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Il Museo vivente di Agapia

Agapia è uno dei monasteri più belli del nord della regione storica della Moldavia. Famosa per i dipinti di Nicolae Grigorescu, per la scuola di pittura creata qui, come anche per i suoi atelier di ricami.

Il Museo vivente di Agapia
Il Museo vivente di Agapia

, 08.10.2013, 16:47

Agapia è uno dei monasteri più belli del nord della regione storica della Moldavia. Famosa per i dipinti di Nicolae Grigorescu, per la scuola di pittura creata qui, come anche per i suoi atelier di ricami, Agapia merita pienamente di essere visitata. Sita sulla valle dell’omonimo ruscello, ai pie’ del monte Magura, vicino a Târgu-Neamţ, circondata da montagne e da boschi secolari, è l’unico monastero della Romania il cui nome, proveniente dal greco agapis, significa amore cristiano”.



Il monastero ha preso il nome di un eremita, Agapie, il quale, secondo la leggenda, avrebbe costruito nel XIV secolo una chiesetta di legno, a soli due chilometri dall’attuale monastero. Il nome del frate fu dato poi ai monti circostanti, al ruscello e al villaggio della valle. Attualmente un centinaio di suore vivono in questo monastero, e altre 240 nel villaggio monacale. In una di queste case vecchie, costruite, sembra, nel XVII secolo, è stato inaugurato nell’estate di quest’anno il primo museo vivente della Romania.



La vita delle suore può essere osservata ora da chi è interessato ad apprendere come si vive in un monastero. I pellegrini possono visitare, per tutta la giornata, una casa monacale funzionale e abitata. Suor Maria Giosanu ci racconta perchè è stato aperto questo museo unico in Romania.



“Vogliamo offrire agli interessati l’opportunità di conoscere qualcosa della vita monacale. I curiosi possono vedere sul vivo i vari aspetti della nostra quotidianità. D’altronde, abbiamo aperto al pubblico questa casa dietro suggerimento dei numerosi visitatori desiderosi di conoscere da vicino la nostra vita”, spiega Suor Maria.



Il museo vivente ha quattro stanze al pianoterra, che hanno subito modifiche nel tempo e due celle nel seminterrato, rimaste intatte. Nella casetta-museo vivono quattro suore.



“Il nostro è un complesso museale, composto della casa monacale e ateliers viventi, per tessuti e ricami, panetteria e ceramica. Le quattro suore che ci vivono, oltre a fare il loro dovere religioso quotidiano, lavorano nei vari atelier e rispondono anche alle domande dei visitatori, relative a tutti gli aspetti della loro vita in questo posto unico”, aggiunge Suor Maria.



I turisti possono apprendere a modellare l’argilla o a preparare le focacce, assieme alle suore. D’altronde l’atelier di ceramica è molto speciale. Il vecchio atelier, funzionante fino al 1960, si era formato sotto la guida dei famosi vasai della zona di Iasi e Botosani. L’ultima fornace è stata demolita 53 anni fa e, per far riaprire l’atelier, le suore hanno dovuto imparare questo mestiere da maestri vasai più giovani. Ospiti d’onore alla cerimonia inaugurale sono stati i maestri vasai Gheorghe Smerică, giunto alla veneranda età di 90 anni, e Vasile Andrei, due di coloro che hanno lavorato più di 50 anni addietro all’atelier di ceramica di Agapia.



Suor Maria ci ha parlato anche delle opinioni espresse dai visitatori del monastero Agapia e del suo museo vivente.



“All’inizio, la gente rimane sorpresa dal nome del museo: Museo vivente. E’ un termine relativamente nuovo. Man mano che lo visitano si rendono conto del suo carattere unico: si tratta di un museo aperto nello spazio di un monastero. Questo complesso museale ha pure una componente etnografica, ci sono molti oggetti vecchi, specifici per le case contadine romene tradizionali. Scoprendoli, i visitatori fanno un tuffo nel passato e, implicitamente, imparano ad apprezzare l’eredità materiale e spirituale tramandata dai predecessori. Ci rallegriamo che il pubblico scopre la bellezza della vita monacale, rispecchiata nella sua dimensione materiale, cioè il luogo, la cella in cui vive il monaco. Siamo contente di vedere già i risultati dei nostri impegni”, conclude Suor Maria.



Tutti i reperti del museo vivente sono oggetti di patrimonio ereditati dalle suore che vi abitarono o raccolti dai contadini delle vicinanze, che hanno donato tappeti, arazzi ricamati, vari oggetti vecchi, il telaio a mano è portato dalla provincia di Suceava. Per il loro estro nel fare i tessuti, le suore di Agapia sono famose in tutto il Paese. Sempre qui si fanno dei ricami di grande finezza. I migliori ricami delle suore sono esposti al Museo di Arte Sacra. Il biglietto di ingresso costa circa un euro; per allievi, studenti, pensionati e disabili, c’è uno sconto del 50 %.



Lo scorso anno, ad Agapia sono state riaperte anche la mostra permanente del Museo di Arte Sacra, e la Casa Memoriale “Alexandru Vlahuţă”.

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