Râmnicu Vâlcea
Râmnicu Vâlcea è il capoluogo della provincia di Vâlcea, sita in Oltenia, in un punto geograficamente quasi centrale della Romania, sulla riva destra del fiume Olt.
Ana-Maria Cononovici, 10.02.2026, 13:19
Nel centro della città si trovano le rovine della corte principesca di Mircea il Vecchio, testimonianza materiale del grande voivoda in questo insediamento; qui firmò il documento che attestava la Provincia di Vâlcea l’8 gennaio 1392, la prima provincia attestata nei documenti. Dell’antica e magnifica fortezza, oggi sono visibili solo le mura che circondano il parco centrale, intitolato a Mircea il Vecchio in onore del voivoda. A Râmnicu Vâlcea, in una villa in stile italiano con uno splendido giardino estivo, si trova il Museo d’Arte “Casa Simian”, costruita nel 1940 e appartenuta alla famiglia Nae e Tița Simian. Il museo ospita opere d’arte di artisti rinomati, come Grigorescu, Tonitza, Storck, Vermont, Ressu, Pallady, Ţuculescu. Di fronte al Museo d’Arte “Casa Simian” si trova la Biblioteca Provinciale “Antim Ivireanul”, che si distingue per la sua architettura unica in Oltenia, con una cupola in vetro colorato alta 35 metri, creata dall’artista Gheorghe Dican, vicepresidente dell’Unione degli Artisti Figurativi della Romania, nato a Râmnicu Vâlcea. La biblioteca custodisce oltre 400.000 volumi tra libri, periodici, documenti grafici e audiovisivi disponibili in diverse lingue di diffusione internazionale. Corina Bedreagă, responsabile delle Pubbliche Relazioni presso la Biblioteca Provinciale Antim Ivireanul, ci ha accolto in questo spazio multiculturale. “La nostra storia inizia nel 1950, con una biblioteca municipale, la cui collezione è cresciuta nel tempo. Questo edificio è nuovo, è stato inaugurato nel 2006. All’epoca ci sono state delle energie creative eccezionali. La collocazione è strategica, perché si trova tra il Museo d’Arte e il Museo di Storia, e a nemmeno 300 metri c’è la chiesa di “Ognissanti”, anch’essa un edificio di patrimonio, dove furono consacrate le bandiere della Rivoluzione del 1848. La nostra istituzione prende il nome dal santo gerarca Antim Ivireanul, che tra il 1705 e il 1708 fu vescovo di Râmnic, periodo in cui qui fu fondata anche una tipografia. La vetrata della Creazione del Mondo, realizzata dal maestro Gheorghe Dican, questa cupola che è un’opera d’arte ha inserito la biblioteca nel turismo culturale”, spiega Corina Bedreagă.
Per gli amanti della natura, a circa 500 metri da questo luogo si trova il Parco Zăvoi (all’uscita verso le Terme di Olanești), uno dei parchi più antichi del paese, noto per essere il luogo in cui l’inno nazionale romeno “Deșteaptă-te, române! / Risvegliati, romeno!” fu cantato per la prima volta il 29 luglio 1848.
Su un lato del parco si trova un hotel-museo d’arte contemporanea, con una collezione di oltre 2.500 opere d’arte contemporanea, tra cui sculture in marmo di grandi e piccole dimensioni, ma anche intere collezioni di quadri di artisti romeni e moldavi, oltre 1.000 artisti partecipanti a Simposi d’Arte Moderna. Ion Sălișteanu, Marin Gherasim, Corneliu Vasilescu, Gheorghe Anghel, Napoleon Tiron sono solo alcuni dei nomi che firmano le opere esposte in questo museo.