Dal deficit commerciale alle previsioni economiche
Il deficit della bilancia commerciale della Romania è diminuito del 7% nei primi quattro mesi dell’anno, ma gli specialisti avvertono che i dati non riflettono pienamente lo stato dell’economia nazionale.
Sorin Iordan, 10.06.2026, 12:19
Il deficit della bilancia commerciale della Romania nei primi quattro mesi dell’anno è diminuito del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, questo indicatore si è attestato a 10,8 miliardi di euro, in calo di 818,6 milioni di euro. Nel periodo analizzato, le esportazioni sono aumentate dell’1,9%, fino a quasi 32 miliardi di euro, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,5%, a 42,8 miliardi. Il settore delle macchine e delle attrezzature di trasporto ha continuato a dominare il commercio estero, con quasi la metà delle esportazioni della Romania e oltre un terzo delle importazioni.
Allo stesso tempo, quasi il 75% degli scambi commerciali è stato realizzato con gli Stati dell’Unione Europea. Il presidente dell’Associazione Nazionale degli Esportatori e Importatori della Romania, Mihai Ionescu, ha dichiarato che i nuovi dati rappresentano un segnale positivo, ma non sufficiente per stimolare la crescita economica. Egli ritiene che il ritmo di crescita delle esportazioni, pari all’1,9%, non possa garantire la ripresa dell’economia e che una riduzione marcata delle importazioni non sia necessariamente una buona notizia, poiché una grande parte di esse riguarda materie prime, componenti e attrezzature necessarie all’industria romena.
Mihai Ionescu ha inoltre affermato che, secondo i dati relativi a maggio 2026, l’industria — che rappresenta la quota più consistente delle esportazioni della Romania — non mostra segni di ripresa. A loro volta, gli analisti finanziari sostengono che la riduzione del deficit commerciale attraverso una forte diminuzione delle importazioni non rappresenta un motivo di soddisfazione. Secondo loro, la correzione non è il risultato di un aumento significativo della competitività dell’economia, ma soprattutto della riduzione del consumo interno, il che rappresenta un ulteriore segnale che l’economia romena sta zoppicando. Una conferma è arrivata dalla Commissione Nazionale di Strategia e Previsione, che stima una crescita economica di appena lo 0,1% nel 2026, in calo di 0,9 punti percentuali rispetto alla previsione precedente. Il prodotto interno lordo per l’anno in corso dovrebbe così raggiungere i 2.056 miliardi di lei (circa 411 miliardi di euro), rispetto ai 1.916 miliardi del 2025.
Per il 2027, la Commissione stima un PIL di 2.201 miliardi di lei, con una crescita economica del 2,2%, sostenuta dalla riduzione dell’inflazione e da condizioni di finanziamento più favorevoli. La crescita dovrebbe continuare al 2,4% nel 2028, per poi rallentare al 2,1% nel 2029. Nella proiezione dei principali indicatori macroeconomici, la CNSP ha rivisto al rialzo, al 7,9%, le stime sull’inflazione media annua per il 2026, in aumento dell’1,4% rispetto alle previsioni dell’autunno scorso. Per il 2027 è prevista un’inflazione media annua del 3,8%, per il 2028 del 3% e per il 2029 del 2,8%.
La Commissione Nazionale di Strategia e Previsione avverte tuttavia che le sue stime sono soggette a un elevato grado di incertezza: la persistenza del conflitto in Medio Oriente, eventuali deviazioni dalle riforme per il consolidamento di bilancio o un innasprimento delle politiche commerciali internazionali rappresentano rischi per il deterioramento degli equilibri macroeconomici.