Il generale Henri Cihoski
La storia dei romeni è stata scritta anche da stranieri, così come i romeni sono presenti nella storia di altre nazioni. Pur essendo una minoranza numericamente esigua, i polacchi in Romania hanno dato alcuni nomi importanti al paese in cui hanno vissuto.
Steliu Lambru, 10.02.2026, 13:10
Il generale Henri Cihoski, eroe della Prima Guerra Mondiale, fu uno dei polacchi che diedero molto alla Romania. Insieme allo storico Corneliu Andonie, abbiamo ricostruito brevemente la biografia di Cihoski. “Vorrei ricordare una citazione di Nicolae Iorga: “di tutti gli stranieri che questo Paese ha avuto, nessuno ci ha capito, perdonato e amato più di questi idealisti delle rivoluzioni polacche”. Henri Cihoski era di origine polacca. Suo padre, Aleksandr, partecipò alla rivoluzione polacca in Russia, la parte della Polonia occupata dai russi, rivoluzione che ebbe luogo nel 1863. Era un ingegnere, laureato presso l’Università di Varsavia, rifugiato in Romania, accolto con grande gioia dal principe Alexandru Ioan I, che gli concesse anche la cittadinanza romena. Entrò a far parte dell’amministrazione romena e sposò una donna polacca. Henri era il terzo dei cinque figli di questa coppia polacca”, spiega Corneliu Andonie.
Nato nel 1871 a Tecuci, Cihoski si dedicò alla carriera militare. Frequentò le scuole militari per ufficiali di artiglieria e genio e la Scuola Superiore di Guerra di Bucarest. Sposò la figlia di un ricco mercante armeno, dalla quale ebbe una figlia e un figlio. “Fino alla Prima Guerra Mondiale, ottenne una serie di gradi militari, raggiungendo il grado di colonnello all’inizio del conflitto. Partecipò alle battaglie dell’autunno e dell’inverno del 1916. Rimase gravemente ferito alla spina dorsale e fu ricoverato all’ospedale di San Spiridone a Iași per un mese e mezzo. All’inizio della campagna estiva del 1917, fu nominato comandante della 10ª Divisione di Fanteria. In questo incarico, dimostrò le sue notevoli qualità di ufficiale”, aggiunge lo storico.
Dopo la Grande Guerra, Cihoski si avvicinò al mondo politico. “È importante perché, come Ministro della Guerra nel periodo 1928-1930 nel governo di Iuliu Maniu, apportò una serie di cambiamenti positivi all’istituzione dell’esercito. Durante il suo mandato, il nome fu cambiato da Ministero della Guerra a Ministero dell’Esercito nel 1929. Nel 1930 fu elaborata una nuova legge sull’organizzazione dell’esercito, votata dopo la fine del suo mandato. È importante anche perché, come ufficiale del genio, prese l’iniziativa di creare il Monumento del Leone, di fronte al Palazzo Cotroceni, all’ingresso nel quartiere Militari. Istituì diversi sanatori militari e ne migliorò altri. Creò il quarto reggimento nelle divisioni di fanteria. Fino ad allora, e durante la guerra, le divisioni di fanteria avevano avuto tre reggimenti”, precisa il nostro ospite.
Il generale Henri Cihoski apparteneva a una generazione che ha preservato i propri principi e valori anche nella politica. “L’avvenimento che lo fece più conosciuto nel mondo romeno accadde nel 1930, quando l’unificazione della Bessarabia fu celebrata in Parlamento. Il pubblico in Parlamento, all’arrivo in sala di Constantin Stere, il bessarabo che aveva sempre sostenuto, fino all’unificazione della Bessarabia, l’allineamento della Romania con la Germania e l’Austria-Ungheria durante la guerra, lo applaudì. Per questo motivo, tre dei generali di spicco della Prima Guerra Mondiale, il generale Petala, il generale Vasile Rudeanu e il generale Mărdărescu, lasciarono la sala in segno di non accettazione delle ovazioni tributate a Constantin Stere. E poiché Cihoski, in qualità di ministro, non agì in alcun modo contro di loro, fu duramente criticato. Per questo motivo diede le dimissioni. Fu un gesto di grande onore e molto apprezzato”, aggiunge lo storico.
La fine della Seconda Guerra Mondiale non prometteva nulla di buono per la Romania. Paese occupato, non avrebbe beneficiato della ricostruzione della democrazia, ma sarebbe stato gettato nell’oscurità del totalitarismo comunista. L’ex dignitario Henri Cihoski condivise la sorte degli altri dignitari. Corneliu Andonie: “Il 5 maggio 1950 fu arrestato come ex ministro, portato direttamente a Sighet dove, a causa delle condizioni carcerarie e della sua età avanzata – aveva 79 anni – morì dopo 11 giorni. Non fu l’unico in questa situazione tra coloro che vennero uccisi in questo modo durante il regime comunista. E, secondo la prassi dell’epoca, fu semplicemente gettato in una fossa comune”, conclude Corneliu Andone.
Il generale Henri Cihoski fece parte della generazione che creò la Grande Romania e attraversò le due guerre mondiali del XX secolo. Fu testimone della storia e vittima delle sue vicissitudini.