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La Romania e i fondi del PNRR

La Romania ha recuperato circa 350 milioni di euro dal PNRR, ma perde oltre 450 milioni di euro dalla richiesta di pagamento numero 3.

Dragoş Pîslaru (foto: gov.ro)
Dragoş Pîslaru (foto: gov.ro)

, 04.05.2026, 10:25

Il ministro degli Investimenti e dei Progetti Europei, Dragoș Pîslaru, ha annunciato che la Romania è riuscita a recuperare 350,7 milioni di euro dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, inizialmente sospesi, ma perde definitivamente 458,7 milioni di euro. Questa è la decisione finale della Commissione Europea, trasmessa a Bucarest, in merito alla richiesta di pagamento numero 3 del PNRR.

Definita da Dragoș Pîslaru una delle richieste più difficili finora, era stata inizialmente presentata il 15 dicembre 2023. Il pagamento è stato parzialmente sospeso nel maggio 2025, dopo che la Commissione aveva stabilito che diverse riforme non erano state attuate in modo soddisfacente. Successivamente, la Romania ha avuto un periodo per apportare correzioni e, verso la fine dello scorso anno, ha inviato ulteriori giustificazioni. Tuttavia, la conclusione di Bruxelles è stata che quattro traguardi importanti non sono stati comunque adeguatamente risolti.

Dopo la decisione della Commissione, il ministro Dragoș Pîslaru ha dichiarato, in un post su una rete sociale, che la perdita dei fondi è causata da riforme ritardate, incomplete “o fatte male negli anni passati”. Sottolinea però che la vittoria più importante riguarda le pensioni speciali, grazie alle quali Bucarest ha recuperato 166 milioni di euro su 231 milioni inizialmente sospesi. Secondo lui, nonostante i ritardi causati dai ripetuti rinvii per questioni di costituzionalità, la Commissione Europea ha confermato che, attraverso la legge adottata, la Romania soddisfa i requisiti per questo traguardo.

Altri 132 milioni di euro sono stati recuperati nel dossier relativo all’operatività dell’istituzione che monitora e valuta le aziende statali. Importi significativi, quasi 200 milioni di euro, sono stati invece persi a causa dei problemi riscontrati nella selezione e nomina dei membri nei consigli di amministrazione di grandi società statali del settore energetico, come Hidroelectrica, Romgaz o Nuclearelectrica, ma anche nella nomina dei dirigenti delle aziende statali dei trasporti. Per questi traguardi sono stati recuperati oltre 50 milioni di euro. Il ministro degli Investimenti e dei Progetti Europei ritiene che, dove c’è stata volontà politica, la Romania abbia recuperato gran parte dei fondi assegnati, mentre dove le riforme sono state rinviate per anni, sono state perse somme consistenti.

Il fallimento delle riforme del PNRR non può più essere mascherato e si rischiano perdite di miliardi di euro se i ritardi continueranno a causa dello stesso management inefficiente, afferma il vicepresidente del Parlamento Europeo, Victor Negrescu. Avverte che il PNRR è arrivato a un punto critico e che i tentativi attuali di completare le riforme all’ultimo momento non rappresentano una soluzione per sbloccare i fondi. La Romania ha ancora da incassare quasi 10 miliardi di euro dal PNRR e il governo di Bucarest sta cercando di attuare nove riforme entro agosto. La più difficile sembra essere quella relativa alla legge sulla retribuzione unitaria, in un contesto in cui non esiste alcun consenso politico.

Foto: Taylor Flowe / unsplash.com
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