Previsioni sull’economia
In Romania, la Commissione Nazionale di Strategia e Previsione (CNSP) stima per il 2026 un rallentamento della crescita economica.
Mihai Pelin, 09.06.2026, 10:36
La CNSP prevede infatti una riduzione della crescita economica di 0,9 punti percentuali, passando dall’1% indicato nella precedente previsione allo 0,1%, a causa delle attuali condizioni macroeconomiche. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) dovrebbe raggiungere 2.056 miliardi di lei (circa 395 miliardi di euro), rispetto ai 1.916 miliardi di lei (circa 368 miliardi di euro) registrati nel 2025, secondo la Proiezione dei principali indicatori macroeconomici 2026-2029.
Le prospettive a medio termine sono state elaborate in un contesto geopolitico difficile, segnato da crescenti incertezze dovute all’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente, che ha provocato un forte shock energetico sul mercato globale. L’effetto inflazionistico derivante dall’aumento dei prezzi dei carburanti si è sovrapposto agli sforzi interni per correggere gli squilibri macroeconomici attraverso il proseguimento delle misure di consolidamento di bilancio, determinando un peggioramento delle prospettive per l’anno in corso, valuta la CNSP.
Anche per il settore dei servizi si prevede un’evoluzione sfavorevole. L’impatto delle misure di consolidamento fiscale è più forte in alcune categorie di servizi, soprattutto quelli destinati ai consumatori domestici. Allo stesso tempo, l’edilizia si conferma come il settore più dinamico, sostenuto soprattutto dalle opere di ingegneria civile stimolate dall’assorbimento dei fondi europei e dalla ripresa dell’edilizia residenziale registrata nella prima parte dell’anno. Anche sul fronte della spesa si prevede un rallentamento dei consumi privati nel 2026, più marcato rispetto a quanto stimato in precedenza.
A medio termine, le stime di crescita economica per il periodo 2027-2029 rimangono invariate. Il PIL dovrebbe crescere a un ritmo medio annuo del 2,2%, sostenuto principalmente dalla continuazione dello sviluppo degli investimenti. Allo stesso tempo, dopo il declino del 2026, i consumi privati dovrebbero tornare a crescere a un ritmo medio annuo superiore a quello del PIL, grazie alla graduale riduzione degli effetti delle misure di consolidamento di bilancio. Secondo le previsioni della CNSP, il contributo delle esportazioni nette alla crescita economica resterà leggermente negativo nel medio termine, poiché la crescita media delle importazioni di beni e servizi dovrebbe superare quella delle esportazioni, in seguito alla ripresa della domanda interna.
Anche le istituzioni finanziarie internazionali mantengono riserbi nei confronti dell’economia romena. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo prevede una recessione nel 2026 e ha rivisto al ribasso le proprie stime sul PIL per quest’anno, indicando una contrazione dello 0,2% nell’ultimo rapporto pubblicato. A febbraio, la previsione indicava invece una crescita dell’1,2%.
A sua volta, la Commissione Europea ha ridotto le proprie stime di crescita, passando dall’1,1% ad appena 0,1%. Lo stesso hanno fatto la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Nel caso del FMI, la previsione è stata rivista dall’1,4% allo 0,7%, mentre la Banca Mondiale ha ridotto la propria stima dall’1,3% allo 0,5%.