Virgil Madgearu
Il pensiero economico in Romania nella prima metà del XX secolo ebbe nell'economista e sociologo Virgil Madgearu un teorico che si basò sullo sviluppo dell'industria e dell'agricoltura industrializzata.
Steliu Lambru, 21.04.2026, 07:00
Virgil Madgearu era anche noto per aver enunciato la dottrina contadina, che aveva una valenza non solo economica, ma anche politica e culturale. Sia la Romania prima del 1918 che quella successiva, con un territorio e una popolazione raddoppiati, avevano un’ampia percentuale di popolazione rurale impegnata nell’agricoltura. Partendo dalle realtà demografiche, dall’esperienza del funzionamento dello Stato romeno e dalle disfunzioni ereditate, Madgearu delineò un percorso di sviluppo economico in cui il ruolo predominante spettava allo Stato. Nella politica economica internazionale, Madgearu si espresse a favore delle “porte aperte”, ovvero della libera circolazione di capitali e merci tra i paesi, posizione che lo collocava all’epoca a sinistra dello spettro politico. Il 27 novembre 1940, una squadra di legionari prelevò il 53enne Virgil Madgearu dalla sua abitazione, lo portò nella foresta di Snagov, 30 chilometri a nord di Bucarest, dove lo fucilarono.
Virgil Madgearu nacque nel 1887 a Galați nella famiglia di un politico locale e aveva cinque sorelle e tre fratelli. Studiò economia all’Università di Lipsia, in Germania, laureandosi nel 1910. Alla vigilia dell’entrata della Romania nella Prima Guerra Mondiale, nel 1916, divenne professore all’Accademia di Studi Commerciali e Industriali Superiori di Bucarest. La sua opera accademica è molto variegata e spazia dalla filosofia fiscale alla storia economica e al sistema bancario e creditizio, dalla dottrina allo sviluppo dei settori economici, dagli interessi dello Stato alla tutela dei lavoratori e delle altre categorie produttive. La più discussa teoria da lui elaborata fu quella del contadino, esposta nei volumi “Țărănismul / Il contadinismo”, pubblicato nel 1921, “La dottrina contadina” del 1923, “La rivoluzione agraria e l’evoluzione della classe contadina” dello stesso anno, e “Agrarianismo, capitalismo, imperialismo” del 1936. Oltre all’attività didattica e accademica, Madgearu fu anche un prolifico giornalista e autore di commenti economici, politici e di politica economica.
Madgearu non si accontentò solo dell’attività scientifica, giornalistica e didattica, ma fu anche un politico membro del Partito Nazionale Contadino, fondato nel 1926. Uno dei principi cardine del partito era proprio quello di Madgearu, in cui si ritrovarono sia il Partito Contadino della Vecchia Romania guidato da Ion Mihalache, sia il Partito Nazionale Romeno della Transilvania guidato da Iuliu Maniu. Tra il 1928 e il 1933, periodo in cui questo partito governò la Romania, Madgearu fu ministro dell’Industria e del Commercio nel governo presieduto da Iuliu Maniu a partire dal 1929. Durante il governo di Gheorghe G. Mironescu – dal 1930 al 1931 – ricoprì la carica di ministro dell’Agricoltura. Infine, durante il governo di Alexandru Vaida-Voevod, dal 1932, fu ministro dell’Industria e del Commercio.
Ma fu la politica, così com’era intesa e praticata dal fascismo, a causargli la fine. Nella primavera del 1940, fu arrestato dagli organi di Sicurezza e posto agli arresti domiciliari. Nel settembre dello stesso anno, la Guardia di Ferro formò il governo e iniziò una politica di liquidazione degli ex oppositori. Nella notte tra il 26 e il 27 novembre 1940, un gruppo di legionari armati uccise 64 prigionieri politici nel carcere di Jilava, nella zona sud di Bucarest. Il giorno successivo, il 27 novembre 1940, Virgil Madgearu e lo storico Nicolae Iorga subirono la stessa sorte, uccisi dalla stessa squadra legionaria della morte guidata da Traian Boeru.
Dimitrie Paceag era allievo quando conobbe il Movimento Legionario, alla fine degli anni ’30. Nel 2000, rispondendo a una domanda del Centro di Storia Orale della Radiodiffusione Romena riguardo all’assassinio di Virgil Madgearu, Paceag riconobbe che l’aggressione che costò la vita a Madgearu rimane una responsabilità indelebile della Guardia di Ferro. Tuttavia, insistette sul fatto che oggi ancora non si conoscono tutte le circostanze di quanto accaduto allora: “L’assassinio di Iorga e Madgearu è una macchia sul volto del Movimento Legionario. Nel Movimento, chiunque punisse qualcuno, come fu punito Duca, come fu punito Stelescu, come fu punito Călinescu, quelle persone, quei gruppi, si arresero. Invece, per gli assassini di Iorga e Madgearu, commessi dal gruppo di Traian Boeru, quest’ultimo non si arrese. Anzi, ho sentito dire che dopo l’accaduto riuscì a fuggire nel 1941 in Germania, poi nella Repubblica Democratica Tedesca, con tutta la sua famiglia, e visse lì felicemente.”
Virgil Madgearu fu membro dell’Associazione per gli Studi e la Riforma Sociale, membro del Reale Istituto di Scienze Amministrative della Romania, membro della Società Statistica Romena e, dopo la Rivoluzione del 1989, membro postumo dell’Accademia Romena. Fu insignito di diverse onorificenze, sette istituti superiori e università in Romania portano il suo nome e due strade, una a Bucarest e l’altra a Timișoara, sono intitolate a lui.