La settimana 08-13/06/2026
Colloqui per la formazione di un nuovo governo a Bucarest / Previsioni sull’andamento dell’economia romena / Rafforzamento della difesa nella zona del Mar Nero / Accordo tra la Romania e gli USA sul contrasto della tratta di minori
Corina Cristea, 13.06.2026, 07:00
Colloqui per la formazione di un nuovo governo a Bucarest
Incaricato dal presidente Nicușor Dan di portare a termine la missione quasi impossibile di ottenere il sostegno politico per un governo tecnico, come lo ha definito lui stesso, il premier designato Eugen Tomac ha avuto colloqui questa settimana con i rappresentanti dei partiti e dei gruppi parlamentari, senza ricevere alcun segnale chiaro di appoggio. Sono necessari 233 voti favorevoli per l’approvazione dell’esecutivo, ma per ora il premier designato sembra ben lontano dal raggiungere l’obiettivo. Nonostante i segnali provenienti dai partiti, egli ha dichiarato che proseguirà il processo di formazione del nuovo governo. La prima risposta decisiva è arrivata dal PNL, che ha deciso all’unanimità che i suoi parlamentari non voteranno a favore del governo Tomac. Secondo i liberali, un simile governo è una formula di copertura per sollevare il PSD dalla responsabilità che avrebbe per la situazione in cui si è arrivati. L’USR ha affermato che un governo tecnico non avrebbe la forza di proseguire le riforme avviate dalla squadra di Bolojan, mentre non giungono segnali di sostegno nemmeno dall’UDMR. Il PSD, il partito con la maggiore rappresentanza in Parlamento, condiziona il proprio sostegno dall’abolizione delle misure di austerità e una decisione definitiva verrà presa nei prossimi giorni. In questo contesto, il capo dello Stato ha inviato un messaggio fermo ai politici, chiedendo responsabilità, esortando i romeni a mantenere la calma e la speranza e assicurando ai partner che “la Romania sta mantenendo la sua direzione”.
Previsioni sull’andamento dell’economia romena
La Banca Mondiale ha rivisto al ribasso le sue previsioni sull’andamento dell’economia romena, che dovrebbe registrare una crescita pari a zero quest’anno, rispetto alla previsione di crescita dell’1,3% di gennaio. Secondo l’ultimo rapporto della Banca Mondiale, pubblicato giovedì, la crescita del PIL della Romania dovrebbe attestarsi all’1,7% il prossimo anno e al 2% nel 2028. Da gennaio, i ribassi più significativi delle previsioni si sono registrati in Romania, Turchia, Repubblica di Moldova e Ucraina, principalmente a causa dello shock dei prezzi delle materie prime, si legge nel rapporto. Secondo la Banca Mondiale, i deficit di bilancio dovrebbero rimanere elevati nei prossimi due anni, a causa delle spese previste nel campo della difesa e delle misure economiche temporanee, come le sovvenzioni interne e le misure di controllo dei prezzi, per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia. L’Istituto Nazionale di Statistica, a sua volta, afferma che il deficit commerciale della Romania continua a diminuire quest’anno, ma i dati statistici nascondono una realtà meno ottimistica per l’economia. Nei primi quattro mesi dell’anno, le esportazioni sono aumentate dell’1,9%, raggiungendo quasi 32 miliardi di euro, mentre le importazioni sono diminuite dello 0,5%, attestandosi a 42,8 miliardi. In queste condizioni, il deficit della bilancia commerciale è diminuito del 7%, ovvero di quasi 820 milioni di euro, raggiungendo i 10.815 miliardi di euro.
Rafforzamento della difesa nella zona del Mar Nero
Il Consiglio Nord Atlantico, riunitosi mercoledì a Bruxelles su richiesta di Bucarest, ha deciso che c’è bisogno di rafforzare la difesa nella zona del Mar Nero di fronte alle minacce russe, a seguito dei gravi incidenti con droni avvenuti nel sud-est della Romania, a Galaţi e nel porto di Costanza, che hanno causato il ferimento di due persone. La decisione dovrebbe essere confermata al vertice NATO in Turchia, all’inizio del prossimo mese. Secondo fonti dell’Alleanza, la Romania riceverà gli aiuti richiesti sia in ambito aereo che navale. Oltre agli Stati già menzionati nelle dichiarazioni ufficiali, come Francia, Gran Bretagna, Italia, Spagna e Stati Uniti, anche altri alleati hanno confermato che stanno valutando la possibilità di inviare equipaggiamenti alla Romania. Il presidente Nicuşor Dan ha salutato il sostegno promesso alla Romania dal Consiglio Nord Atlantico. In un messaggio su Facebook, il presidente ha sottolineato che la sicurezza del Mar Nero è fondamentale anche per la protezione delle infrastrutture critiche e dei progetti energetici strategici. D’altra parte, in una conversazione telefonica, la ministra degli Affari Esteri ad interim, Oana Ţoiu, ha espresso al suo omologo ucraino, Andrij Sybiha, la preoccupazione della Romania per la diffusione degli effetti della guerra in Ucraina nei paesi confinanti. La ministra romena ha ricevuto rassicurazioni sull’impegno di Kiev a fare tutto il possibile per la gestione congiunta dei rischi transfrontalieri generati dall’aggressione russa. I colloqui si sono concentrati anche sul miglioramento dei meccanismi di allerta precoce e della consapevolezza della situazione operativa, nonché sulla responsabilità congiunta per la sicurezza del Mar Nero.
Accordo tra la Romania e gli USA sul contrasto della tratta di minori
Il governo romeno e il Dipartimento di Stato americano hanno concluso giovedì un accordo-quadro volto a contrastare la tratta di minori attraverso un approccio integrato. Il programma strategico, della durata di cinque anni e finanziato dagli Stati Uniti con circa 12 milioni di dollari, mira alla prevenzione, alla protezione delle vittime e al rafforzamento delle capacità delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario. La ministra degli Affari Esteri ad interim, Oana Ţoiu, ha ricordato che, nonostante i cambiamenti dei governi e della loro struttura, la lotta contro la tratta di esseri umani è diventata una priorità costante per le autorità romene negli ultimi anni, sottolineando che il fenomeno colpisce non solo direttamente le vittime, ma l’intera società. A sua volta, l’Ambasciatore degli Stati Uniti a Bucarest, Darryl Nirenberg, ha richiamato l’attenzione sul fatto che la tratta di esseri umani è una forma moderna di schiavitù e che il fenomeno può essere contrastato solo attraverso la cooperazione internazionale.