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Studenti romeni all’estero

I giovani romeni sono sempre più interessati a studiare all'estero. Se nel 2000 nelle università straniere studiavano 12.500 studenti romeni, l'anno scorso erano circa 37.000 i giovani che studiavano all'estero, secondo i dati dell'UNESCO.

Studenti romeni all’estero
Studenti romeni all’estero

, 09.10.2019, 18:10

I giovani
romeni sono sempre più interessati a studiare all’estero. Se nel 2000 nelle
università straniere studiavano 12.500 studenti romeni, l’anno scorso erano
circa 37.000 i giovani che studiavano all’estero, secondo i dati dell’UNESCO.
Le più ricercate università sono quelle in Gran Bretagna, dove le tasse possono
essere coperte dagli studenti attraverso prestiti statali, che vengono
restituiti a studi ultimati e dopo l’assunzione. Quasi un quarto degli studenti
romeni all’estero studiano in Gran Bretagna. Se nel 2016 erano circa 10.000 i
romeni, adesso sono circa 15.000. Le prossime destinazioni predilette dei
giovani romeni sono Italia, Francia, Danimarca e Olanda, Paesi con folte
comunità di romeni, con sistemi educativi facilmente accessibili per i giovani
romeni. In Olanda, le tasse
accademiche sono molto basse, mentre in Danimarca l’educazione è gratuita. Oltre
all’accessibilità degli studi in termini di costi, le università straniere
riescono ad attirare giovani dalla Romania anche grazie al fatto che hanno
un’ampia gamma di piani di studio accademici che mettono l’accento sul lato
pratico e che offrono agli studenti borse di studio e altre facilità. Molti
giovani aderiscono a programmi di tirocinio e poi hanno l’occasione di trovare
un posto di lavoro presso varie compagnie. D’altra parte, gli studi rilevano
che, entro il 2030, l’intelligenza artificiale e i computer sostituiranno gli
essere umani in molti mestieri. I giovani lo sanno e si orientano verso quelle
università che li prepareranno per i mestieri del futuro. E anche il caso di Robert
che studia informatica in Olanda.




«Mi ha
sempre interessato il settore della robotica e dell’intelligenza artificiale. È
qualcosa di nuovo e per il futuro. Ho appreso che in Olanda posso studiare
qualcosa del genere, più precisamente presso l’Università di Groningen. È
un’università di ricerca che ha sviluppato programmi educativi con accento
sull’innovazione e sulla qualità. Là effettuato molte ore di pratica. Non so se
tornerò in Romania a studi ultimati», ci ha detto Robert.




Matei, che
ha vinto molte olimpiadi, mentre era studente al Collegio Nazionale di Informatica
Tudor Vianu di Bucarest, studia da anni in Gran Bretagna. Gli abbiamo chiesto
perchè ha scelto di studiare all’estero. Ho
scelto di studiare all’estero perchè volevo provare qualcosa di nuovo. Volevo
comunque viaggiare e mi sono detto che andando a studiare in Inghilterra posso
fare ambedue le cose. Inoltre, in Inghilterra esiste un corso di criminologia-psicologia
che non esiste in Romania. Ci sono anche molte differenze tra il sistema di
insegnamento romeno e quello britannico. In Gran Bretagna c’è un’ampia varietà
di corsi, e la relazione docente-studente è molto più rilassata. Il che riduce
un pò la tensione tra il docente e lo studente. Oltre a ciò, posso dire che
abbiamo meno lezioni. Quest’anno ho 7 ore di lezioni alla settimana e nel resto
del tempo imparo individualmente, il che mi sembra meraviglioso. Qui le persone
sono di mente aperta, l’unica difficoltà è di stare lontano dalla famiglia, ma
mi sembra sia un passo naturale per ciascuno aprire le ali, ad un certo punto, e
lasciare il nido… », ci ha detto Matei.




Abbiamo
chiesto a Matei anche cosa pensa di fare a studi ultimati. Tornerà in Romania? Non
ne sono sicuro perchè il mondo è grande. Questo è il primo Paese straniero in
cui vivo. Sono aperto a qualsiasi opportunità che possa apparire, forse anche
di tornare in Romania, forse di andare in altri Paesi… chi sa ? Non voglio
sentirmi bloccato dai confini del Paese», ha confessato Matei.




La Lega
degli Studenti romeni all’estero viene incontro agli studenti romeni
incoraggiandoli e informandoli sulle opportunità di studio all’estero e, soprattutto,
incoraggiando e facilitando il loro ritorno nel Paese per ultimare gli studi.




Facciamo lobby presso i politici per cambiare e incoraggiare leggi
favorevoli agli studenti romeni all’estero. Attualmente, la Commissione di
Costituzionalità del Senato ha elaborato una bozza di legge in cui è inclusa
anche la misura per cui noi abbiamo militato, ossia che lo studente romeno
all’estero benefici di trasporto gratuito col treno in Romania durante le
vacanze. Oltre al lobby, elaboriamo anche progetti per riunire nello stesso posto
studenti romeni dall’intero mondo. Anche dal Paese, anche dall’estero. Vogliamo
connettere molto di più gli studenti dall’estero con la comunità in Romania,
perchè loro, quando giungono li’, sono sconnessi da tutto ciò che significa la
Romania, sono rotti dalla madre patria. Cosi’, abbiamo progetti come il Summer
Camp, dove, ogni estate, in varie province romene, cerchiamo di portare gli
studenti dal Paese e dall’estero e fare training e varie attività insieme. Inoltre,
premiamo l’eccellenza al Galà degli studenti romeni all’estero all’inizio
dell’anno, ma organizziamo anche dibattiti su temi d’interesse per questi
studenti. L’anno prossimo avremo il Forum degli studenti romeni nel mondo dove
parleremo della Legge sull’istruzione e temi legati, ad esempio, al sistema accademico
delle università di medicina, che è talmente buono che vengono anche studenti
stranieri in Romania, ma anche di altri che non vanno cosi’ bene… », ha spiegato Robert Stredie, il
presidente della Lega.




Quest’estate,
la Lega degli Studenti romeni all’estero e Romanian Business Leaders, tramite
il progetto RePatriot, hanno firmato un protocollo in vista dello sviluppo di
progetti di interesse comune, per una migliore connessione dei romeni nel mondo
con la madre patria. Esso prevede la realizzazione di tirocini presso compagnie
romene, nel 2020, cosicchè gli studenti con iniziativa vengano a investire e a
sviluppare la Romania.

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