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Decisione della Corte Costituzionale sul programma SAFE

La Corte Costituzionale della Romania ha stabilito che l’adozione con emendamenti dell’ordinanza d’urgenza del governo relativa al programma SAFE rispetta le disposizioni costituzionali.

foto: Facebook / Curtea Constituțională a României
foto: Facebook / Curtea Constituțională a României

, 05.06.2026, 11:18

La Corte Costituzionale della Romania ha respinto la segnalazione presentata da 53 deputati, membri di gruppi parlamentari e non iscritti, contro l’ordinanza d’urgenza del governo riguardante il programma “Azione per la Sicurezza dell’Europa”, noto come SAFE. L’ordinanza è stata adottata il 26 maggio, con emendamenti proposti dal capo della Cancelleria del primo ministro e coordinatore nazionale del programma, Mihai Jurca.

Le modifiche hanno riguardato la ripartizione dei fondi assegnati alla Romania tra le istituzioni del sistema di difesa, ordine pubblico e sicurezza nazionale, nonché il diritto di queste di assumere impegni nell’ambito SAFE entro 30 giorni dalla data di firma dell’accordo di prestito, e non dalla data di approvazione di tale accordo, come previsto in precedenza. Jurca ha spiegato che la modifica era necessaria dato che il governo di Bucarest dispone di capacità limitate dopo essere stato sfiduciato.

A maggioranza di voti, la Corte Costituzionale ha stabilito che l’adozione tramite ordinanza d’urgenza di un pacchetto di misure legislative volto a istituire lo strumento SAFE non contravviene alle disposizioni della Legge fondamentale. I giudici costituzionali hanno indicato che l’attribuzione di competenze estese di coordinamento, negoziazione, proposta, modifica e attuazione del Piano SAFE ad alcune istituzioni fondamentali dello stato non può essere considerata una “lesione” del loro regime.

Il capo della Cancelleria del premier, Mihai Jurca, ha accolto con favore la decisione della Corte, ricordando che SAFE è lo strumento attraverso il quale la Romania accelera la propria dotazione, rafforza la sicurezza e sviluppa capacità industriali che devono rimanere nel Paese a lungo termine. Ha aggiunto che la posta in gioco di questo programma non è solo l’acquisto di attrezzature, ma soprattutto la produzione locale, il trasferimento tecnologico, la manutenzione, i posti di lavoro e l’integrazione dell’industria romena nelle catene europee della difesa.

L’ordinanza d’urgenza sul programma SAFE è tuttavia oggetto di un’altra contestazione presso la Corte Costituzionale. Il presidente della Camera dei Deputati, il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu, ha denunciato un conflitto giuridico di natura costituzionale tra Governo e Parlamento, sostenendo che l’Esecutivo ha adottato il provvedimento dopo essere stato sfiduciato e quindi non aveva più il diritto di prendere tali decisioni. Il ricorso sarà esaminato dalla Corte nella seduta del 10 giugno.

Attraverso lo strumento “Azione per la Sicurezza dell’Europa”, la Romania riceverà circa 16,7 miliardi di euro per l’acquisto di equipaggiamenti militari e per infrastrutture. Circa un quarto dei fondi sarà destinato alla realizzazione di progetti strategici di infrastrutture stradali, mentre il resto avrà destinazione militare. Finora lo stato romeno ha firmato contratti per l’acquisto di veicoli da combattimento per la fanteria, navi, sistemi di difesa antiaerea, sistemi di droni militari, missili terra-aria, radar ed elicotteri. Inoltre, nel contesto della minaccia rappresentata dai droni russi, Bucarest ha ordinato moderni sistemi di difesa antiaerea e antidroni.

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