Tensioni nella coalizione di governo
Il PSD continua gli attacchi contro gli alleati liberali della coalizione.
Ştefan Stoica, 30.03.2026, 11:27
Con un ritardo storico di quasi tre mesi, il governo della Romania ha adottato, verso la fine di marzo, il bilancio per l’anno in corso. Tuttavia, la sua elaborazione difficile e le accese discussioni in Parlamento hanno reso più acute le tensioni all’interno della coalizione quadripartita.
Il primo ministro liberale Ilie Bolojan ha insistito per un bilancio realistico, che non includa stanziamenti senza fonti di finanziamento chiaramente precisate e che rispetti il calendario di riduzione del deficit, ma il PSD ha lottato in modo eroico per alcune misure di solidarietà sociale che non avevano copertura finanziaria, minacciando continuamente di non votare il bilancio. Alla fine, parte di queste misure è rimasta nel bilancio, poiché sono state trovate le risorse necessarie.
Tuttavia, il PSD non nasconde più la propria esasperazione e dichiara che continuerà le consultazioni interne sull’opportunità di rimanere al governo. In realtà, il PSD non desidererebbe una rottura con il PNL, ma vuole che questo partito rinunciasse a Ilie Bolojan, considerato troppo rigido dai socialdemocratici.
Durante una visita nel territorio, il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu ha dichiarato che non si deve proseguire con una coalizione che funziona male solo per l’amore della stabilità, se questa non porta anche prosperità alla popolazione. Grindeanu ha menzionato tre possibili scenari discussi nelle consultazioni svolte dal partito: rimanere nell’attuale configurazione con l’attuale primo ministro, passare all’opposizione oppure una riorganizzazione interna della coalizione.
L’annuncio del PSD sul risultato delle consultazioni arriverà dopo le festività pasquali, ma alcune filiali si sono già espresse a favore del ritiro dalla coalizione. Il PSD, che si è lamentato a Bruxelles per quelle che considera manovre di avvicinamento tra il PNL e l’opposizione populista, afferma ripetutamente che non sosterrà un governo di minoranza e non farà alleanza con l’AUR, autodefinitasi sovranista — uno scenario che, tuttavia, i commentatori non escludono.
Il PNL difende il proprio leader, che è anche primo ministro, e definisce le azioni dei socialdemocratici un’avventura politica. I liberali affermano chiaramente che la caduta del governo con il voto dei socialdemocratici equivarrebbe a una rottura politica definitiva tra il PSD e il PNL. L’USR, il terzo partito della coalizione, accusa a sua volta il PSD di aver violato il protocollo della coalizione, schierandosi accanto all’AUR sulla mozione semplice presentata contro la ministra dell’Ambiente, Diana Buzoianu.
Di questi tre partiti — PSD, PNL e USR — ai quali si è aggiunta l’UDMR, si dice che siano “condannati” a governare insieme per arginare l’ondata populista. Se domenica prossima si tenessero elezioni politiche, l’AUR otterrebbe il 33% dei voti, seguito dal PSD con il 24% e dal PNL con il 16%, secondo un sondaggio del Centro di Sociologia Urbana e Regionale (CURS). Seguono l’USR con il 9% e l’UDMR con il 5%. Nell’attuale configurazione parlamentare, ma anche in una futura derivante da elezioni anticipate, un’altra formula di coalizione rispetto a quella attuale implicherebbe la partecipazione dell’AUR.