Moody’s, sul deficit di bilancio in Romania
Secondo Moody’s, la Romania può ridurre il deficit di bilancio se attua i pacchetti di misure fiscali annunciati dal Governo.
Sorin Iordan, 11.07.2025, 11:02
Le misure fiscali recentemente assunte dal Governo romeno rappresentano “un passo importante” verso l’equilibrio di bilancio, afferma l’agenzia internazionale di rating Moody’s. Tuttavia, l’agenzia avverte che qualsiasi deviazione dal piano potrebbe compromettere gli sforzi di stabilizzazione e potrebbe portare a un declassamento del rating sovrano del paese, che attualmente rimane con “prospettiva stabile”. Pertanto, se tutti e tre i pacchetti di misure annunciati dal primo ministro Ilie Bolojan saranno attuati integralmente, il disavanzo fiscale della Romania potrebbe raggiungere il 7,8% del PIL alla fine di quest’anno e il 6,1% nel 2026.
Nel rapporto pubblicato, Moody’s sottolinea che l’Esecutivo di Bucarest dovrebbe ridurre il deficit e rallentare la crescita del debito pubblico più rapidamente rispetto alle previsioni precedenti. Secondo l’analisi, il pacchetto fiscale assunto questa settimana genererà un consolidamento di circa lo 0,6% del PIL per il 2025, con un contributo significativo derivante dall’aumento delle aliquote dell’IVA a partire dal 1° agosto, data dalla quale cresceranno anche le accise su carburanti, alcol e tabacco.
Per il 2026, Moody’s stima un consolidamento di bilancio di circa il 3% del PIL, come effetto cumulativo delle misure adottate nel 2025 e di quelle che entreranno in vigore dal 2026. Il premier Ilie Bolojan ha spiegato che il secondo pacchetto di misure, previsto per il 1° gennaio 2026, conterrà disposizioni relative alle pensioni speciali, alla lotta contro l’evasione fiscale, nonché alla riforma delle aziende statali e dell’amministrazione pubblica, sia centrale che locale.
“Parliamo della riforma delle pensioni speciali attraverso l’eliminazione delle eccezioni, il calcolo corretto delle pensioni e il pensionamento all’età generale. La riforma delle aziende statali e degli enti autonomi: ristruttureremo le autorità autonome come ASF (l’Autorità di Vigilanza Finanziaria), ANCOM (l’Autorità Nazionale di Gestione e Regolamentazione delle Comunicazioni) e ANRE (l’Autorità Nazionale di Regolamentazione nell’Energia). Ridurremo il numero dei membri e le indennità nei consigli di amministrazione e renderemo trasparenti le attività e i contratti. La riforma dell’amministrazione centrale e locale avverrà ridimensionando l’apparato statale, tramite decentramento e digitalizzazione, combattendo l’evasione fiscale e le frodi con fondi pubblici, attraverso modifiche legislative e accelerando l’accesso ai fondi europei e organizzando in base alle priorità gli investimenti con impatto diretto sullo sviluppo”, ha dichiarato Ilie Bolojan.
I tagli alla spesa e le ottimizzazioni fiscali decise dal governo hanno suscitato il malcontento dei sindacati di quasi tutti i settori economici. Da giorni, i sindacalisti organizzano proteste per esprimere la loro preoccupazione riguardo agli effetti negativi che le misure fiscali avranno sul potere d’acquisto, avvertendo che potrebbero anche ricorrere a scioperi generali, se la loro posizione non sarà presa in considerazione dal governo.
In questo contesto, l’opposizione parlamentare ha presentato una mozione di sfiducia contro il governo guidato da Ilie Bolojan. Il documento, presentato in plenaria, denuncia, tra le altre cose, che le misure assunte dal Governo porteranno alla recessione e al calo del tenore di vita, e che il costo dell’austerità viene scaricato solo sui cittadini romeni. Affinché l’esecutivo venga destituito, la sfiducia deve ottenere la metà più uno dei voti dei senatori e dei deputati, ovvero 233.