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Malcontenti sociali ad inizio anno

I trasportatori, i farmers e i medici di famiglia hanno dato il via alle proteste all'inizio dell'anno.

Malcontenti sociali ad inizio anno
Malcontenti sociali ad inizio anno

, 16.01.2024, 12:08

Il 2023 è stato un anno turbolento dal punto di vista sociale, segnato da proteste che hanno raggiunto l’apice con lo sciopero degli insegnanti che ha rischiato di compromettere la fine dell’anno scolastico. Il 2024, l’anno di tutte le elezioni possibili in una democrazia europea, è iniziato ancora più duramente, con le massicce proteste dei trasportatori e degli agricoltori, che hanno generato disagi nel traffico nelle vicinanze delle grandi città, nonché con tensioni e preoccupazioni nel sistema sanitario, in particolare per quanto riguarda i medici di famiglia. I conducenti dei TIR chiedono un tetto massimale alle polizze assicurative obbligatorie RCA, e dopo il 31 marzo, niente doppia imposizione, misure per snellire il traffico attraverso le dogane e il riconoscimento del trasporto stradale come settore economico strategico. Da parte loro, gli agricoltori affermano di essere costretti a produrre a caro prezzo e a vendere a buon mercato. Chiedono il pagamento urgente dei sussidi, il risarcimento delle perdite subite dai farmers romeni colpiti dalle importazioni dall’Ucraina e la reintroduzione dei dazi doganali per le merci di origine ucraina. I rappresentanti degli agricoltori chiedono inoltre la concessione di prestiti con interessi agevolati fino al 2% massimo e l’aggiornamento del valore degli aiuti di stato per l’accisa sul gasolio.

Dopo lunghe discussioni con i rappresentanti di un’associazione di agricoltori, il Governo ha acconsentito all’urgente pagamento dei sussidi, al risarcimento delle perdite subite dagli agricoltori romeni colpiti dalle importazioni dall’Ucraina, alla concessione di prestiti con interessi agevolati nonché all’aggiornamento del valore degli aiuti di stato per l’accisa sul gasolio utilizzato nell’agricoltura. Successivamente, il primo ministro Marcel Ciolacu ha dichiarato in una trasmissione televisiva che il 99% delle richieste dei farmers sono state soddisfatte e ha assicurato che i cereali provenienti dall’Ucraina non vengono venduti in Romania, soprattutto da quando esiste un sistema di licenze concordato tra i due stati. Per quanto riguarda i trasportatori, sono in corso ulteriori trattative riguardanti la RCA e l’accisa sul gasolio. Il premier ha spiegato che la Romania non può più permettersi dei fallimenti delle compagnie assicurative e che quindi è rischioso fissare un tetto alla RCA ad un prezzo che gli assicuratori non possono reggere.

Marcel Ciolacu ha promesso soluzioni a tutte le richieste dei conducenti professionisti e ha richiamato l’attenzione sul rischio che comporterebbe il blocco dell’economia attraverso queste proteste. D’altro canto, il primo ministro ha assicurato che nessuno studio di medici di famiglia chiuderà e che si sta negoziando il valore delle prestazioni mediche rimborsate per questa categoria. Il primo ministro si pronuncia, però, per un equilibrio tra il reddito di un medico di famiglia che lavora nelle città e quello dei colleghi degli ambienti rurali. I medici di famiglia e quelli degli ambulatori specialistici di diverse città del paese hanno iniziato a protestare, insoddisfatti degli importi proposti dalle autorità per il rimborso dei servizi medici. Il loro punto di vista è sostenuto dai sindacati del settore, i quali valutano che la diminuzione del budget degli studi di medicina di famiglia avrà conseguenze negative per l’intero sistema sanitario.

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