Proteste dei docenti e degli studenti
Gli insegnanti e gli studenti hanno protestato per chiedere l’annullamento delle misure di austerità che riguardano l’istruzione, adottate lo scorso anno.
Ştefan Stoica, 26.02.2026, 11:27
Se martedì hanno protestato i sindacati del Ministero dell’Interno, mercoledì è stato il turno degli insegnanti di esprimere in piazza il proprio malcontento. I professori sono stati colpiti dalle prime misure fiscali e di bilancio adottate dal governo con l’obiettivo di ridurre l’eccessivo deficit pubblico. La protesta si è svolta nei pressi della sede della Presidenza, che aveva promesso di discutere con i sindacalisti dell’istruzione i problemi del settore.
I tre sindacati dell’istruzione hanno chiesto, in una lettera aperta rivolta al presidente Nicuşor Dan, l’avvio di un progetto di riforma del sistema educativo che riunisca esperti delle università, degli istituti di ricerca e delle accademie e che, insieme agli organismi competenti e agli attori rilevanti del settore privato, trovi “soluzioni di successo” ai problemi con cui l’istruzione si confronta. I sindacalisti chiedono al presidente di portare all’attenzione della coalizione di governo rivendicazioni come l’abrogazione delle misure considerate anti-educazione adottate lo scorso anno: l’aumento del numero di alunni per classe, l’incremento della carica didattica, la riduzione della tariffa per le lezioni effettuate oltre la carica didattica.
Gli insegnanti chiedono inoltre l’aumento del bilancio destinato all’istruzione e alla ricerca, il riconoscimento dell’importanza della loro attività attraverso un corretto inquadramento nel disegno della nuova legge sulle retribuzioni nel settore pubblico, nonché il mantenimento dell’indennità per il titolo scientifico di dottore di ricerca al livello del 2025. Tra le rivendicazioni figurano anche l’immediato avvio dei concorsi nazionali di ricerca finanziati con fondi interni, il ripristino integrale delle borse di studio per gli studenti, lo sblocco dei saldi delle università per il loro utilizzo nell’attuazione dei progetti europei e nello sviluppo istituzionale, lo sblocco delle assunzioni e l’integrazione dei giovani ottimamente preparati nelle università e nella ricerca.
Secondo la Federazione Nazionale Sindacale “Alma Mater”, la Federazione dei Sindacati Liberi dell’Istruzione e la Federazione dei Sindacati dell’Istruzione “Spiru Haret”, l’attuale coalizione di governo mette in pericolo il settore dell’istruzione e della ricerca scientifica, promuovendo e adottando misure finanziarie e contabili ingiuste e imprudenti, prese – a loro avviso – senza analisi economiche di impatto e senza consultazioni pubbliche o con gli organismi competenti. I sindacati ricordano che l’Istruzione è ufficialmente riconosciuta come parte della sicurezza nazionale.
Il sottofinanziamento cronico non è solo un problema di bilancio, ma diventa una vulnerabilità per la sicurezza dello stato romeno, ritengono i leader dei tre sindacati. Essi affermano che il sistema educativo e quello della ricerca in Romania hanno bisogno di una trasformazione seria, profonda e coerente per migliorare i risultati e diventare competitivi a livello internazionale. Anche gli studenti hanno partecipato alla protesta a Bucarest. Sono delusi dalle misure adottate nell’ultimo anno, tra cui la riduzione delle borse di studio e delle indennità per il trasporto.