La Repubblica di Moldova, partner nel programma SAFE
La Romania e la confinante Repubblica di Moldova (ex sovietica, a maggioranza romenofona) stanno consolidando il loro partenariato nel settore della difesa.
Bogdan Matei, 03.11.2026, 11:14
La Romania e la Repubblica di Moldova hanno firmato lunedì, per la prima volta, un partenariato militare nell’ambito del programma europeo SAFE, che mira a rafforzare le capacità di difesa degli stati membri dell’Unione europea e dei partner, attraverso il finanziamento degli investimenti e la promozione degli acquisti congiunti di equipaggiamenti militari. Il documento, osservano i media a Bucarest, rafforza le relazioni tra i due stati nel settore della difesa. I loro eserciti acquisteranno congiuntamente veicoli militari prodotti dall’azienda italiana IVECO a Petrești, nella provincia di Dâmbovița, nel sud della Romania.
Per il primo ministro Luca Niculescu, questo significa investimenti e posti di lavoro nel paese. Il ministro della Difesa, Radu Oprea, aggiunge che l’esercito romeno riceverà quasi 3.000 veicoli di questo tipo, mentre alla Repubblica di Moldova ne sono destinati 62. Il ministro della Difesa del governo filoccidentale di Chișinău, Anatolie Nosatîi, precisa che tutti i camion che saranno acquistati e consegnati sulla base di questo accordo contribuiranno allo sviluppo delle capacità logistiche e operative delle truppe della Repubblica di Moldova. Inoltre, la cooperazione nell’ambito di questo processo faciliterà l’avvicinamento degli standard e il rafforzamento dell’interoperabilità tra i due eserciti, afferma il ministro. “Sono camion che desideriamo, per sostituire i vecchi modelli ereditati dall’esercito sovietico”, ha aggiunto Nosatîi.
Il premier romeno ha ricordato che, nel corso dei recenti colloqui con il suo omologo Vasile Tofan, è stata affrontata anche la possibilità di sviluppare programmi congiunti di difesa contro i droni. Lo spazio aereo di entrambi gli stati viene violato sempre più frequentemente da droni, il più probabilmente lanciati dall’esercito russo invasore, nel contesto della guerra in Ucraina. Nosatîi ha dichiarato che le autorità di Chișinău hanno compiuto progressi nel rilevamento delle minacce aeree, ma che sono necessari sistemi che consentano anche di intercettarle. La difesa di uno spazio aereo che si estende lungo una frontiera di 1.222 chilometri con l’Ucraina non può essere garantita semplicemente installando mitragliatrici a intervalli regolari, riconosce il ministro.
Gli analisti ricordano che la Repubblica di Moldova dispone, in ogni caso, di uno degli eserciti meno numerosi e meno equipaggiati al mondo. Inoltre, secondo l’articolo 11 della Costituzione, adottata nel 1994 e considerata da molti ormai anacronistica, è uno stato neutrale. Ciò significa che non può aderire ad alcuna alleanza militare e non consente il dispiegamento di truppe straniere sul proprio territorio. Per di più, l’opinione pubblica, pur sostenendo a maggioranza l’integrazione nell’Unione europea, continua a mostrarsi molto reticente nei confronti della NATO, una conseguenza dell’indottrinamento sovietico durante mezzo secolo di occupazione. In queste condizioni, il partenariato con la Romania può rivelarsi vitale.