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L’Ospedale Filantropia di Bucarest

Se l'Ospedale Colțea, la prima clinica di Bucarest, venne costruito nel 1704 dal boiardo Mihai Cantacuzino, 100 anni dopo veniva aperta la prima struttura sanitaria moderna, chiamata Filantropia, in quanto destinata principalmente ai bisognosi.

L’Ospedale Filantropia di Bucarest
L’Ospedale Filantropia di Bucarest

, 10.05.2021, 16:54

Se l’Ospedale Colțea, la prima clinica di Bucarest, venne costruito nel 1704 dal boiardo Mihai Cantacuzino, 100 anni dopo veniva aperta la prima struttura sanitaria moderna, chiamata suggestivamente Filantropia, in quanto destinata principalmente ai bisognosi. Gli edifici che ospitano oggi la più antica maternità di Bucarest e uno dei più importanti centri di ostetricia e ginecologia sono anche tra i punti di riferimento architettonici della capitale romena. La nascita dell’Ospedale Filantropia è legata a un medico che studiò nell’Occidente, desideroso di contribuire alla creazione di una nuova Romania, spiega lo storico Adrian Majuru.

Intorno al 1800, il medico Constantin Caracaş, di origini aromene, tornava dopo gli studi compiuti nell’Occidente, nel principato della Valacchia, all’epoca sotto la sovranità ottomana. Quindi Bucarest era una città quasi orientale. La parola strada non esisteva nemmeno nel vocabolario dei cittadini, e di termini medici non se ne parlava. C’era, tuttavia, una nobiltà riformatrice che non esitò a impegnare i propri beni per aiutare a costruire un paese moderno, un progetto che includeva anche una rudimentale riforma sanitaria. Attraverso piccoli progetti, questa minoranza sociale spianò la strada all’attuazione del grande progetto finale, vale a dire la modernizzazione della Romania. Furono questi stessi boiardi riformatori che aiutarono il medico Constantin Caracaș a creare l’ospedale chiamato Filantropia, che significa amore per le persone. Nominato medico capo della città di Bucarest nel 1804, Caracaș si impegnò ad avviare i lavori di costruzione dell’ospedale. Eretto tra il 1811 e il 1815, fu ricostruito nel 1816, sul modello degli ospedali viennesi, concepito come un insieme di padiglioni circondati da un giardino, come lo è oggi. Nel 1817, lo stesso medico stabilì anche le normative moderne che regolavano l’organizzazione e il funzionamento degli ospedali. La costruzione di Filantropia fu possibile grazie ad una sottoscrizione pubblica lanciata nel 1810. Il progetto beneficiava anche del supporto finanziario e logistico del boiardo Grigore Băleanu, che, oltre al denaro, fornì anche i terreni e i materiali da costruzione. All’edificazione dell’ospedale contribuì anche il generale russo Kutuzov, che durante la guerra russo-turca amministrava i Principati romeni, spiega Adrian Majuru.

La nuova struttura sanitaria venne eretta in un luogo all’epoca alla periferia della città, molto vicino alla barriera nord. Più tardi, un intero sobborgo sorse dietro l’ospedale. Era una mahala, un termine usato per designare un quartiere marginale e povero, di dubbia reputazione. A parte l’ospedale Filantropia, poche cose ricordano ancora il lontano passato di questo luogo, che non mancava di fascino e che via via si sviluppò, aggiunge Adrian Majuru.

Quando Constatin Caracaș iniziò il suo progetto, questa parte della città era disabitata. C’erano solo una fontana, che il principe Mavrogheni aveva costruito una ventina d’anni prima della comparsa dell’ospedale, e una chiesa eretta dallo stesso principe di cui reca il nome. Intorno al 1833, dopo la costruzione dell’ospedale, venne allestito anche il primo tratto dell’odierno Viale Kiseleff. All’epoca si trovava alla periferia della città, ed era concepito per passeggiate e relax. La parte abitata della mahala, che si estendeva un po’ più lontano da lì, si era sviluppata intorno a una locanda, dove alloggiavano i mercanti dei villaggi circostanti. Nell’attuale Piazza della Vittoria, all’epoca c’era una delle barriere della città, dove i mercanti venivano controllati e ricevevano l’autorizzazione a vendere i loro prodotti al mercato che si trovava in prossimità. Prima della Grande Guerra, questo era un mezzo per controllare in un modo o nell’altro il transito della popolazione attraverso Bucarest, dice ancora lo storico, ricordando che, quando Constantin Caracaș avviò il suo progetto, c’erano altri due ospedali a Bucarest: Colțea e Sfântul Pantelimon (San Pantaleone).

L’Ospedale Filantropia fa parte della prima generazione di strutture sanitarie moderne a Bucarest. Dal 1832, fu gestito dall’Amministrazione degli Ospedali Civili. Questa grande entità, gestita privatamente e che ai giorni nostri sembrerebbe un’ong, era nata molto prima della comparsa del Ministero della Salute, creato dopo la Grande Guerra. Riuniva tre ospedali: Colțea, Pantelimon e Filantropia. Non si trattava solo degli ospedali, ma anche di proprietà donate: campi agricoli, petroliferi o foreste. Alcune di queste proprietà si trovavano a Bucarest e venivano affittate. Erano quindi tutte importanti fonti di reddito, oltre a quelle derivanti dai servizi medici forniti, conclude lo storico Adrian Majuru.

Dalla fine dell’Ottocento, Filantropia è diventata maternità. Il nuovo edificio fu eretto tra il 1881 e il 1883, periodo al quale risale anche l’architettura del padiglione centrale. Le aggiunte e le modifiche apportate nel tempo hanno completato l’architettura attuale. Nel 1891 vi fu creata anche una scuola per infermiere specializzate in ostetricia e ginecologia e negli anni ’20 Filantropia divenne un’azienda ospedaliera universitaria. Durante il regime comunista, le sue proprietà vennero nazionalizzate, quindi effettivamente perse, ma le sue prestazioni mediche sono andate avanti fino ai nostri giorni.

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