“Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia” al Parco Archeologico di Pompei
Il 6 luglio, nella sezione maschile delle Terme del Foro del Parco Archeologico di Pompei, è stata inaugurata la mostra multimediale "Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia", che rimarrà aperta fino al 30 settembre. L'iniziativa è promossa dall'Ambasciata di Romania in Italia, in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e il Parco Archeologico di Pompei.
Iuliana Sima Anghel, 14.07.2026, 10:00
Alla cerimonia inaugurale sono intervenuti l’ambasciatrice di Romania in Italia,Gabriela Dancău, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, il direttore generale del Museo Nazionale di Storia della Romania, Cornel Ilie, e l’archeologo Ovidiu Țentea, curatore della mostra, che ha inoltre accompagnato gli ospiti e i rappresentanti della stampa in una visita guidata dell’esposizione, precisa l’Ambasciata di Romania in Italia.
“Balnea Daciae” si propone di esplorare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente all’odierna Romania. Fulcro della mostra sono le terme pubbliche, autentici centri della vita sociale nel mondo romano. Attraverso ricerche archeologiche, ricostruzioni digitali e installazioni multimediali, l’esposizione mette in luce il modo in cui l’architettura, le tecnologie e la cultura delle terme romane abbiano favorito la circolazione di idee e modelli di vita in tutto l’Impero, illustrando i legami tra Pompei e la provincia Dacia, situata a oltre mille chilometri da Roma.
Il progetto scientifico riunisce i risultati delle ricerche svolte nell’ambito del programma Cultech, coordinato dall’Università Tecnica di Cluj-Napoca, e si avvale della collaborazione del Museo Provinciale di Vâlcea e del Museo Provinciale di Storia e Archeologia di Prahova, evidenziando l’importanza dei partenariati interdisciplinari nella valorizzazione del patrimonio storico.
“La mostra Balnea Daciae rappresenta una significativa testimonianza del dialogo culturale tra la Romania e l’Italia e dell’eredità comune della civiltà romana. Il fatto che questa esposizione sia ospitata a Pompei, uno dei luoghi più rappresentativi del mondo romano, nel contesto dell’Anno Culturale Romania–Italia, le conferisce un particolare valore simbolico. Attraverso il racconto della cultura delle terme, la mostra porta in primo piano i profondi legami storici tra la Dacia romana e la Penisola Italica, riaffermando il ruolo della cultura quale ponte tra i nostri Paesi e strumento di dialogo, cooperazione e valorizzazione del comune patrimonio europeo”, ha dichiarato l’ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău.
“Ospitare la mostra Balnea Daciae nella sezione maschile delle Terme del Foro rappresenta un’opportunità straordinaria per riflettere sull’universalità e sull’ampiezza della cultura romana. Le terme non erano semplici edifici, ma il cuore pulsante della vita sociale, e poter conoscere una testimonianza così dettagliata relativa a una provincia complessa e affascinante come la Dacia, situata a oltre mille chilometri da Roma, è davvero straordinario. Questo progetto multimediale dimostra come l’architettura e le consuetudini quotidiane di Pompei costituivano in realtà un modello condiviso in tutto l’Impero. Siamo orgogliosi di ospitare questa iniziativa nell’ambito dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, una stretta collaborazione attraverso la quale celebriamo le nostre radici comuni e che, grazie alla tecnologia e a importanti partenariati internazionali e interdisciplinari, restituisce al pubblico la modernità e il valore del nostro comune patrimonio europeo”, ha detto, a sua volta, il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.
La mostra si inserisce nel ricco programma dell’Anno Culturale Romania–Italia 2026, sotto l’Alto Patronato del presidente della Romania, Nicușor Dan, e del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri della Romania. L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso al Parco Archeologico di Pompei.