La legge sulla retribuzione unitaria, in dirittura d’arrivo
Il ministro ad interim del Lavoro, Dragoș Pîslaru, ha presentato la bozza della nuova legge sulla retribuzione.
Leyla Cheamil, 26.05.2026, 11:07
1,2 milioni di dipendenti pubblici saranno interessati dalla nuova legge sulla retribuzione unitaria in Romania, il cui progetto è stato lanciato lunedì in consultazione pubblica dopo il raggiungimento di un accordo politico, al termine di una lunga serie di rinvii. Il ministro ad interim del Lavoro, Dragoș Pîslaru, ha precisato che i partiti che hanno fatto parte della precedente coalizione di governo hanno concordato di sostenere in Parlamento questa riforma, inclusa anche come traguardo nel PNRR, dopo aver raggiunto un accordo su alcuni elementi fondamentali: tutela dei redditi dei dipendenti del settore pubblico, disciplina di bilancio e sostenibilità, applicazione integrale e prevedibile.
Secondo il ministro, nessun dipendente subirà riduzioni salariali a seguito dell’applicazione della nuova legge, e la riforma dovrà rispettare gli obiettivi fiscali assunti dalla Romania ed essere sostenibile a lungo termine. La nuova legge dovrebbe entrare pienamente in vigore il 1° gennaio 2027, senza applicazioni graduali né deroghe successive per diverse categorie professionali. Il ministro ha parlato dei pilastri della riforma: una gerarchia equa delle funzioni in tutto il settore pubblico, inclusa l’amministrazione pubblica locale, nonché una struttura unica dei livelli salariali per l’intero settore pubblico. Ha inoltre menzionato la limitazione e la trasparenza dei bonus, insieme all’introduzione di criteri di performance chiari e verificabili.
Dragoș Pîslaru ha ricordato anche l’istituzionalizzazione della governance del sistema salariale, attraverso una responsabilità condivisa tra il Ministero del Lavoro e il Ministero delle Finanze, la sostenibilità fiscale e il rispetto degli obiettivi concordati in materia di deficit e spesa per il personale. L’obiettivo principale della nuova legge non è l’aumento generale degli stipendi nel settore pubblico, ha affermato il ministro, bensì l’eliminazione delle disuguaglianze del sistema, in cui persone con le stesse funzioni e responsabilità non ricevono attualmente la stessa retribuzione. Il salario più alto in Romania sarà quello del presidente della Repubblica, pari a 32.800 lei (circa 6.300 euro), secondo quanto stabilito dal nuovo ddl sulla retribuzione. Per il 56% dei dipendenti pubblici gli stipendi aumenteranno, mentre per il 44% rimarranno invariati.
Il ministro ad interim del Lavoro ha dichiarato che la nuova legge prevede 12 livelli salariali, con coefficienti retributivi da 1 a 8, mentre il valore di riferimento sarà di 4.100 lei (circa 790 euro). Il ddl prevede inoltre l’eliminazione di 87 bonus, che allo stesso tempo non dovranno superare il 20% del fondo salariale dell’istituzione. Saranno introdotte modifiche anche riguardo ai bonus di performance, che potranno essere concessi tra il 10% e il 20% a un massimo del 30% dei dipendenti. Dragoș Pîslaru ha inoltre precisato che il bonus per chi lavora con fondi europei resterà al 40%, come attualmente, poiché fa parte degli accordi con la Commissione Europea. Il Parlamento di Bucarest dovrà adottare la legge entro il 1° luglio prossimo.