Colloquio tra i ministri degli Esteri romeno e ucraino
Bucarest e Kiev parlano della responsabilità comune di mantenere sicuro il Mar Nero.
Bogdan Matei, 12.06.2026, 11:12
La ministra ad interim degli Affari Esteri del governo di Bucarest, Oana Țoiu, ha espresso, nel corso di una conversazione telefonica con il suo omologo ucraino Andrii Sybiha, la preoccupazione della Romania per la diffusione nei paesi confinanti degli effetti della guerra in Ucraina, invasa dalle truppe russe. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X e ripreso dai media nazionali, Oana Țoiu ha ribadito la condanna da parte della Romania dell’aggressione russa, nonché l’impegno comune a favore di un cessate il fuoco e di una pace duratura. La responsabile della diplomazia romena ha ricevuto assicurazioni riguardo alla volontà di Kiev di compiere ogni sforzo per una gestione congiunta dei rischi transfrontalieri generati dall’aggressione russa.
Oana Țoiu ha inoltre discusso dell’importanza di migliorare i meccanismi di allerta precoce e di consapevolezza della situazione operativa, nonché della responsabilità condivisa di mantenere sicuro il Mar Nero.Il colloquio tra Țoiu e Sybiha è avvenuto una settimana dopo che un drone marittimo ucraino è esploso a Costanza, il più grande porto romeno sul Mar Nero, danneggiando una banchina. Il drone, filmato da diversi residenti prima dell’esplosione, sarebbe stato deviato dai russi attraverso la cosiddetta “guerra elettronica”, una tecnologia nella quale gli eserciti dei due paesi slavi in guerra si stanno esercitando con successo.
Secondo gli specialisti, il dispositivo sembrerebbe essere stato un modello MAGURA, lungo 5,5 metri, largo 1,5 metri e caratterizzato da un profilo idrodinamico con ridotta traccia radar, che lo rende difficile da rilevare. Può raggiungere una velocità massima di 78 km/h e un raggio di azione di fino a 800 chilometri. È in grado di trasportare un carico utile di 320 kg di esplosivo. Finora, questi droni hanno danneggiato o affondato 17 navi da guerra russe. In altre parole, sottolineano gli esperti, se avesse raggiunto la costa a Costanza, avrebbe generato un disastro.
In precedenza, un altro drone – questa volta russo e apparentemente deviato dalla difesa aerea ucraina – era precipitato su un edificio residenziale a Galați, città portuale romena sul Danubio situata non lontano dal confine, ferendo una donna e suo figlio minorenne. Dopo l’incidente, su richiesta della Romania, si sono riuniti sia il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sia il Forum per la Cooperazione in materia di Sicurezza e il Consiglio Permanente dell’OSCE. Gli analisti sottolineano che si tratta del tipo di riunioni in cui l’invasione russa dell’Ucraina viene nuovamente condannata con fermezza, senza tuttavia modificare la situazione sul fronte.
La Romania, che condivide con l’Ucraina circa 650 chilometri di frontiera, sembra destinata al ruolo di vittima collaterale. La stampa di Bucarest osserva che lungo tutta la frontiera si riflettono gli effetti diretti della guerra. I rischi non sono soltanto militari, ma anche umanitari, logistici e legati alla criminalità. Il traffico illegale è aumentato, soprattutto a causa delle restrizioni imposte agli uomini ucraini in età di mobilitazione, e i tentativi di attraversamento clandestino da parte di coloro che cercano di sfuggire all’esercito e al fronte richiedono pattugliamenti e attrezzature supplementari.