Cambiamenti significativi nel mercato del lavoro romeno
Sebbene i romeni abbiano la priorità sul mercato del lavoro nazionale, per quanto riguarda i lavoratori stranieri, questi devono godere dello stesso rispetto che i romeni stessi desidererebbero ricevere ovunque lavorino all'estero.
Roxana Vasile, 07.05.2026, 11:40
Negli ultimi 10 anni, il numero di nuovi lavoratori stranieri ammessi nel mercato del lavoro rumeno è aumentato notevolmente, passando da 5.500 nel 2015 e 2016 a circa 100.000 all’anno nel periodo 2022-2025. Per quest’anno, le autorità hanno stabilito una quota di 90.000 lavoratori stranieri. È opportuno precisare che, in passato, i cosiddetti lavoratori provenienti da paesi terzi, giunti in Romania, finivano poi in altri paesi, soprattutto occidentali, dell’Unione Europea, generando costi elevati per lo Stato romeno, inclusivamente per il rimpatrio, ma anche problemi nel processo di adesione della Romania all’area Schengen.
In questo contesto, a Bucarest è stata recentemente adottata un’ordinanza d’urgenza sull’accesso dei lavoratori stranieri al mercato del lavoro romeno, con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione clandestina. Allo stesso tempo, il nuovo quadro legislativo offre maggiore protezione a questi lavoratori, visti alcuni casi in cui sono stati costretti a pagare commissioni illegali, non hanno ricevuto il salario o sono stati sottoposti a pressioni. Infine, ma non meno importante, mira a tutelare gli interessi dei datori di lavoro e dei lavoratori romeni.
Tra le disposizioni più importanti dell’ordinanza, vi è quindi l’istituzione di un meccanismo di protezione sotto forma di una garanzia obbligatoria per le agenzie di collocamento, pari a 75.000 euro per ogni 250 lavoratori reperiti. La portavoce del governo, Ioana Dogioiu, ha dichiarato: “Verrà istituito un deposito finanziario – un meccanismo di protezione preventiva obbligatorio che garantisce la copertura dei costi relativi al rimpatrio, il sostegno ai lavoratori a rischio e l’esecuzione delle sanzioni pecuniarie applicate alle agenzie di collocamento che non adempiono ai propri obblighi di legge; la standardizzazione dei contratti e l’adozione del principio ‘il datore di lavoro paga’, che vieta la richiesta di commissioni, onorari, garanzie e depositi ai lavoratori. In questo modo ci allineiamo anche agli standard dell’OCSE”.
Allo stesso tempo, verrà creata un’unica piattaforma nazionale (workinromania.gov.ro) attraverso la quale l’Esecutivo gestirà l’accesso dei lavoratori stranieri in modo trasparente, sicuro e digitalizzato. Verrà inoltre introdotto un elenco delle professioni in cui vi è carenza di personale, approvato con decreto governativo e aggiornato semestralmente sulla base dei dati dell’Agenzia nazionale per l’impiego, dell’Istituto nazionale di statistica e in consultazione con le parti sociali. La portavoce ha spiegato che i datori di lavoro che desiderano assumere lavoratori stranieri dovranno registrarsi sulla piattaforma elettronica. In questo modo, si ridurrà il rischio di concorrenza sleale e abusi sul mercato del lavoro. Ioana Dogioiu: « È un vantaggio importante anche per i cittadini rumeni, perché questo meccanismo pone esplicitamente il reclutamento di lavoratori stranieri in relazione alle reali esigenze dell’economia e alla tutela della forza lavoro. Fatta eccezione per alcuni settori altamente qualificati, le procedure di assunzione possono essere avviate solo per le professioni che saranno incluse nell’elenco delle professioni in cui vi è carenza di personale. Il principio, quindi, è che i posti di lavoro devono essere coperti prioritariamente da lavoratori disponibili nel paese, sul mercato interno, e che la richiesta di manodopera dall’estero è giustificata e controllata.»
In realtà, prima dell’adozione di questa ordinanza d’urgenza sui lavoratori stranieri, il governo ne aveva adottata un’altra che avrebbe modificato la legge sulla disoccupazione e introdotto un bonus di stabilità per i giovani rumeni senza lavoro. Più precisamente, coloro che trovano il loro primo impiego con contratto a tempo indeterminato possono ricevere fino a 27.000 lei (l’equivalente di 5.400 euro), erogati per 2 anni, non tassabili, a condizione che mantengano il lavoro: 1.000 lei al mese il primo anno e 1.250 lei il secondo. Chiunque tenti di frodare il sistema dovrà restituire l’intero importo ricevuto.
L’ex Ministro del Lavoro socialdemocratico, Florin Manole, afferma che questa misura anticipa un progetto europeo di quasi 170 milioni di euro, che permetterà di « Questo sostegno che possiamo e vogliamo concedere ha anche una condizione, ovvero che, una volta terminato il periodo di sovvenzione, cioè i 24 mesi, il datore di lavoro debba mantenerlo per almeno 12 mesi, sulla base di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Pertanto, i giovani che hanno completato gli studi, che si tratti di scuola superiore o università, che non hanno mai lavorato e che ogni giorno, quando cercano lavoro, si sentono chiedere ‘ma che esperienza hai?’, e ovviamente non possono averla perché erano a scuola, acquisiranno almeno tre anni di esperienza, impareranno un sacco di nuove competenze… »
Questo progetto è complementare a un altro che riguarda oltre 280.000 persone che non hanno mai avuto un lavoro, disoccupati difficili da inserire nel mondo del lavoro, persone ai margini della società in termini di accesso ai servizi e, di conseguenza, all’occupazione, e a un altro progetto che si rivolgerà ai romeni di tutta la Romania rurale.
Tuttavia, alcuni sostengono che molti datori di lavoro romeni preferiscano assumere lavoratori dall’Asia piuttosto che disoccupati provenienti dal proprio paese. Le misure adottate per sostenerli non sono forse abbastanza allettanti? Florin Manole ha affermato: “È una situazione complessa. Da un lato, purtroppo, abbiamo ancora una parte consistente della forza lavoro all’estero. Dall’altro, per i lavoratori provenienti dal Sud-est asiatico, non so se ne avete mai sentito parlare, la maggior parte delle volte vivono in quattro o cinque in una stanza, hanno famiglie a casa, dove il tenore di vita è molto più basso… A volte, non sempre, non voglio generalizzare, ho riscontrato casi di maltrattamenti nei lavoratori stranieri in Romania, nel senso che i loro diritti non venivano rispettati, che non venivano rispettate tutte le clausole contrattuali e l’Ispettorato del Lavoro spesso infliggeva le sanzioni previste per tali violazioni. Quindi, c’è anche la percezione che i lavoratori stranieri siano un po’ più vulnerabili.”
Tuttavia, le autorità romene desiderano che chiunque lavori e paghi correttamente le tasse in Romania venga rispettato, a prescindere dalla nazionalità. Anche se i romeni hanno la priorità sul mercato del lavoro nazionale, per quanto riguarda i lavoratori stranieri, questi devono godere dello stesso rispetto che i romeni stessi vorrebbero ricevere ovunque lavorino all’estero.