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Il Club sportivo delle arti

Vi invitiamo ad accompagnarci in un'istituzione culturale privata, aperta nel 2018: il Museo di Arte Recente di Bucarest (MARe). Da maggio ospita la mostra Lo sport nell'arte romena dal 1900 ad oggi, presentata dallo storico dell'arte Erwin Kessler.

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, 13.07.2021, 10:15

Vi invitiamo ad accompagnarci in un’istituzione culturale privata, aperta nel 2018: il Museo di Arte Recente di Bucarest (MARe). Da maggio ospita Lo sport nell’arte romena dal 1900 ad oggi, una mostra inedita, che ci viene presentata dallo storico dell’arte Erwin Kessler, direttore e fondatore del Museo. La mostra, che ripercorre il panorama molto variegato dell’interesse artistico per lo sport e l’educazione fisica nella cultura visiva del nostro Paese, raccoglie 53 opere firmate da 48 artisti romeni (pittura, disegno, scultura, fotografia, video, installazione), provenienti dalle collezioni di 12 musei del Paese, il MARe compreso, nove collezioni private e quattro gallerie d’arte, spiega Erwin Kessler. Si tratta della più estesa collaborazione che abbiamo svolto fino ad oggi. Tra le opere esposte si annoverano alcune incluse nel patrimonio nazionale, e portarle al Museo di Arte Recente è stato per noi uno sforzo enorme. La mostra abbraccia un ampio periodo, dal 1900 al 2021. L’abbiamo preparata in circa 14 mesi e ad un certo punto mi sono reso conto che ci sarebbe stata una sovrapposizione quest’anno tra due eventi sportivi, le Olimpiadi e gli Europei di calcio. E abbiamo pensato che se la Romania non è più comunque una forza sportiva, era bene mostrare quali risultati ha ottenuto la società romena nello sport nel secolo scorso, spiega Erwin Kessler.

Un’associazione meno comune tra arte e sport, quindi. Sinceramente sono rimasti tutti sorpresi. Sembra una contraddizione: perché occuparsi di sport quando ci si occupa di arte? Ebbene, l’arte si è occupata dello sport, il che chiunque può vedere anche senza venire alla mostra – perché abbiamo fatto anche un catalogo, un catalogo molto speciale come aspetto. È uno stadio, dove non ci sono solo foto, ma anche introduzioni alla storia dell’arte romena legata allo sport. È istruttivo per capire un intero processo che inizia verso la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, quando, con l’arte, elemento essenziale nello sviluppo della società romena, i primi club sportivi cominciavano ad acquisire anche maggiore visibilità. Arte e sport sono nella stessa barca della modernizzazione. Queste sono virtù, aggiunge il nostro ospite.

Tra gli artisti famosi che hanno rispecchiato i campi sportivi d’élite, Erwin Kessler ha citato Ştefan Luchian, Nicolae Grigorescu, riferendosi all’equitazione – ma anche Victor Brauner o Hans Mattis-Teutsch, con riguardo al pugilato. La mostra illustra anche la seconda metà del Novecento, quando gli artisti che riflettono lo sport nell’arte sono più dipendenti dalla propaganda comunista. Dopo il 1989, i giovani artisti in particolare, artisti critici, vedono improvvisamente lo sport in una luce completamente diversa, ed è ciò che mette in risalto la nostra mostra. Un approccio che trasforma lo sport da virtù in vizio nell’era comunista, che manipola lo sport – tutto ciò è una questione di coscienza oltre che di pratiche di educazione fisica. La critica diventa una leva nelle mani dei giovani artisti, nell’abolire gli elementi positivi dello sport. La seconda ala della nostra mostra, dedicata al dopo-1989, è illuminante a questo proposito: lavori duri, che mostrano la commercializzazione dello sport, dice ancora Erwin Kessler, presentando alcune delle opere più provocatorie. Tra le opere più provocatorie che presentiamo, potrei parlarvi di una raccolta davvero eccezionale e, finora, inedita. Contiene tutte le tessere di legittimazione di Gheorghe Dinu, ex Stephan Roll, sportivo di sinistra dal periodo tra le due guerre. Sorprendiamo il percorso di questa avanguardia con le tessere, che sono carte borghesi, fino a quelle dei circoli comunisti. Ciò mostra una certa continuità ideologica: lo sport propugnato dalle avanguardie è uno sport che prepara il corpo dell’artista-atleta al confronto vero, quello con la polizia, per l’attuazione della rivoluzione. Questo è l’aspetto essenziale della preparazione sportiva delle avanguardie: la capacità di resistere alla repressione, di preparare un corpo valido alla rivoluzione proletaria. È un pezzo importante che può passare inosservato, ma storicamente è molto evocativo, aggiunge Erwin Kessler, che prosegue con altri dettagli.

Nell’arte contemporanea, direi che uno dei pezzi più forti che abbiamo è il film del 1977 di Ion Grigorescu, che si chiama Boxing. Un film d’artista, con attrezzature in gran parte realizzate dall’artista stesso, un film estremamente robusto, in cui l’artista è picchiato dalla propria ombra. E’ stato girato contemporaneamente in due ipostasi, che si sovrappongono. Prima del 1977, quest’idea di aver paura della propria ombra era un fenomeno diffuso nella società comunista. Come arte contemporanea, credo che meriti attenzione uno dei dipinti più interessanti che presentiamo – Palestra di Ştefan Constantinescu, ritratto da una foto ritrovata negli anni ’80. Una palestra tipicamente comunista, dipinta negli anni ’90, una stanza come una cattedrale dedicata alle nuove pratiche semireligiose, in cui i giovani praticano sport allineati come per distaccamenti. E parlerei ancora di un’opera molto interessante, questa volta tratta da una collezione privata – un pugile di Hans Mattis-Teutsch, un’opera straordinaria degli anni Cinquanta, in cui l’artista cerca di far convivere sia il carattere elitario degli sport tra le due guerre, e abbiamo un pugile dai pantaloncini quasi inamidati, che virtù proletarie, conclude il nostro ospite.

La mostra Lo sport nell’arte romena dal 1900 ad oggi rimarrà aperta presso il Museo di Arte Recente di Bucarest (MARe) fino al 19 settembre.

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