La settimana 24-29/08/2026
Riassunto dei principali eventi della settimana
Ştefan Stoica, 29.08.2026, 10:00
I deputati romeni hanno adottato mercoledì il disegno di legge riguardante la chiusura operativa e finanziaria del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Le riforme previste da questo piano avrebbero dovuto essere realizzate dallo stato romeno senza essere ricompensato o stimolato finanziariamente dall’Unione europea, ma neppure così il paese ha completato tutte. È il caso anche della legge sulla retribuzione del personale pagato con fondi pubblici, per la cui adozione la Romania ha avuto a disposizione più di quattro anni e che si è rivelata un totale fallimento, essendo diventata terreno di scontro politico. Il presidente Nicușor Dan, che negli ultimi mesi ha cercato di mediare tra le forze politiche parlamentari, ha annunciato il fallimento ufficiale dei negoziati e la perdita dei 770 milioni di euro afferenti a questo traguardo del PNRR. Questa riforma, essenziale per l’intero sistema del settore pubblico, non avrebbe dovuto essere rinviata per anni, a partire dal 2022, ha dichiarato il capo dello stato, omettendo di precisare che, per tutto questo periodo, il portafoglio del Lavoro è stato affidato al PSD e lasciando intendere che la responsabilità politica del fallimento è distribuita uniformemente tra i partiti. A maggio, dopo la caduta del governo PNL-USR-UDMR, si era dichiarato ottimista sul fatto che le riforme del PNRR non sarebbero state compromesse.
Il Senato ha approvato, nella stessa forma trasmessa dalla Camera, le modifiche alla legge sull’Integrità, a sua volta un traguardo del PNRR con scadenza il 31 agosto. La legge introduce le schede pubbliche relative agli interessi finanziari, che sostituiranno le dichiarazioni patrimoniali e di interessi. Ora queste schede non conterranno più tutti i dati presenti nelle dichiarazioni dei titolari di cariche pubbliche. La legge ha mantenuto l’emendamento introdotto dal PSD e dall’AUR (l’opposizione socialdemocratica e quella populista e ultranazionalista), che stabilisce che gli eletti riconosciuti, prima dell’entrata in vigore della legge, come incompatibili o in situazione di conflitto di interessi, perdano il proprio mandato. La vittima più nota di questo emendamento, peraltro convalidato dalla Corte Costituzionale, è il sindaco di Timișoara e leader dell’USR, Dominic Fritz. Il suo partito ha votato contro la nuova norma, di cui il capogruppo dei senatori dell’USR, Sorin Șipoș, affermava che consente a una maggioranza parlamentare di intervenire retroattivamente su un mandato ottenuto attraverso il voto. Anche il PNL, partner dell’USR al governo, ha votato a favore, pur ritenendo immorale e scorretto il provvedimento che cambia le regole durante il gioco. Tuttavia, secondo i liberali, la posta in gioco riguarda innanzitutto la Romania e i fondi che il paese potrebbe perdere. Per questo hanno votato a favore della legge insieme al PSD e all’AUR. I Popolari europei e Renew Europe avevano precedentemente avvertito la Commissione europea che l’emendamento è stato scritto appositamente contro il sindaco di Timișoara e costituisce una retroattività incostituzionale, nonché una strumentalizzazione delle leve legali a fini politici. Inoltre, entrerebbe in aperto conflitto con il diritto dell’UE, poiché Dominic Fritz è un cittadino tedesco eletto in Romania sulla base dei diritti conferiti dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
Questa settimana, due paesi confinanti con la Romania, l’Ucraina e la Repubblica di Moldova, hanno celebrato, rispettivamente il 24 e il 27 agosto, il 35° anniversario della dichiarazione d’indipendenza. Il presidente Nicușor Dan non è stato presente alle cerimonie di lunedì a Kiev, ma ha partecipato online alla riunione della Coalizione dei Volenterosi. “È stata una gradita occasione per riaffermare il nostro pieno sostegno all’Ucraina e abbiamo proseguito le discussioni sulla definizione di un solido quadro di garanzie di sicurezza”, ha scritto sulla piattaforma X. Giovedì, lui e il suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, sono stati ospiti della presidente Maia Sandu alle celebrazioni per l’indipendenza della Repubblica di Moldova. I tre paesi continueranno a cooperare nei settori delle infrastrutture, dell’energia e della sicurezza, anche per prevenire aggressioni con droni, ha dichiarato il presidente Dan dopo l’incontro trilaterale di Chișinău. La Repubblica di Moldova è fortunata di avere vicini come la Romania e l’Ucraina, ha affermato Maia Sandu.
L’ultimo grande scandalo sulla scena pubblica romena ha al centro il capo di servizi più longevo della Romania, Lucian Pahonțu, che da oltre due decenni dirige il Servizio di Protezione e Guardia (SPP). La testata d’inchiesta Recorder ha scritto questa settimana che lui ha fatto parte delle forze repressive inviate da Nicolae Ceaușescu per sopprimere le proteste scoppiate a Bucarest nel pomeriggio del 21 dicembre 1989. Secondo alcuni documenti scoperti da Recorder, Pahonțu si trovava quella notte nella zona della barricata davanti all’Hotel Intercontinental, nel cuore della capitale, dove le truppe dell’esercito uccisero 48 persone e arrestarono centinaia di manifestanti. Sarebbe stato coinvolto anche negli eventi del 13 giugno 1990, quando centinaia di persone furono picchiate e arrestate dalle forze dell’ordine a Piazza dell’Università a Bucarest. Interpellato a Chișinău sulla necessità di sostituire Pahonțu, Nicușor Dan ha respinto le accuse riportate dai media nei suoi confronti, affermando che il capo del Servizio di Protezione e Guardia non ha partecipato alla repressione dei manifestanti durante la Rivoluzione del 1989 né successivamente.
Giovedì sera, una nave mercantile ha preso fuoco nel Mar Nero, nella zona economica esclusiva della Romania. A bordo si trovavano 12 membri dell’equipaggio, uno dei quali è rimasto gravemente ferito. Tutti sono stati soccorsi dalla Guardia costiera. Secondo fonti ufficiali, la nave batteva bandiera della Repubblica Dominicana. Il presidente ha espresso il plauso per l’intervento dei soccorritori e ha annunciato che l’incidente sarà oggetto di un’indagine. Ha inoltre affermato che la nave è stata colpita, ma al momento non si sa da chi. Se sarà confermato che l’affondamento della nave è stato causato da un attacco, si tratterà del più grave incidente legato al conflitto in Ucraina verificatosi questa settimana lungo la costa romena. Una settimana durante la quale sono stati rinvenuti quotidianamente, anche nella zona delle spiagge turistiche, droni, alcuni dei quali dotati di esplosivo, oppure frammenti di droni.