova direzione. Nel XX secolo, Romania e Turchia hanno costruito un rapporto privilegiato, fondato su una lunga tradizione.

Pagine di storia
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, 06.04.2026, 11:28

Il giurista Radu Boroș, specializzato in diritto aeronautico, ha raccontato al Centro di Storia Orale della Radio Pubblica Romena nel 1995 come si sono evolute le relazioni bilaterali dopo la Prima Guerra Mondiale. “Kemal, la prima cosa che fece, fu cercare di isolarsi dall’Europa. E uno dei punti chiave della sua politica, in questa decisione di isolarsi, fu il trasferimento della capitale della Turchia da Istanbul ad Ankara. E a Istanbul non voleva più instaurare alcun tipo di legame commerciale, finanziario o di altro genere con le potenze del continente europeo. Per questo motivo interruppe la linea aerea che la Società Franco-Romena stava allestendo dal 1920 sulla rotta Parigi-Vienna-Budapest-Bucarest-Istanbul.”

A poco a poco, sia gli europei che i turchi compresero di non poter procedere separatamente. E furono i romeni ad aprire la strada al riavvicinamento. Radu Boroș: “Fino al 1938-39, quando il Trattato di Losanna modificò lo status degli stretti, i turchi non volevano sentir parlare di alcun collegamento aereo con Costantinopoli. Fu solo dopo il Trattato di Losanna che la questione si presentò e si aprì la possibilità di voli dall’Europa a Istanbul. Noi, come romeni, nell’ambito dell’Accordo Balcanico, nella sezione sull’aviazione, avevamo anche la questione del trasporto aereo, che prevedeva anche un collegamento con la Turchia. Mentre con gli altri paesi avevamo come obiettivo il collegamento delle capitali, con la Turchia non avevamo come obiettivo il collegamento con Ankara, la capitale, ma il collegamento con Istanbul. La politica aeronautica della Romania includeva la creazione di compagnie aeree come supporto, come rafforzamento delle nostre linee di navigazione marittima. Nonostante tutti gli sforzi compiuti per ottenere l’autorizzazione dalla Turchia a costruire la linea per Istanbul, non ci siamo riusciti. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta, né negativa né positiva, ci è stato sempre detto di aspettare. All’Assemblea Generale del Consiglio Economico dell’Accordo Balcanico, nella sessione dell’aprile 1939, verso la fine della riunione, il presidente della delegazione turca, Hasan Saka, ci informò che le autorità turche avevano invitato con urgenza una delegazione romena ad Ankara per concludere un contratto di concessione per una linea Bucarest-Istanbul con la compagnia aerea LARES.

Vasile Șandru lavorava al Ministero degli Esteri. Nel 1994, ricordava il processo di normalizzazione delle relazioni romeno-turche, sebbene i due Paesi fossero separati dalla barriera dei blocchi militari opposti. “La Romania fu la prima a rompere questa barriera. In quanto Paese firmatario del Trattato di Varsavia, la Romania fu la prima a compiere il passo di normalizzare le relazioni con la Grecia e la Turchia. I problemi bilaterali tra la Romania e questi due Paesi riguardavano, in primo luogo, gli arretrati finanziari, ovvero alcuni beni appartenuti a cittadini di questi Paesi e nazionalizzati in Romania dopo il 1948. Non si riuscì a raggiungere un accordo a causa dell’enorme divario tra le pretese degli ex proprietari e quanto la parte romena poteva offrire. Ma questo non era un problema che avrebbe generalmente impedito lo sviluppo delle relazioni. L’ostacolo principale era stato, in pratica, dettato dall’appartenenza a blocchi contrapposti.”

La visita del Primo Ministro romeno nel 1966 fu quella che diede inizio alla futura cooperazione. Vasile Șandru ci ha raccontato: “C’era una grande delegazione, guidata dal Primo Ministro Maurer, a cui parteciparono il nostro Ministro degli Esteri e molti rappresentanti dei ministeri dell’economia. Erano presenti anche i viceministri della metallurgia, dell’industria meccanica, dei trasporti, della cultura e così via. La visita si svolse in un’atmosfera eccezionale: il Primo Ministro romeno fu accolto con tutti gli onori dal Primo Ministro Demirel all’aeroporto. Fu organizzato tutto il protocollo, con la deposizione di corone di fiori al mausoleo di Atatürk. Ciò che mi sembrò molto interessante all’epoca fu che quasi l’intero governo turco partecipò ai colloqui ufficiali.”

C’erano almeno 20-30 persone sedute dalla parte turca del tavolo, disposte su due file, che assistevano a queste discussioni e posso assicurarvi che ascoltavano con attenzione le parole di Maurer. Maurer tenne una presentazione sui problemi della coesistenza pacifica, utilizzando la terminologia dell’epoca. Parlò della necessità di una coesistenza pacifica a seguito dell’evoluzione e della rivoluzione tecnico-scientifica, dello sviluppo economico, del ruolo dei paesi di piccole e medie dimensioni, del ruolo di paesi come la Romania e la Turchia nel promuovere la distensione. In quell’occasione, venne firmata tutta una serie di accordi. Venne firmato un accordo che risolveva il problema degli arretrati finanziari. Venne firmato un accordo culturale, un accordo di cooperazione economica, sei… sette diversi accordi che segnarono improvvisamente l’apertura delle relazioni romeno-turche a tutti i livelli.”

Le relazioni tra Romania e Turchia nel XX secolo sono alla base di quelle che esistono oggi tra i due Paesi. I due Paesi sono legati da un rapporto che dura da diversi secoli.

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