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Coordinamento politico nel sud-est europeo

Organizzata a pochi giorni dal vertice straordinario della NATO che ha avuto luogo a Bruxelles, la settimana scorsa, la riunione svoltasi ieri a Sofia dei capi di governo degli stati alleati dell’Europa sud-orientale ha puntato sulla situazione generata dalla guerra in Ucraina. I premier di Romania, Bulgaria, Macedonia del Nord e Montenegro hanno esaminato il modo in cui l’invasione russa influirà sulla sicurezza regionale a breve, medio e lungo termine, nonché la modalità di consolidamento della cooperazione e del coordinamento nel Europa sud-orientale. “La scelta di Mosca di iniziare la guerra contro l’Ucraina ha gravemente danneggiato l’ambiente di sicurezza nelle regioni del Mar Nero e nel sud-est europeo”, ha affermato il premier romeno, Nicolae Ciucă.



“Abbiamo bisogno di una difesa più forte, per una deterrenza più efficace, ma anche di una maggiore resilienza della società e dell’infrastruttura, per una sicurezza migliore. Abbiamo preso atto dell’atteggiamento e dell’influenza russa maligna nella regione. Abbiamo deciso di farle fronte aumentando il livello di resilienza. Ciò vuol dire diminuire la nostra dipendenza energetica dalla Russia, contrastare le fake news russe, aumentare la protezione cibernetica e intensificare l’interscambio commerciale tra di noi”, ha precisato il premier: “Consideriamo la Russia la principale minaccia alla sicurezza della nostra zona e, per questo, dobbiamo cooperare efficacemente sia dal punto di vista dell’infrastruttura, che nel consolidamento della difesa cibernetica. Abbiamo deciso di aumentare la nostra influenza nella zona, di diminuire la nostra dipendenza energetica dalla Russia e di aumentare la nostra indipendenza energetica.”



Si è inoltre discusso delle truppe che contribuiranno alla creazione sul territorio romeno e bulgaro di due gruppi tattici della NATO, come è stato deciso al recente vertice dell’Alleanza, ma anche delle modalità per garantire la sicurezza alimentare della regione, nel contesto in cui la Russia e l’Ucraina sono grandi produttrici ed esportatrici di cereali. I quattro premier hanno stabilito un incontro tra i ministri dell’Agricoltura dei loro Paesi al fine di individuare politiche comuni di cooperazione.



Allo stesso tempo, il premier Nicolae Ciucă ha ringraziato il Governo di Sofia per l’impegno a portare a compimento l’interconnessione Bulgaria – Grecia, sottolineando l’importanza di garantire le risorse di gas naturale, necessarie anche per la produzione dei concimi chimici: “Abbiamo ricevuto garanzie che tutti questi lavori saranno portati a compimento quest’estate, a giugno, e poi seguiranno i test, di modo che quest’autunno possiamo beneficiare del transito di gas liquefatto che può essere alimentato nel porto Alexandroupolis, in Grecia.” A Sofia, il premier Nicolae Ciucă ha inoltre ricordato che la Romania, la Bulgaria, il Montenegro e la Macedonia del Nord vantano una ricca tradizione di cooperazione regionale che — ha dato assicurazioni il premier — utilizzeranno anche stavolta per dare una risposta solida ai problemi di sicurezza apparsi nella zona.

Coordinamento politico nel sud-est europeo
Coordinamento politico nel sud-est europeo

, 29.03.2022, 13:33

Organizzata a pochi giorni dal vertice straordinario della NATO che ha avuto luogo a Bruxelles, la settimana scorsa, la riunione svoltasi ieri a Sofia dei capi di governo degli stati alleati dell’Europa sud-orientale ha puntato sulla situazione generata dalla guerra in Ucraina. I premier di Romania, Bulgaria, Macedonia del Nord e Montenegro hanno esaminato il modo in cui l’invasione russa influirà sulla sicurezza regionale a breve, medio e lungo termine, nonché la modalità di consolidamento della cooperazione e del coordinamento nel Europa sud-orientale. “La scelta di Mosca di iniziare la guerra contro l’Ucraina ha gravemente danneggiato l’ambiente di sicurezza nelle regioni del Mar Nero e nel sud-est europeo”, ha affermato il premier romeno, Nicolae Ciucă.



“Abbiamo bisogno di una difesa più forte, per una deterrenza più efficace, ma anche di una maggiore resilienza della società e dell’infrastruttura, per una sicurezza migliore. Abbiamo preso atto dell’atteggiamento e dell’influenza russa maligna nella regione. Abbiamo deciso di farle fronte aumentando il livello di resilienza. Ciò vuol dire diminuire la nostra dipendenza energetica dalla Russia, contrastare le fake news russe, aumentare la protezione cibernetica e intensificare l’interscambio commerciale tra di noi”, ha precisato il premier: “Consideriamo la Russia la principale minaccia alla sicurezza della nostra zona e, per questo, dobbiamo cooperare efficacemente sia dal punto di vista dell’infrastruttura, che nel consolidamento della difesa cibernetica. Abbiamo deciso di aumentare la nostra influenza nella zona, di diminuire la nostra dipendenza energetica dalla Russia e di aumentare la nostra indipendenza energetica.”



Si è inoltre discusso delle truppe che contribuiranno alla creazione sul territorio romeno e bulgaro di due gruppi tattici della NATO, come è stato deciso al recente vertice dell’Alleanza, ma anche delle modalità per garantire la sicurezza alimentare della regione, nel contesto in cui la Russia e l’Ucraina sono grandi produttrici ed esportatrici di cereali. I quattro premier hanno stabilito un incontro tra i ministri dell’Agricoltura dei loro Paesi al fine di individuare politiche comuni di cooperazione.



Allo stesso tempo, il premier Nicolae Ciucă ha ringraziato il Governo di Sofia per l’impegno a portare a compimento l’interconnessione Bulgaria – Grecia, sottolineando l’importanza di garantire le risorse di gas naturale, necessarie anche per la produzione dei concimi chimici: “Abbiamo ricevuto garanzie che tutti questi lavori saranno portati a compimento quest’estate, a giugno, e poi seguiranno i test, di modo che quest’autunno possiamo beneficiare del transito di gas liquefatto che può essere alimentato nel porto Alexandroupolis, in Grecia.” A Sofia, il premier Nicolae Ciucă ha inoltre ricordato che la Romania, la Bulgaria, il Montenegro e la Macedonia del Nord vantano una ricca tradizione di cooperazione regionale che — ha dato assicurazioni il premier — utilizzeranno anche stavolta per dare una risposta solida ai problemi di sicurezza apparsi nella zona.

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