Qual è lo stato dell’economia romena?
I dati pubblicati lunedì dall'Istituto Nazionale di Statistica di Bucarest mostrano che la Romania ha evitato la recessione tecnica – almeno dal punto di vista statistico – nel primo semestre dell'anno.
Corina Cristea, 08.09.2026, 13:16
Le cifre diffuse lunedì dall’Istituto Nazionale di Statistica di Bucarest indicano che l’economia romena ha registrato una stagnazione nel secondo trimestre rispetto ai primi tre mesi dell’anno; inoltre, rispetto allo stesso periodo del 2025, il PIL è calato dello 0,4% in termini non corretti. Tuttavia, gli esperti avvertono che il motore economico è sbilanciato: mentre gli investimenti hanno registrato un forte incremento, i consumi delle famiglie sono diminuiti drasticamente. Il commercio, i trasporti e il settore dell’ospitalità (alberghi e ristoranti) hanno dato il maggior contributo negativo all’andamento del PIL, seguiti dall’industria e dal settore immobiliare, mentre l’edilizia ha rappresentato un importante fattore di crescita positiva. La struttura economica rimane fragile, afferma Flavius Jakubowicz, presidente dell’Associazione degli Analisti Finanziari e Bancari della Romania. „Oggi l’economia romena poggia su una sola gamba – ossia l’edilizia e gli investimenti, in crescita di oltre il 15% – mentre i consumi delle famiglie calano di più del 3%. Sappiamo che l’economia della Romania dipende fortemente dai consumi e non dimentichiamo che sia l’industria che il commercio sono in contrazione. Non si può affermare con certezza che siamo in recessione tecnica, ma ci muoviamo in un equilibrio estremamente instabile.”
Un’analisi della società di consulenza Frames – un think tank economico con oltre vent’anni di esperienza, specializzato in studi economici e ricerche di mercato – segnala una stagnazione dell’attività economica in Romania anche nel corso del secondo trimestre. Gli esperti parlano di stagflazione – caratterizzata da stagnazione economica ed elevata inflazione – che continua a frenare la spesa dei consumatori. La Banca Centrale ha rivisto al rialzo le previsioni sull’inflazione due volte in un solo anno: dal 3,9% al 5,5% e successivamente al 6,1% per la fine del 2026, posticipando al contempo il ritorno entro l’intervallo obiettivo all’ultimo trimestre del 2027, osserva Frames; secondo la società, l’avvertimento contenuto nel rapporto di agosto rappresenta l’elemento cruciale per la diagnosi: l’inflazione di fondo continua a salire proprio mentre l’economia si contrae. Gli analisti ritengono che sia proprio questo a distinguere la stagflazione da un episodio inflattivo ordinario. La Romania ha attraversato un anno di consolidamento caratterizzato dalla più ambiziosa correzione fiscale e di bilancio dell’UE, passando da un’economia trainata dai consumi finanziati dal debito a una basata sugli investimenti e sullo sviluppo a lungo termine, afferma il ministro delle Finanze ad interim Alexandru Nazare.
In un post su Facebook, egli ha fornito un quadro aggiornato della situazione economica della Romania, rilevando che nel 2024 il Paese ha registrato un deficit di bilancio pari al 9,3% del PIL. Nessun altro stato membro dell’UE ha iniziato il 2025 con un disavanzo superiore al 6%, a fronte di una media UE del 3,1%, ha osservato il ministro delle Finanze. Secondo le previsioni della Commissione Europea, il deficit annuale della Romania è sceso al 7,9% del PIL nel 2025 e si prevede che raggiungerà il 6,2% nel 2026. Alexandru Nazare ha inoltre sottolineato che, per il secondo anno consecutivo, la Romania registrerà la maggiore riduzione del deficit prevista nell’UE.