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Aida Vrioni, la prima donna giornalista in Romania

La modernizzazione della Romania, iniziata nella seconda metà dell'Ottocento, andò di passo veloce fino all'avvicinarsi della Grande Guerra, trasformandosi nel periodo tra le due guerre in una sincronizzazione culturale con l'Occidente.

Aida Vrioni, la prima donna giornalista in Romania
Aida Vrioni, la prima donna giornalista in Romania

, 08.07.2022, 14:39

La modernizzazione della Romania, iniziata nella seconda metà dell’Ottocento, andò di passo veloce fino all’avvicinarsi della Grande Guerra, trasformandosi nel periodo tra le due guerre in una sincronizzazione culturale con l’Occidente, grazie anche a una generazione di intellettuali eccezionali. Tra questi spicca Aida Vrioni, considerata la prima giornalista professionista della Romania. Di suo vero nome Maria Mateescu, nacque nell’ottobre del 1880 nella città di Ploiești, a una sessantina di chilometri a nord di Bucarest.

Iniziò a scrivere articoli sulla rivista Aurora creata nella città natale da lei stessa insieme al fratello. Tra il 1898 e il 1904, pubblicò articoli e cronache letterarie in diversi giornali e riviste di Bucarest, come Dimineața, Adevărul literar și artistic, Rampa ecc. Nel 1904, il grande giornalista Constantin Mille le offrì un posto fisso nella redazione del quotidiano Adevărul e così la giovane diventò la prima giornalista professionista in Romania. Durante il periodo compreso tra le due guerre, si distinse anche come scrittrice, drammaturga e attivista nelle fiorenti organizzazioni femminili dell’epoca. Lavorò a lungo per Revista scriitoarei, che nel 1929 divenne Revista scriitoarelor și scriitorilor din România, che Aida Vrioni diresse dal 1931 fino alla cessazione dell’attività nel 1943. I suoi testi sono stati recuperati e pubblicati in raccolte, grazie all’impegno di Monica Negru, ricercatrice presso l’Archivio Nazionale della Romania, che ci offre maggiori dettagli.

Aida Vrioni fu una delle leader del movimento femminista dell’epoca. Da membro di diverse associazioni femministe, ebbe parecchie iniziative. Propose e organizzò i primi concorsi letterari per i debuttanti, con l’obiettivo dichiarato di aiutarli economicamente e convincerli a scrivere e pubblicare i loro testi. Quindi, direi che i suoi approcci culturali sono stati vasti e diversificati. Quanto ai suoi articoli pubblicati su Revista Scriitoarei e altrove, sono altrettanto diversi. Ha scritto cronache, articoli dedicati ad eventi o località in diverse regioni del Paese. Ad esempio, ha scritto di Bucarest, Costanza o Sinaia, dove aveva anche una casa, spiega Monica Negru.

Aida Vrioni ha quindi unito giornalismo, drammaturgia, prosa, letteratura di viaggio e femminismo. La sua frenetica attività le è valsa il meritato riconoscimento dell’intellettualità interbellica. Tuttavia, i suoi meriti sono entrati in un cono d’ombra, soprattutto dopo la scomparsa della Revista scriitoarelor și scriitorilor, afferma Monica Negru. La rivista era diretta da Aida Vrioni, che invitava costantemente i suoi collaboratori a scrivere e pubblicare contenuti. Lei stessa ha pubblicato i suoi scritti nelle sue pagine, ma ha anche sostenuto finanziariamente la rivista, esortando anche i suoi amici e conoscenti ad abbonarsi. Nel 1943 la redazione chiuse i battenti, probabilmente perché Aida Vrioni non era più riuscita a trovare i soldi necessari. Ma ha continuato a scrivere per altre pubblicazioni di quei tempi. Aida Vrioni era conosciuta e apprezzata dai colleghi. Ha anche scritto due romanzi e un volume di saggi, oltre ad articoli di stampa. Poi è stata completamente dimenticata. I suoi scritti sono stati abbandonati negli archivi e perduti nel tempo, spiega ancora la nostra ospite.

Alla fine della seconda guerra mondiale, pur malata, Aida Vrioni continuò ad essere attiva. Tenne un diario personale, nonostante uno spasmo cerebrale che la lasciò semiparalizzata fino alla morte avvenuta nel 1954. Oggi, il lavoro di Aida Vrioni sta riconquistando l’attenzione dei lettori, attraverso raccolte di articoli e volumi di memorie curati da Monica Negru, a seguito delle sue ricerche agli Archivi Nazionali.

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