Proteste degli studenti
Gli studenti di Bucarest e del Paese hanno protestato contro le misure di austerità adottate dal governo.
Daniela Budu, 16.03.2026, 10:32
Gli studenti dell’Alleanza Nazionale delle Organizzazioni Studentesche della Romania hanno protestato sabato davanti alla sede del governo a Bucarest e in altri centri universitari del Paese, sottolineando la necessità di un finanziamento adeguato dell’istruzione. Secondo i rappresentanti dell’organizzazione, il sistema educativo si confronta con misure di austerità adottate già dall’anno scorso, che hanno “colpito direttamente” i diritti e le condizioni accademiche degli studenti. Tra queste misure si trovano la limitazione dello sconto del 90% per il trasporto ferroviario solo sulla tratta tra il domicilio e il centro universitario, la riduzione di circa il 52% del fondo per borse di studio e protezione sociale, l’eliminazione della possibilità per gli studenti iscritti ai posti a pagamento di beneficiare di borse di studio, nonché il finanziamento delle borse solo durante il periodo delle attività didattiche e non per l’intero anno civile.
Secondo i rappresentanti dell’Alleanza, queste misure aumentano la pressione finanziaria sugli studenti e incidono sull’accesso equo agli studi universitari. Per questo motivo gli studenti chiedono il ripristino delle borse di studio al livello precedente, considerando che nell’attuale anno accademico oltre 44.000 studenti ne sono rimasti senza. I manifestanti sono inoltre scontenti del bilancio troppo ridotto destinato all’istruzione e della decisione di alcune università del Paese di aumentare, a partire dall’autunno, le tasse di studio, chepotrebbero crescere di importi compresi tra 1.000 lei (circa 200 euro) e 3.000 lei (circa 600 euro), arrivando così fino a 9.000 lei (circa 1.800 euro) all’anno.
A discutere con gli studenti che protestavano è andato il nuovo ministro dell’Istruzione, Mihai Dimian, fino a poco tempo fa rettore dell’Università di Suceava. “Ho sperimentato queste riduzioni delle borse di studio come rettore. Ho cercato di ottenere progetti per compensare parzialmente questi tagli. Abbiamo destinato il 10% delle entrate proprie dell’università per compensare parzialmente queste perdite”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione.
Mihai Dimian ha detto agli studenti che comprende il loro malcontento. “È molto importante che voi esprimiate questi punti di vista e che siano ascoltati da tutti i fattori coinvolti. L’istruzione è stata la prima in cui sono state adottate misure. Certamente è giusto che tutti contribuiamo alla riduzione del deficit, non solo l’istruzione. Da questo punto di vista è giustificato il malcontento degli studenti e dei professori, che sono stati i primi ad essere colpiti da queste misure”, ha detto il ministro.
La scorsa settimana i rappresentanti dell’Alleanza Nazionale delle Organizzazioni Studentesche della Romania hanno avuto un incontro con il ministro dell’Istruzione, durante il quale hanno espresso anche le loro preoccupazioni riguardo alla situazione dell’abbandono universitario. Gli studenti hanno chiesto una collaborazione aperta, basata su un negoziato che garantisca sia l’aumento della qualità dell’istruzione, sia soprattutto una politica di equità e accesso all’ambiente universitario per tutti i giovani. Rimaniamo aperti al dialogo e seguiamo i cambiamenti e le misure che saranno adottate nel successivo periodo, hanno detto gli studenti.