Disparità regionali in Europa
La politica di coesione dell'UE mira a ridurre i divari e ad aumentare le opportunità per tutte le sue regioni, ma le disparità persistono ancora.
Corina Cristea, 26.10.2026, 12:06
L’Unione Europea continua a registrare notevoli disparità di sviluppo tra le sue regioni, come evidenziano i dati più recenti dell’Eurostat: mentre alcuni territori concentrano investimenti, posti di lavoro e attività economiche ad alto valore aggiunto, altri devono fare i conti con la disoccupazione, redditi più bassi e opportunità limitate. Secondo l’Eurostat, nel 2024 il PIL pro capite, espresso in standard di potere d’acquisto, variava notevolmente tra le regioni dell’Unione, passando da quasi il 270% in una regione dell’Irlanda a poco più del 30% della media europea a Mayotte, regione ultraperiferica appartenente alla Francia. Le disparità regionali si riscontrano anche nell’occupazione. Nel 2025 il tasso di disoccupazione nell’Unione Europea era pari al 6%, ma in alcuni territori ha superato addirittura il 20%. Altre regioni europee hanno invece registrato tassi inferiori al 2%. Queste differenze sono influenzate dalla struttura dell’economia locale, dal livello degli investimenti, dall’accesso all’istruzione e alla formazione professionale, nonché dalla mobilità dei lavoratori.
La Romania offre un esempio significativo di sviluppo regionale disomogeneo. I dati mostrano che la regione di Bucarest-Ilfov, che ha registrato una delle crescite economiche più sostenute dell’UE dopo la pandemia di COVID-19, occupa il terzo posto nell’Unione per quanto riguarda la crescita economica negli ultimi cinque anni analizzati da Eurostat. Con un aumento del 33% tra il 2019 e il 2024, la capitale della Romania e l’area circostante sono superate solo da due regioni dell’Irlanda. Come nel caso di altre regioni europee più sviluppate, Bucarest-Ilfov concentra una parte significativa delle attività economiche, delle sedi aziendali e dei posti di lavoro nei settori ad alto valore aggiunto. Ma la Romania figura anche nella classifica dei maggiori cali economici dell’Unione. La regione della Muntenia meridionale occupa il quarto posto, mentre quella della Oltenia sud-occidentale si colloca al quinto posto.
Le maggiori perdite sono state registrate in una regione della Bulgaria, dove il PIL reale è diminuito del 20,5%, seguita da un’altra regione della Grecia e dalla regione di Groningen nei Paesi Bassi. A livello dell’intera Unione Europea, il prodotto interno lordo è cresciuto del 5,6% in termini reali nello stesso periodo. Delle 244 regioni analizzate, 197 hanno superato il livello economico del 2019, mentre 46 hanno registrato cali. I dati mostrano di quanto l’economia sia effettivamente cresciuta o diminuita, dopo che l’Eurostat ha eliminato l’effetto dell’aumento dei prezzi, in modo che la crescita dei prezzi non venga confusa con una crescita dell’economia. Questi andamenti dimostrano che lo sviluppo economico non si traduce automaticamente in un progresso uniforme a livello regionale: le infrastrutture, l’accesso agli investimenti, la struttura dell’economia e la migrazione della popolazione attiva contribuiscono infatti ad accentuare o a ridurre i divari.