Animest.21 – 21 anni di animazione
Incentrata sul tema della natura, l'edizione di quest'anno del festival Animest esplora il nostro rapporto con l'ambiente e con la natura umana, in un momento in cui l'animazione romena sta diversificando sempre più le proprie voci, i temi trattati e le tecniche utilizzate.
Corina Sabău, 17.10.2026, 07:00
Giunto alla sua 21ª edizione, il Festival Internazionale del Film d’Animazione Animest si è concluso l’11 ottobre, dopo dieci giorni di proiezioni, concorsi e incontri dedicati all’animazione. Nel corso di due decenni, Animest è cresciuto insieme al suo pubblico. Alcuni degli spettatori delle prime edizioni oggi hanno partecipato al festival insieme ai propri figli, mentre le nuove generazioni scoprono l’animazione al di là dell’idea che sia destinata solo ai più piccoli.
Ligia Soare, responsabile delle relazioni internazionali e curatrice del festival, fa parte del team di Animest sin dall’inizio, dal 2006 e ha dichiarato: “Se penso al pubblico, è davvero bello organizzare un festival che vanta così tante edizioni, perché si vede come il pubblico cresca insieme al festival. Coloro che all’inizio erano volontari o venivano all’Animest quando erano bambini, oggi tornano con i propri figli. Abbiamo anche spettatori che vengono appositamente per il festival da fuori Bucarest, ma anche moltissimi studenti. Del resto, quando abbiamo scelto il periodo in cui organizzare Animest, volevamo che gli studenti fossero già a Bucarest. E, in effetti, rappresentano una parte importante del nostro pubblico.”
Insieme al pubblico è cambiata anche l’offerta. Il festival si è svolto nell’arco di dieci giorni e due fine settimana, con film ed eventi per diverse fasce d’età – dai programmi dedicati ai bambini alle proiezioni riservate esclusivamente agli adulti. Nel 2026, il tema generale del festival è stato la NATURA. La scelta, tuttavia, non si riferisce solo all’ambiente, all’ecologia o ai cambiamenti climatici. Gli organizzatori hanno esteso il tema alla natura umana e al modo in cui i creatori di animazione parlano di interiorità, emozioni, paure e vulnerabilità. Laura Ducu Stamatescu, responsabile della comunicazione presso Animest ha detto: “Quando parliamo di natura, ci riferiamo ovviamente all’ambiente circostante, ma anche alla natura umana. Negli ultimi anni, e forse quest’anno più che mai, abbiamo notato che sempre più creatori esplorano il mondo interiore, la psiche e i nostri meccanismi interiori. La natura umana è così diventata un tema sempre più presente nell’animazione.”
Il tema ha anche una componente pratica. Il team del festival affronta il tema della sostenibilità non solo attraverso i film selezionati, ma anche attraverso il modo in cui viene organizzato un evento internazionale della durata di dieci giorni. Animest ha aderito a un’iniziativa europea attraverso la quale i festival monitorano il proprio consumo di risorse e cercano di ridurre il proprio impatto ambientale – dal trasporto degli ospiti ai materiali e alle risorse utilizzate durante gli eventi.
Ma uno dei cambiamenti più evidenti avvenuti negli oltre due decenni di esistenza del festival è l’evoluzione dell’animazione romena. Nelle prime edizioni c’erano poche produzioni locali e un unico autore poteva occuparsi della regia, della sceneggiatura, dell’animazione e di altre fasi della realizzazione del film. Oggi, molte delle produzioni sono realizzate da team più numerosi, nascono coproduzioni internazionali e nella selezione si incontrano studenti, professionisti e artisti che si avvicinano all’animazione provenendo da altri settori. L’edizione di quest’anno ha presentato dieci cortometraggi nella sezione competitiva romena, tutti in anteprima nazionale. La loro diversità rende difficile definire un unico “marchio” dell’animazione romena. Ligia Soare ha detto: “Non so se esista un’etichetta che si possa apporre e dire: “Questa è l’animazione romena”. E credo che sia una cosa positiva, perché dimostra la diversità di temi, tecniche ed esperienze. Nel concorso nazionale per cortometraggi non ritroviamo sempre gli stessi autori. Ci sono, naturalmente, anche creatori che tornano, magari ogni anno o una volta ogni due o tre anni, perché la realizzazione di un film d’animazione richiede tempo, è costosa e comporta, spesso, una squadra numerosa.”
Lo sviluppo della produzione romena è accompagnato anche da una posta in gioco internazionale. Dal 2017, Animest fa parte del circuito dei festival che garantiscono l’eleggibilità agli Oscar. Per l’animazione romena, questa opportunità è tanto più importante in quanto può aprire una via verso la visibilità internazionale per film che non dispongono dei budget o del circuito festivaliero delle grandi produzioni. E questa trasformazione può essere osservata proprio nella storia di Animest: dalle poche animazioni romene agli esordi del festival, a un concorso nazionale e ai film realizzati oggi da team di animatori, registi, montatori e tecnici del suono. Dopo 21 edizioni, Animest è quindi anche un indicatore di come sia cambiata l’animazione in Romania: il pubblico è cresciuto, i creatori si sono diversificati e i film romeni godono di una visibilità internazionale che era difficile immaginare agli inizi del festival.