Il governo ricorrerà massicciamente a prestiti
Il governo di Bucarest stima di aver bisogno di circa 275 miliardi di lei per coprire il deficit di bilancio.
Roxana Vasile, 29.01.2026, 11:20
Il governo di Bucarest stima che, quest’anno, avrà bisogno di quasi 275 miliardi di lei, pari a circa 55 miliardi di euro, per coprire il deficit di bilancio previsto a superare il 6% del PIL, nonché per rifinanziare il debito pubblico in scadenza quest’anno, pari a 3,25 miliardi di euro. Per questo motivo, il governo di coalizione PNL-PSD-USR-UDMR intende contrarre prestiti per circa 160-170 miliardi di lei sul mercato interno e per quasi 21 miliardi di euro sul mercato esterno, come indica una bozza di decreto governativo.
Secondo il Ministero delle Finanze, iniziatore del documento, il volume stimato sul mercato estero sarà garantito tramite l’emissione di eurobond per un valore di 10 miliardi di euro, mentre il resto proverrà da fondi attratti attraverso prestiti agevolati nell’ambito di programmi dell’Unione Europea come il PNRR e SAFE, da prestiti concessi da istituzioni finanziarie internazionali e da collocamenti privati.
Secondo i dati più recenti di Eurostat, la Romania figura tra i Paesi dell’Unione Europea con gli aumenti più marcati del debito pubblico in rapporto al PIL nell’ultimo anno. Ciò avviene nel contesto in cui, a livello dell’Unione Europea, il debito pubblico ha superato l’82% del Prodotto Interno Lordo, mentre nell’eurozona è salito ad oltre l’88%. Rispetto all’anno precedente, il debito è aumentato sia nell’UE sia nella zona euro, segno che gli aggiustamenti fiscali sono lenti e che la spesa pubblica rimane elevata, spiegano giornalisti economici, secondo i quali il debito pubblico resta una delle maggiori vulnerabilità dell’economia europea.
Le differenze tra gli stati membri sono molto ampie: in Francia, Italia o Spagna il debito pubblico supera di gran lunga il 100% del PIL, mentre all’estremo opposto, in Bulgaria, Estonia o Lussemburgo, si colloca al di sotto del 40% del PIL. In Romania, il debito pubblico è inferiore alla media europea – circa il 59% del Prodotto Interno Lordo – ma è in costante aumento. L’elevato deficit di bilancio, che costringe lo stato a indebitarsi per finanziare le spese correnti e non solo gli investimenti, le spese superiori alle entrate anche in periodi economicamente favorevoli, gli elevati interessi da pagare sui prestiti già contratti e le pressioni inflazionistiche- tutti questi fattori rendono la Romania più vulnerabile, nonostante un debito pubblico più basso rispetto ad altri Paesi.
“Negli ultimi anni, i governi della Romania hanno aumentato il debito pubblico da circa 60 miliardi di euro nel 2015 a circa 200 miliardi di euro oggi”, spiega l’economista Radu Nechita alla testata Digi24. A suo avviso, “la triplicazione del debito in termini nominali è un segno di spreco di bilancio e di irresponsabilità fiscale della classe politica”. I costi di questa politica fiscale si riflettono direttamente sulla vita dei contribuenti e sull’economia privata. L’unico aspetto positivo di questa situazione – afferma l’economista – è che le autorità comprendano che così non si può più andare avanti e che l’obiettivo fiscale minimo debba essere l’equilibrio di bilancio in ogni anno in cui vi sia crescita economica.