Dorina Lazăr, premio alla carriera al Galà dei Premi Gopo
L'attrice Dorina Lazăr è stata insignita del Premio alla carriera durante il Gala dei Premi Gopo 2026. Il riconoscimento celebra una carriera di oltre sei decenni e ruoli che hanno accompagnato momenti significativi della storia del cinema romeno, dalle produzioni popolari degli anni ’80 al cinema d’autore degli anni ’90 e dei primi anni 2000.
Corina Sabău, 19.09.2026, 07:00
L’attrice Dorina Lazăr è stata insignita del Premio alla carriera durante il Gala dei Premi Gopo 2026. Il riconoscimento celebra una carriera di oltre sei decenni e ruoli che hanno accompagnato momenti significativi della storia del cinema romeno, dalle produzioni popolari degli anni ’80 al cinema d’autore degli anni ’90 e dei primi anni 2000.
Laureata all’Istituto di Arte Teatrale e Cinematografica “I.L. Caragiale”, Dorina Lazăr ha esordito sul palcoscenico nel 1961, al Teatro Regionale di Bucarest. Dal 1969 fa parte della compagnia del Teatro Odeon, istituzione alla quale ha legato la maggior parte della sua attività artistica e che ha diretto dal 2003 al 2017. Per questa attività dirigenziale ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere (2012) da parte del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese. Uno dei ruoli più importanti nel cinema rimane quello della tassista Angela Coman nel film Angela merge mai departe / Angela va avanti (1981). Per questo ruolo, Dorina Lazăr ha ricevuto il Premio come migliore attrice assegnato dall’Associazione dei Cineasti di Romania.
A distanza di oltre quattro decenni, il personaggio ritorna in un dialogo cinematografico. Nel film “Nu aștepta prea mult de la sfârșitul lumii / Do Not Expect Too Much from the End of the World” (2023), Radu Jude inserisce frammenti della produzione del 1981 e mette in dialogo il personaggio di Angela Coman con Angela, il personaggio interpretato da Ilinca Manolache, che rivisita molte delle location del film originale. Abbiamo chiesto a Dorina Lazăr se, con l’età e l’esperienza, arrivi anche una maggiore libertà nella recitazione. La sua risposta, però, ha spostato l’attenzione dalla libertà alla vulnerabilità e all’emozione: “Con l’età arriva anche la paura, forse più che quando si è giovani. Da giovani ci si sente forti, invulnerabili; non si ha il timore di essere dimenticati, né la paura di inciampare sul palcoscenico, né la preoccupazione per l’abbigliamento o per il proprio aspetto. Eppure, in qualsiasi fase della carriera, sia l’attore esordiente che quello che si avvicina alla fine del proprio percorso sono tormentati dalle stesse paure e dagli stessi pensieri. È rimasto famoso l’aneddoto su Sarah Bernhardt, che si trovava nel camerino prima di una prima, insieme a una giovane attrice, bella e molto sicura di sé. Vedendola così rilassata, Sarah Bernhardt le chiese se non fosse nervosa, e la giovane le rispose di no. Allora, la grande attrice le rivolse quella battuta ormai famosa: «Quando proverai emozione, allora diventerai un’attrice». Anch’io ho provato grande emozione nel film di Radu Jude. Quando giravo film in gioventù avevo più sicurezza, conoscevo le troupe. Questa volta, però, ho lavorato solo con giovani e non conoscevo nessuno. Ciò che mi ha profondamente colpito è stato il fatto di aver incontrato una troupe straordinariamente preparata da tutti i punti di vista. Mi hanno colpito anche gli attori; persino quello che aveva solo due battute non ha avuto alcuna esitazione. Tutto era stato provato e preparato in modo tale che durante le riprese il risultato fosse perfetto.”
Quando ripensa ai suoi oltre sei decenni di carriera, Dorina Lazăr evita l’idea di momenti decisivi o di ruoli che l’avrebbero “consacrata” in una determinata direzione. Parla piuttosto di un percorso che si è delineato nel tempo, di un’esperienza maturata e della gioia di una vita in cui ha realizzato il suo sogno di diventare attrice: “Che Dio ti conceda una simile opportunità nella vita: lavorare, lavorare senza sosta, eppure non sentire la stanchezza, ma piuttosto avere la sensazione di vivere in un flusso meraviglioso, come una musica. Una vita in cui ascolti Vivaldi. Non credo che un ruolo cambi radicalmente il tuo comportamento, ma, senza dubbio, ci sono momenti chiave che ti segnano. Per me, «L’arte della conversazione», tratto dal testo di Ileana Vulpescu, è stato uno di questi momenti-chiave, soprattutto per l’impatto che ha avuto sul pubblico. Ricordo che dopo lo spettacolo venivano delle mamme con i bambini nel mio camerino e mi dicevano che ciò che avevano visto sul palcoscenico era successo anche a loro. Lo stesso è accaduto con «Năpasta / La Sciagura», l’adattamento cinematografico di Alexa Visarion tratto dall’opera teatrale di I.L. Caragiale. E in età avanzata, Dio mi ha fatto un altro dono. In questo periodo interpreto il ruolo di una scrittrice in uno spettacolo intitolato «Neliniște / Tormento», scritto da Ivan Vîrîpaev e diretto da Bobi Pricop. Tutto ciò che accade in questa pièce, tutto ciò che ha scritto questo autore nato in Russia e diventato cittadino polacco, è incredibilmente stimolante per un attore. In tutta la mia carriera non ho mai interpretato un testo così ricco e così pieno di significati. Lo recitiamo da tre stagioni e, ogni volta che lo rileggo, scopro significati sempre nuovi, nuove interpretazioni, nuove possibilità di recitazione.”
La filmografia di Dorina Lazăr include ruoli in film rappresentativi per diverse fasi della cinematografia romena, tra cui Drumuri în cumpănă (1979, regia: Virgil Calotescu), Stop cadru la masă (1980, regia: Ada Pistiner), Semnul șarpelui (1982, regia: Mircea Veroiu), Liceenii / The Graduates (1986, regia: Nicolae Corjos), Balanța / The Oak (1992, regia: Lucian Pintilie) o Binecuvântată fii, închisoare / Bless you, prison (2002, regia: Nicolae Mărgineanu). Nel 2013, l’attrice torna a interpretare uno dei ruoli protagonisti in București NonStop / Bucharest NonStop, diretto da Dan Chișu, aggiungendo un nuovo tipo di personaggio alla sua galleria di ruoli.