01.04.2026 (aggiornamento)
Crisi carburanti: entrata in vigore l'ordinanza governativa su price cap al ricarico commerciale dei distributori/ Governo: proprogato price cap per i prodotti alimentari di base
Newsroom, 01.04.2026, 19:42
Crisi carburanti – Dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza governativa che impone un price cap al ricarico commerciale per i carburanti, i prezzi per benzina e gasolio sono diminuiti presso le stazioni di rifornimento OMV Petrom, il principale distributore in Romania. A Bucarest, il prezzo del diesel è sceso di quasi 40 bani, attestandosi sotto i 10 lei (circa 2 euro) e a 9,32 lei per la benzina. Secondo gli specialisti, dovrebbero diminuire anche i prezzi delle compagnie Rompetrol, MOL o Lukoil. L’ordinanza governativa, entrata oggi in vigore, stabilisce che gli operatori economici dovranno applicare fino al 30 giugno un ricarico commerciale massimo pari alla media dell’anno scorso. Per gli operatori che non rispettano i provvedimenti sono previste sanzioni comprese tra lo 0,5 e l’1% del fatturato registrato nel 2025. Inoltre, la percentuale di biocarburanti adoperata nella benzina sarà ridotta dall’8% al 2%, mentre le esportazioni di gasolio e greggio saranno consentite solo su previa autorizzazione rilasciata dai Ministeri dell’Energia e dell’Economia. Il governo sta esaminando anche altre misure per contenere l’aumento dei prezzi per i carburanti.
Stretto Hormuz – La perturbazione delle forniture di petrolio dal Medio Oriente aumenterà ad aprile e inizierà a colpire l’economia europea, la chiusura dello Stretto di Hormuz diminuendo drasticamente le forniture. Lo ha ammonito Fatih Birol, capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), citato da Reuters. La Commissione Europea raccomanda agli stati membri di adottare misure per risparmiare carburante. Secondo il corrispondente di Radio Romania a Bruxelles, l’esecutivo comunitario fa riferimento perfino al mantenimento dei prezzi elevati per dissuadere i consumi. Altre raccomandazioni prevedono il lavoro da casa, se possibile, l’utilizzo dei mezzi pubblici, la riduzione della velocità di almeno 10 km orari o il carpooling con più persone.
Price cap – Il governo di Bucarest ha prorogato fino al prossimo 30 giugno il price cap imposto al ricarico commerciale sui prodotti alimentari di base. L’elenco dei prodotti interessati al provvedimento include pane bianco, yogurt, uova, olio, carne di pollo o maiale, nonché farina, frutta e verdura fresca. Il price cap è già in vigore da un anno e tre mesi e viene periodicamente rinnovato attraverso ordinanze d’urgenza. D’altra parte, il governo ha adottato una decisione in base alla quale gli stipendi dei dipendenti di diverse aziende industriali di interesse strategico, sull’orlo del fallimento, potranno essere pagati prima delle festività pasquali. La somma ammonta a oltre 257 milioni di lei (oltre 50 milioni di euro). Daltra parte, presso il cantiere navale Damen Mangalia, sul Mar Nero, gli oltre 1.000 dipendenti, che non ricevono lo stipendio ormai da tre mesi, hanno continuato le manifestazioni per il nono giorno consecutivo, annunciando che le proteste proseguiranno fino al 6 aprile, data in cui è stata riprogrammata l’Assemblea dei creditori per discutere il piano di riorganizzazione aziendale.
Corruzione – Il direttore dell’Autorità Stradale romena, Cristian Anton, è stato arrestato in via cautelare dopo che i giudici del Tribunale di Cluj (nord-ovest) hanno accolto la proposta della procura della Direzione Nazionale Anticorruzione in un fascicolo nel quale è accusato di corruzione, utilizzo di informazioni riservate e appartenenza a un ragruppamento criminale, informano fonti giudiziarie riprese all’agenzia AGERPRES. Il fascicolo riguarda un caso di corruzione relativo a frodi negli esami per l’ottenimento di certificazioni professionali per autisti di mezzi pesanti. Anton è sospettato di far parte di un gruppo organizzato che richiedeva somme comprese tra 600 e 1.500 euro per garantire il superamento degli esami. Fonti legali affermano che durante le perquisizioni presso l’abitazione del capo dell’Autorità Stradale sono stati trovati 500.000 euro.
Ristrutturazioni – Il modello attuale di crescita dell’economia romena, basato su fondi europei e bassi costi, ha raggiunto i suoi limiti e deve essere ristrutturato. Lo ha affermato la vicepremier Oana Gheorghiu, sottolineando la necessità di un cambiamento radicale che richieda istituzioni pubbliche solide e disciplina finanziaria. Gheorghiu ha evidenziato che in Romania ci sono oltre 1.500 aziende che, nel corso degli anni, hanno accumulato perdite per oltre 14 miliardi di lei (quasi 2,75 miliardi di euro). La vicepremier ha annunciato che 22 aziende pubbliche saranno sottoposte a un un processo di analisi e, a seconda dei risultati, saranno ristrutturate, chiuse o proposte per la quotazione in Borsa.
Difesa – Presso la sede del Governo di Bucarest si è svolto un incontro strategico tra aziende del settore ucraino di produzione di droni e rappresentanti dell’industria della difesa romena. Secondo un comunicato dell’Esecutivo, l’obiettivo principale dell’incontro è stata l’agevolazione dei collegamenti diretti tra le entità economiche dei due Paesi, con lo scopo di promuovere il dialogo tecnico e creare una solida rete professionale. Le discussioni si sono concentrate sullo sviluppo di progetti e partnership nel campo dei veicoli aerei senza pilota (UAV) nonchè dei sistemi di rilevamento e difesa (Anti-UAS). “Vogliamo capitalizzare l’esperienza maturata sul campo di battaglia dai partner ucraini e sviluppare insieme soluzioni di difesa efficaci e adeguate alle esigenze attuali, che contribuiranno a rafforzare la sicurezza nazionale e regionale”, ha sottolineato Mihai Jurca, capo della Cancelleria del Primo Ministro, citato nel comunicato.
Eurostat – Lo scorso anno la Romania ha registrato il secondo costo del lavoro più basso nell’Unione Europea, pur avendo subito l’aumento maggiore rispetto all’anno precedente, superiore al 10%.Secondo i dati pubblicati da Eurostat, nel 2025, il costo orario medio del lavoro a livello deel’UE è stato di 34,9 euro. I costi più bassi sono stati registrati in Bulgaria (12 euro), in Romania (13,6 euro) e in Ungheria (15,2 euro). Al polo opposto si sono trovati Lussemburgo (56,8 euro), Danimarca (51,7 euro) e Paesi Bassi (47,9 euro).