Frédéric Damé
Filologo, storico, giornalista, etnografo e scrittore, Frédéric Damé lasciò la Francia nel 1872, all'età di 23 anni, e si stabilì prima a Craiova e poi nella capitale romena, Bucarest.
Steliu Lambru, 07.04.2026, 07:00
Frédéric Damé, nato nel 1849 a Tonnerre, nel nord della Francia, fu uno dei francesi che hanno vissuto in Romania nel XIX secolo. Giornalista, storico, filologo e traduttore, giunse in Romania nel 1872, dopo il crollo del Secondo Impero francese, e all’età di 23 anni scelse di trascorrere il resto della sua vita in un nuovo paese. Fu un autore prolifico, soprattutto di testi giornalistici. Uno dei suoi libri più importanti è “Bucarest nel 1906”, recentemente ripubblicato. Da questo libro apprendiamo di una capitale in piena espansione, di un paese lanciato verso la modernizzazione.
Doina Ruști, autrice di romanzi storici, ispirati alla storia di Bucarest ha dichiarato: “La mia generazione ha conosciuto Damé solo attraverso la polemica con Iorga, è così che Damé è giunto a noi. Ha scritto libri sulla Romania, ha scritto anche sulla città di Bucarest, ed è tuttora l’autore di uno splendido dizionario romeno-francese. Iorga continuava a ridurlo a quest’opera, ma non è affatto trascurabile. Esprime molto bene lo spirito didattico di questo professore, poiché Frédéric Damé era docente alla Scuola Sfântu Sava, era coinvolto in una serie di giornali del suo tempo, dalla fine dell’Ottocento all’inizio del Novecento. In tutte queste attività, dimostra innanzitutto uno spirito pedagogico, che ritroviamo in tutte le sue opere.”
Frédéric Damé si integrò completamente nella società romena e strinse molte amicizie. Uno dei suoi amici più cari fu lo storico Gheorghe Ionescu-Gion, che ispirò Damé a scrivere il volume. “Questo libro inizia con la dedica a Ionescu-Gion. Damé scrive in memoria del suo amico e in continuità con il libro di Ionescu-Gion, Istoria Bucurescilor / Storia di Bucarest. Ma ciò che fa dopo, ciò che rende questo professore francese straordinario, è il fatto che apporta una grande quantità di informazioni preziose e attuali per il momento in cui il libro fu scritto, nel 1906. Ci troviamo già in un’epoca di grande fermento, di cosmopolitismo, ma anche di nazionalismo, che la polemica con Iorga avrebbe illustrato più tardi.” – ha aggiunto Doina Ruști.
Ogni scritto fornisce al lettore informazioni sul periodo in cui è stato prodotto, e il volume di Damé non fa eccezione. Doina Ruști ha affermato: “Da questo libro apprendiamo cosa succedeva all’epoca in cui Damé scriveva. Veniamo a conoscenza di moltissime informazioni preziose sulle liste della spesa, su interi listini prezzi, vediamo chiaramente cosa si mangiava e cosa si comprava a Bucarest all’inizio del XX secolo. Ci sono anche informazioni relative a numerosi eventi accaduti in quel periodo, li vediamo in un certo senso attraverso gli occhi di Damé. Era una persona molto organizzata, didattica, e l’intero libro è costruito sull’informazione e sull’argomentazione. Ed è questo il principale valore di questo libro su Bucarest.”
Lo storico Adrian Majuru ha curato meticolosamente il libro “Bucarest nel 1906”, chiarendo anche i dettagli della biografia di Damé che lo fecero arrivare in Romania: “Cosa spinse Damé a venire in Romania, a Bucarest? Dopo la guerra d’indipendenza della Romania del 1877, non c’era disoccupazione in Francia, nell’Europa occidentale o centrale. Ma nelle città romene, non solo a Bucarest, iniziò un’emigrazione di popolazione urbanizzata e professionalizzata. E qui, probabilmente, riuscì a fare di più e meglio che in Francia, guadagnando probabilmente di più, soprattutto nel giornalismo e nell’editoria. Quindi, diresse anche un giornale, insegnò francese, fece molte cose. Era una figura pubblica, teneva conferenze all’Auditorium romeno. Fu molto confortante per lui scoprire, in un paese completamente straniero, all’inizio del suo percorso, che la sua lingua veniva parlata, quindi era come in Francia quindi non aveva nessun motivo per tornare.”
La chance di Damé e della cultura romena di avere, dopo anni, una descrizione di Bucarest all’inizio del XX secolo si deve a un sindaco. “Ad un certo punto, incontrò il sindaco di Bucarest, Mihail Cantacuzino, che gli chiese di scrivere un’opera sulla città. Non si trattava di un’opera storica, ma di un saggio sulla città durante il suo mandato, e Damé doveva anche presentare una prospettiva sui progetti di Cantacuzino. Questo è il tema centrale del libro. È un’inchiesta giornalistica, documentata con informazioni fornite dal comune e, ovviamente, con un’approfondita ricerca sul campo. I francesi si infuriarono con Damé dopo la pubblicazione del libro in francese, affermando che a Parigi, nel 1906, non esisteva una monografia del genere, e che un francese l’aveva realizzata per Bucarest. Purtroppo, però, l’autore morì prima di completare il libro. La forma definitiva del libro le diede alla fine la famiglia”. – ha aggiunto Adrian Majuru.
Il francese Frédéric Damé ha scelto di essere romeno ed è rimasto tale per 35 anni, dal 1872 al 1907, ma anche per l’eternità grazie a ciò che ha lasciato alla cultura romena.