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Il Palazzo Dacia-Romania

Nel centro storico di Bucarest, di fronte al primo edificio della Banca Centrale, in via Lipscani, sorge il Palazzo Dacia-Romania, sede di una delle istituzioni più importanti del sistema finanziario e bancario romeno tradizionale, che diventerà una delle principali attrattive culturali e ospiterà la Pinacoteca di Bucarest.

Il Palazzo Dacia-Romania (Fonte foto: Museo del Municipio di Bucarest - MMB)
Il Palazzo Dacia-Romania (Fonte foto: Museo del Municipio di Bucarest - MMB)

, 19.05.2026, 07:00

Il centro storico di Bucarest è un’area delimitata a nord dal viale Regina Elisabeta, a sud dalla strada Halelor-Splaiul Independenței, a est dal viale Ion C. Brătianu e a ovest da Calea Victoriei. Qui si trovano le più antiche tracce di insediamenti urbani della capitale romena. Conosciuto anche come zona Lipscani, dal nome della via che lo attraversa da est a ovest, il centro storico è un’area commerciale per tradizione. Qui si trovano gli edifici rappresentativi del sistema finanziario e bancario della Romania moderna, a partire dalla seconda metà del XIX secolo. Tra questi, si possono ammirare il palazzo della Banca Marmorosch-Blank, il palazzo della Banca Chrissoveloni, il palazzo dell’ex Borsa Valori di Bucarest e il palazzo della Banca Centrale della Romania. Di fronte al primo edificio della Banca Centrale, in via Lipscani, sorge il Palazzo Dacia-Romania, sede di una delle istituzioni più importanti del sistema finanziario e bancario romeno tradizionale.

Adrian Majuru è il direttore del Museo del Municipio di Bucarest e ci ha fornito informazioni sul luogo in cui è sorto uno dei più belli edifici della vecchia Bucarest: “Nel cuore più antico della città, un aromeno dei Balcani costruì una chiesa intorno al XVI secolo. Si chiamava Ghiorma, ma non era per niente greco. Parlava greco, ovviamente, perché così chiedeva il commercio. In seguito, intorno alla chiesa sorse una locanda chiamata Hanul Grecilor / La Locanda dei Greci. Se ne può ancora vedere l’impronta lasciata su via Lipscani, in seguito al cantiere per la ristrutturazione della strada. Questa sistemazione degli edifici si conservò per molto tempo, quasi per tutto il Medioevo, finché, a causa del degrado, alla fine del XVIII secolo, dopo un grande terremoto, quello del 1838, la chiesa non poté più essere utilizzata, così come la locanda, e furono demolite dopo il regno di Alexandru Ioan Cuza. E qui rimase un campo aperto. Finché, intorno al 1874, comparve una compagnia di assicurazioni, chiamata Dacia, che aveva la sede in via Lipscani, dove si trovava anche la redazione del giornale Timpul / Il Tempo, in fondo alla via Lipscani, all’angolo di Calea Victoriei. All’epoca lì c’era il Palazzo Dacia.” – ha detto Adrian Majuru.

Alla fine del XIX secolo, il mercato assicurativo romeno era in fase di sviluppo e la neonata “Dacia-Romania” si stava affermando: “Nel periodo della guerra d’indipendenza, nel 1877, comparve un’altra compagnia assicurativa chiamata Romania. Dopo la guerra, le due società bancarie si fusero e, poiché si trattava di un nuovo paese indipendente, con nuove opportunità finanziarie, si ritenne necessario istituire una sede di rappresentanza veramente nuova, che certificasse il nuovo status del paese. E così nacque questo edificio, costruito sul terreno libero rimasto e acquistato tramite un’asta pubblica. Fu costruito tra il 1888 e il 1895 da un architetto austriaco. Purtroppo, l’atto di proprietà di questa società finanziaria, come quello di altre, partì con il tesoro a Mosca nel 1916 e scomparve. Di conseguenza, non abbiamo molte testimonianze documentali su questa società finanziaria, sull’architetto che progettò l’edificio e sui vecchi rilievi e progetti.” – ha aggiunto Adrian Majuru.

La “Dacia Romania” aveva un capitale di 4.000.000 di franchi. La maggior parte delle polizze assicurative stipulate erano polizze per calamità naturali, trasporti e vita. Entro il 1906, la “Dacia-Romania” aveva pagato indennizzi per un valore di 180 milioni di franchi. Nel consiglio di amministrazione troviamo nomi importanti dell’élite finanziaria e politica romena, come Nicki Chrissoveloni, Alexandru Lahovary, Ion Kalinderu, Petre S. Aurelian, Emil Costinescu, Grigore Triandafil e altri. Nel 1914, il palazzo fu venduto e l’acquirente fu la Banca Generale Romena, una banca con interessi finanziari tedeschi. Le truppe tedesche che occuparono la Romania meridionale nel 1916 requisirono anche i beni della Banca Generale Romena.

Nel periodo tra le due guerre, la banca cambiò nome in Banca Generale di Valacchia, nome che sarebbe poi stato dato anche all’edificio. Nel giugno del 1931, la Banca Generale di Valacchia fallì e il palazzo entrò in possesso della Banca Nazionale di Romania. Nel 1938, la Banca Nazionale di Romania vendette il palazzo all’Unione delle Fondazioni Culturali Reali e qui ebbero sede la Centrale delle Editrici Reali, e diverse altre banche. Nel 1948, la saga del palazzo come sede bancaria ebbe fine, poiché fu nazionalizzato dal governo comunista. Tra il 1948 e il 1990, l’edificio ospitò anche il Conservatorio di Musica e Arte Drammatica “Ciprian Porumbescu”, poi un ristorante, una caffetteria e un negozio della Cooperativa “Arta applicata”. Tra il 1979 e il 1983, il palazzo fu consolidato dopo essere stato danneggiato dal terremoto del 4 marzo 1977. Dopo il restauro, vi ebbero sede un self-service, negozi di calzature, pelletteria, tessuti e maglieria, nonché case di moda.

Dopo il 1990, le banche tornarono nell’edificio, con la Banca Commerciale Romena e CEC Bank che vi stabilirono le loro sedi principali. Dal 2013, il palazzo è di proprietà del Comune di Bucarest. “E’ un palazzo bancario, questa era la sua destinazione. Doveva avere un ingresso in grado di convincere un cliente che valesse la pena custodire lì i propri oggetti di valore. Tra gli oggetti custoditi c’erano, naturalmente, opere d’arte, dai gioielli ai dipinti.” – ha detto Adrian Majuru.

 Da diversi anni, visitatori e residenti di Bucarest si sono abituati agli eventi culturali che si tengono al Palazzo Dacia-Romania, e presto il palazzo diventerà una delle principali attrattive culturali del centro storico. Un ampio progetto di ristrutturazione dell’edificio e degli interni preparerà lo spazio ad ospitare la Pinacoteca di Bucarest.

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