I Premi Gopo 2026
Il Galà dei Premi Gopo giunti quest’anno alla ventesima edizione si è svolta presso il Teatro Nazionale "I.L. Caragiale" di Bucarest.
Corina Sabău, 09.05.2026, 07:00
L’evento ha premiato i più importanti successi del cinema romeno dell’ultimo anno e ha incluso momenti dedicati ai vent’anni di esistenza del galà, con retrospettive, omaggi e interventi artistici. Il lungometraggio “Kontinental ’25”, diretto da Radu Jude e prodotto da Alex Teodorescu (Saga Film), è stato il grande vincitore della serata, aggiudicandosi il premio al Miglior Film a seguito di una votazione a cui hanno partecipato oltre 900 professionisti dell’industria cinematografica. In questa edizione del Galà dei Premi Gopo, “Kontinental ’25” è stato premiato anche per la migliore interpretazione. Eszter Tompa ha vinto il premio come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione di Orsolya, un ufficiale giudiziario costretto a sgomberare un senzatetto dal seminterrato di un edificio nel centro di Cluj, e Gabriel Spahiu (con una filmografia di oltre 100 titoli) ha vinto il premio al miglior attore non protagonista per la sua interpretazione di Ion Glanetașu.
Gabriel Spahiu, premiato al Galà Gopo 2026 per il suo ruolo in “Kontinental ’25”, racconta l’esperienza delle riprese del film più premiato della serata e della collaborazione con il regista Radu Jude: “Descriverei “Kontinental ’25” come un film molto attuale come problematica, importante da vedere soprattutto in relazione a ciò che abbiamo vissuto ultimamente. Radu Jude fa tutti i suoi film così: ha qualcosa da dire e lo dice, non si ferma. Sebbene le riprese siano durate solo dieci giorni e il film sia stato girato con un cellulare, per me, come attore, l’esperienza non è stata molto diversa dal girare con una telecamera tradizionale. Naturalmente, conta anche molto il fatto che la fotografia sia stata firmata da Marius Panduru, un operatore straordinario, e questo stile si adattava molto bene al film. Alla fine, l’attore non deve preoccuparsi troppo della telecamera o del tipo di dispositivo con cui viene ripreso, ma concentrarsi sulla sua recitazione. D’altra parte, il telefono ci ha aiutato enormemente in alcune sequenze girate in stile cinéma vérité. Essendo molto più discreto di una telecamera tradizionale, nessuno si è accorto che stavamo girando. In alcune scene chiedevo letteralmente l’elemosina ai tavoli a Cluj e la gente non si è accorta che erano parte di un film.” – ha detto Gabriel Spahiu
Nella categoria Documentario, il vincitore del Galà Gopo 2026 è stato “Tata”, diretto da Lina Vdovîi e Radu Ciorniciuc. “Tata” racconta una storia di traumi ereditari, di silenzi familiari e di abusi subiti dai romeni andati all’estero per lavoro, nella speranza di una vita migliore. Tutto inizia con un’indagine con la telecamera nascosta, realizzata in Italia, dove Lina Vdovîi documenta gli abusi subiti dal padre sul lavoro. “Tata” diventa così una radiografia intima delle relazioni familiari e del modo in cui i traumi possono essere trasmessi o affrontati.
Abbiamo parlato con Radu Ciorniciuc di come è nato questo secondo documentario, co-diretto e co-sceneggiato con Lina Vdovîi, ma anche del rischio di diventare, insieme alla sua partner, parte della storia che si è costruita già durante le riprese: “Il fatto che proveniamo da questo ambito del giornalismo e che ci siamo occupati di argomenti che si evolvono mentre li documentiamo, in qualche modo ci ha aiutato a non farci prendere dal panico quando la storia che ci stavamo preparando per filmare in Italia è cambiata in qualche modo o ha iniziato a mostrare segni di cambiamento. Inizialmente, avevamo in mente un’inchiesta sul posto di lavoro del padre di Lina, che ci aveva chiesto aiuto per cercare di risolvere il problema che stava affrontando al lavoro, avendo un capo violento che lo pagava solo in nero. Stiamo parlando di vera e propria schiavitù. E ci siamo messi all’opera con tutta l’attrezzatura e tutte le energie, abbiamo anche lasciato una telecamera nascosta al padre di Lina che doveva documentare tutti questi abusi. Gli abbiamo insegnato come fare questa documentazione non solo dal punto di vista tecnico, ma anche etico, perché anche questo è un processo piuttosto delicato. Poi sono apparsi i filmati girati dal padre di Lina con la telecamera nascosta. È stato un momento che ci ha fatto cambiare approccio. Poi ci siamo resi conto che il padre di Lina aveva trasformato la telecamera, questo strumento investigativo, in un diario, in uno strumento di comunicazione diretta con sua figlia. Fino ad allora, non c’era stato un rapporto straordinario tra di loro, e quando abbiamo visto quei filmati destinati a Lina, ci siamo resi conto che il film avrebbe preso una piega piuttosto drammatica e che non avrebbe potuto esistere senza questa componente del rapporto tra la figlia e suo padre.” – ha raccontato Radu Ciorniciuc.
Il premio per la miglior regia è stato assegnato a Igor Cobileanski per “Comatogen”, film insignito anche del premio alla migliore sceneggiatura, firmata da Igor Cobileanski e Alin Boeru. Nella categoria miglior attore protagonista, il premio è andato a Ben Schnetzer per la sua interpretazione in “La cravatta gialla”, film che ripercorre la vita e la carriera del direttore d’orchestra Sergiu Celibidache. La produzione si è distinta anche per il gran numero di premi tecnici, ottenendo trofei per la scenografia, il suono, i costumi, il trucco e l’acconciatura, ma anche per il montaggio. “La cravatta gialla” ha ricevuto anche il Premio del pubblico. Il premio per la migliore fotografia è stato assegnato a “Catane”, grazie a George Dascălescu, e la stessa produzione, diretta da Ioana Mischie, è stata premiata anche come miglior opera prima. La serata di galà ha incluso anche riconoscimenti onorifici. Gli attori Dorina Lazar e Ovidiu Schumacher hanno ricevuto premi alla carriera, mentre il regista Laurențiu Damian è stato insignito del premio all’intera attività.