Appello ai romeni all’estero
Il presidente Nicușor Dan invita i connazionali che vivono all’estero a “testare” la Romania.
Roxana Vasile, 02.10.2026, 12:34
Entro il 2080, la Romania potrebbe avere 3,4 milioni di abitanti in meno rispetto a oggi, mentre un quarto della popolazione sarebbe over 65enne. Il basso tasso di natalità, il deterioramento del rapporto tra bambini e anziani e l’elevata emigrazione sono tra le principali cause del declino demografico. D’altronde, l’evoluzione demografica degli ultimi decenni è stata fortemente associata alla partenza dei romeni all’estero. Secondo gli esperti di migrazione, fuori dal paese vivrebbero attualmente circa 4,5-5 milioni di cittadini romeni, che rappresentano, di fatto, una delle risorse più importanti della Romania.
Negli ultimi anni, le autorità hanno intrapreso diverse iniziative per convincere il maggior numero possibile di romeni a tornare in patria. Giovedì, a Bucarest, in occasione della nona edizione del Gala RePatriot “Top 100 Romeni all’estero”, anche il presidente Nicușor Dan ha invitato i connazionali che vivono all’estero a “testare”la Romania, sottolineando che, nonostante le carenze e le disfunzioni ancora presenti, il paese ha fatto progressi negli ultimi due decenni.
“Sono stato a trovare i romeni all’estero e ho sentito opinioni del tipo: tornerei a casa quando andrò in pensione, ma ho paura del sistema sanitario. Tornerei, ma non so che scuola faranno i miei figli. La scelta resta di ciascuno di noi, viviamo in un mondo libero (…), ma il mio invito a chi vive all’estero è quello di testare la Romania”, ha ribadito Nicușor Dan.
“Il mio invito a chi vive nella diaspora è di testare la Romania, di mettere alla prova il sistema sanitario romeno, perché, nonostante tutte le carenze e tutte le disfunzioni, la Romania ha fatto progressi in 20 anni. Le attrezzature mediche in Romania non sono più quelle di 20 anni fa. Abbiamo medici che si sono formati in grandi cliniche all’estero: alcuni sono rimasti, altri sono tornati. Abbiamo scuole buone e abbiamo anche scuole molto deboli, sia a livello preuniversitario sia a livello universitario”, ha detto Nicușor Dan.
Secondo il presidente, tra le “carenze” rientrerebbe anche il rapporto tra il settore pubblico e quello privato, un rapporto che dovrebbe migliorare, perché – ha affermato il capo dello stato – il settore privato è il motore dell’economia e l’imprenditoria è il motore del motore. Sarebbe quindi ideale che gli imprenditori di successo della diaspora facessero parte dell’ecosistema romeno, considerando le loro performance e la loro esperienza maturate in un ambiente competitivo, che possono essere utili a un paese in sviluppo come la Romania.
“Spero che, insieme, imparando gli uni dagli altri e lavorando insieme, possiamo fare meglio per questo paese e per tutti noi”, ha concluso Nicușor Dan al Gala RePatriot. L’evento riunisce, da nove edizioni, centinaia di imprenditori, manager e professionisti romeni dall’estero, selezionati per i risultati ottenuti, il contributo e l’impatto nei paesi in cui vivono e svolgono la loro attività.