Sciopero nel settore sanitario
Migliaia di medici, infermieri e altro personale di quasi 500 ospedali in tutta la Romania sono in sciopero generale a tempo indeterminato, insoddisfatti del disegno di legge sulle retribuzioni nel settore pubblico.
Sorin Iordan, 29.07.2026, 14:27
Lo sciopero generale nel sistema sanitario romeno, iniziato martedì, prosegue dopo che i negoziati tra la Federazione Sanitas e il Ministero della Salute si sono conclusi senza un accordo. Migliaia di medici, infermieri e altro personale di quasi 500 ospedali in tutto il Paese stanno protestando a tempo indeterminato contro il disegno di legge sul sistema retributivo unico nel settore pubblico. Il provvedimento è ancora in fase di discussione e dalla sua approvazione dipende l’accesso a fondi europei di circa 800 milioni di euro. Gli operatori sanitari sono insoddisfatti del ddl, sostenendo che comporterà una riduzione dei loro guadagni. Il presidente della Federazione Sanitas, Iulian Pope, ha dichiarato che, in seguito ai colloqui con i rappresentanti del ministero, i membri del sindacato non hanno ricevuto alcuna garanzia in merito alle loro richieste riguardanti lo sblocco delle assunzioni, i finanziamenti degli ospedali e la nuova normativa salariale.
Molte questioni restano ancora al vaglio. A nostro avviso, permangono diversi scenari che comporterebbero una perdita di reddito per i nostri colleghi, e un numero significativo di loro rientrerebbe nelle disposizioni transitorie sui pagamenti. Allo stato attuale, non vi è alcuna garanzia che tali questioni possano essere risolte. – ha dichiarato Iulian Pope.
Il leader sindacale ha ammesso che il governo ad interim non può prendere decisioni a causa dei suoi poteri limitati e ha nuovamente esortato la classe politica a mettere da parte gli egoismi e a raggiungere un compromesso, affinché si possa insediare al più presto un esecutivo dotato di pieni poteri, con il quale negoziare per risolvere le criticità del sistema sanitario. Una delle rivendicazioni del personale sanitario, nello specifico quella relativa alle assunzioni nel settore, è stata affrontata martedì sera dal Consiglio dei Ministri. Riuniti in seduta straordinaria, i ministri hanno approvato un memorandum per sbloccare oltre 6.850 posti di lavoro nel sistema sanitario, destinati in gran parte a infermieri, personale ausiliario e medici. Il primo ministro Ilie Bolojan ha dichiarato che lo sciopero degli operatori sanitari è stato alimentato da disinformazioni sulla nuova legge salariale e ha rassicurato i dipendenti sul fatto che non vi saranno tagli agli stipendi; ha tuttavia precisato che il modo di finanziamento degli ospedali subirà delle modifiche.
Nei prossimi anni, il funzionamento degli ospedali dovrà basarsi sui servizi erogati ai pazienti; ogni caso risolto dovrà generare entrate sufficienti a coprire gli stipendi del personale e tutte le altre spese. Gli ospedali capaci di rispondere alle esigenze della popolazione locale attireranno pazienti, garantendo così un funzionamento efficiente; tuttavia, gli ospedali che attualmente dipendono esclusivamente da trasferimenti di fondi dovranno ripensare la propria offerta di servizi, riorganizzare i reparti, gli organici e le specializzazioni mediche offerte. – ha affermato Ilie Bolojan.
Bolojan ha inoltre dichiarato di aver ricevuto richieste per sbloccare 26.000 posti di lavoro negli ospedali pubblici. Egli ha precisato che circa 2.000 di tali posizioni sono state assegnate a ospedali situati nei capoluoghi provinciali, a strutture dei centri universitari e a istituti che erogano servizi di alta qualità e che si trovano ad affrontare carenze di personale. I sindacati del sistema sanitario romeno stimano che al momento la carenza di personale si aggiri sui 30.000 dipendenti.