La “coliva” reinterpretata
La coliva è un piatto rituale fondamentale nella cultura e nella spiritualità romena. Preparata con grano bollito, zuccherato e decorato, è parte integrante dei funerali e delle cerimonie funebri, simboleggiando il legame tra la vita e la morte, secondo gli insegnamenti cristiani. Le origini della coliva risalgono ai primi secoli del cristianesimo e sono legate a un miracolo di San Teodoro Tirone, narrato nel IV secolo (che salvò i cristiani esortandoli a mangiare grano bollito con miele invece di cibi che erano stati appena cosparsi di sangue nei mercati).
Ana-Maria Cononovici, 10.06.2026, 07:00
La coliva è un piatto rituale fondamentale nella cultura e nella spiritualità romena. Preparata con grano bollito, zuccherato e decorato, è parte integrante dei funerali e delle cerimonie funebri, simboleggiando il legame tra la vita e la morte, secondo gli insegnamenti cristiani. Le origini della coliva risalgono ai primi secoli del cristianesimo e sono legate a un miracolo di San Teodoro Tirone, narrato nel IV secolo (che salvò i cristiani esortandoli a mangiare grano bollito con miele invece di cibi che erano stati appena cosparsi di sangue nei mercati).
La coliva, definita da August Scriban nel suo “Dizionario della lingua romena” (1939), era: “un dolce (a base di grano bollito, noci tritate, zucchero e cannella) che viene offerto soprattutto “per l’anima dei defunti” ai funerali e nelle giornate commemorative”. Nel tempo, nello spazio ortodosso, la coliva è diventata anche un dessert, consumato in occasioni diverse da quelle commemorative. Sono quindi emersi altri usi del grano, o dell’arpacas (grano mondato, un prodotto alimentare ottenuto tramite la decorticazione e macinazione di chicchi di grano, orzo o miglio), essendo il grano uno dei principali cereali coltivati nel nostro paese. Nel suo locale nel centro storico di Bucarest, Ovidiu Logican ripete ogni 40 giorni un evento che riscuote sempre successo: “La Grande Degustazione di Coliva / Wine”.
Abbiamo chiesto a Ovidiu Logican perché ha scelto la coliva e come può essere reinventata: “Secondo me, in questi tempi, tutto si può reinterpretare e reinventare. Siamo partiti dagli ingredienti: abbiamo il grano decorticato, che è un carboidrato, quindi in teoria possiamo sostituire con il grano mondato il riso o la pasta, o altri prodotti a base di farina bianca, semola. Possiamo reinterpretare qualsiasi cosa sostituendo il carboidrato con il grano mondato, e poi, per quanto riguarda il dolce, possiamo aggiungere frutta esotica, cioccolato, panna, panna montata, gelato, éclair, bignè. Ci sono tantissime varianti, l’unico limite è la fantasia. Ovviamente, serviamo sempre anche la coliva tradizionale, ma abbiamo una vasta gamma di reinterpretazioni, che chiamiamo “coliva salata” e “coliva dolce”.
Ovidiu Logican ha descritto nel dettaglio il menù di una serata del genere: “Abbiamo avuto coliva al sushi, coliva quattro formaggi, polpette marinate alla coliva, involtini di coliva, insalata di manzo con coliva, cozonac alla coliva. Vi ho appena elencato diversi tipi di coliva salata e tra i dolci abbiamo avuto la coliva tradizionale, poi una mousse di coliva con caramello salato e infine una torta alla crema di coliva.”
Trattandosi di un evento dal tema provocatorio, ci siamo chiesti chi vi partecipa. Ovidiu Logican ci ha raccontato: “Solo romeni, molti giovani, un po’ scettici ma, alla fine, felici e soddisfatti di aver provato un’esperienza diversa. È il nostro evento di maggior successo e quello che registra sempre il tutto esaurito! Riprenderemo anche i nostri eventi classici, la Degustazione di mortadella, la Grande Degustazione di involtini, con ricette di involtini provenienti da tutti i continenti, oltre a escursioni tematiche di ogni tipo nelle zone vinicole del mondo: Sicilia, Toscana, Bordeaux, tante esperienze legate al vino e a ogni genere di abbinamento inedito, reinterpretazioni di ricette classiche. Abbiamo Champagne e Caviale e tanti altri eventi interessanti.”
Il consiglio per i più curiosi è di visitare il sito, dare un’occhiata ai vari eventi e prenotare quello più adatto alle proprie esigenze. Ovidiu Logican ci ha parlato anche dell’importanza di abbinare un vino adatto al prodotto a base di coliva offerto in degustazione: “Per le colive “salate”, iniziamo sempre con un vino spumante, che si abbina benissimo, soprattutto perché lo spumante si sposa molto bene con i grassi. Poi, se la parte salata è meno saporita, optiamo per varietà più neutre e semplici, come un Pinot Grigio o un Crâmpoşie romeno. Se invece le colive sono più aromatiche, aggiungiamo un vino più aromatico, come un Sauvignon Blanc, un Tămâioasă romeno o un Busuioacă rosato. Infine, quando passiamo alle colive dolci, scegliamo il Fetească Neagră, vini rossi italiani come il Primitivo o l’Amarone e, alla fine, quasi sempre, un vino molto aromatico, un Porto.”
E poiché anche in questi viaggi culinari si conserva la ricetta tradizionale, vi ricordiamo che questo piatto viene preparato da tutte le famiglie romene, secondo una ricetta tramandata dagli anziani e collaudata nel tempo. La ricetta più semplice prevede l’utilizzo di arpacaş (grano decorticato) perché cuoce molto velocemente. Una coliva ben fatta ha chicchi “fioriti”, cioè aperti. Il grano decorticato cuoce rapidamente, in 15-20 minuti, proprio come il riso. Il grano impiega invece oltre 40-50 minuti. Le proporzioni tra arpacaş e acqua sono di 1:3, ovvero per 1 kg di arpacaş si aggiungono 3 litri di acqua fredda con un pizzico di sale, necessario per esaltare il sapore del prodotto finale. Al composto finale si aggiungono zucchero, miele, cannella, biscotti sbriciolati e noci tritate, e alla fine si decora con piccole caramelle, cacao in polvere o chicchi di caffè. Chi ama il grano bollito e zuccherato può sempre prepararlo sotto forma di caramelle ripiene di visciole.